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Ragù Veg

martedì 21 maggio 2013
Mezzi Rigatoni al Ragù Vegetariano

Sono trascorsi mesi e anni (gulp!), e decine di post, ricette, marmellate, focacce, invasamenti, pizze e torte da quel giorno in cui ho fatto per l'ultima volta il più classico dei ragù; e pure da quando ho commesso quest altro peccato a scopo blog di cui adesso mi rifiuto di parlare.
Lo so che questa impropria, eretica new entry e vegan, più di qualcuno si rifiuterà di chiamarla ragù, ma io che colpa ne ho? Non sono proprio fatta per le polemiche oscurantiste; nel mio curriculum, lo confesso, vanto anche io un passato da integralista culinaria, il quale però mi procurava non poche fitte alla testa in questa terra a stelle e strisce dominata dagli orrori (o genialate) del fusion. Così oggi, della filosofia restrittiva dei tempi andati, quando ancora credevo unicamente nella bufala, nel San Daniele e nei pachino, ho deciso di conservare soltanto l'etica (semi)fondamentalista della pizza, in virtù della quale l'accoppiata ananasprosciuttocotto (altrimenti nota come pizza hawaiana) mi procura a tuttoggi l'orticaria intestinale.
Sto divagando, come sempre, ma questo in fondo è uno dei sottili piaceri di un blog autogestito...
Ragù, dicevamo. In questi giorni ho appreso che la parola deriva dal francese ragoûter, vale a dire "stuzzicare l'appetito". Quindi, tecnicamente, anche quello che sottopongo adesso alle vostre sacrosante critiche, è un ragù con tutti i crismi. Perché stuzzica davvero, col suo profumo espanso e il colore rosso rubino che ti si appiccica al mestolo.
E io lo chiamo ragù perché va fatto senza fretta alla domenica mattina, o nella pace di un pomeriggio intero a disposizione; e perché contiene in sé la stessa idea densa e rassicurante di quando a sei anni tornavi a casa dopo scuola e sapevi di trovare la tavola apparecchiata, e per pranzo dieci a uno c'era pasta al sugo.
Fa lo stesso se la carne stavolta mi è scappata; e pazienza se non riesco ad accontentare i fondamentalisti culinari, vorrà dire che non li invito a pranzo, tanto a tavola seduti per terra non credo ci starebbero volentieri. Oppure, per rimediare, lo chiamerò ragù dei poveri, o meglio ancora poor girl ragù, per far sfoggio di inglese e per farvi anche un po' di compassione.
Ma pigliatevi un panino, mangiatelo caldo a scarpettate, e poi ditemi per caso se non ne valeva la pena.

Today Pasta

Ragù Veg*
per 6 persone

cipolla 1
carote 2
sedano 1 gambo
olive verdi 50 gr
uvetta 120 gr
capperi sotto sale 25 gr
doppio concentrato di pomodoro 2 tubetti
vino rosso 1/2 bicchiere
prezzemolo e basilico freschi 1 mazzo ciascuno
olio, sale, pepe, peperoncino, acqua q.b.


Mezzi Rigatoni al Ragù Vegetariano

*La ricetta l'ho ripescata dalla famosa cartella Forum Cucina Italiana, ma non ho salvato l'autore, me ne scuso. Se qualcuno per caso sa chi sia, dica pure. Tenkiu for your understanding.

Tritare finemente la cipolla, e farla rosolare per qualche minuto in un po' di olio. Aggiungere le carote e il sedano tagliati a cubetti e cuocere per circa 10 minuti.
Nel frattempo tritare (anche nel robot da cucina, anzi, meglio se nel robot da cucina) olive, uvetta e capperi sciacquati dal sale. Unirli al misto di verdure insieme ad abbondante prezzemolo e basilico tritati, peperoncino a piacere, sale (poco) e pepe. Mescolare, cuocere per qualche minuto, quindi aggiungere il concentrato di pomodoro diluito nel vino rosso con l'aggiunta di un po' di acqua.Cuocere il ragù a fiamma medio-bassa per circa due ore, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo dell'acqua se si restringe troppo.
Usarlo come al solito, nel classico panino al ragù ancora caldo, oppure per condire il formato di pasta che più vi aggrada: rigatoni, penne, mezzi rigatoni, mezze penne, lisce o rigate, maccheroni, spaghetti, conchiglie o fettuccine, viva la pasta, viva il ragù, quello veg ancora di più!
w.v.<3


Vino