
Ogni tanto la citta’ gioca brutti scherzi. Una sera all’improvviso alzi gli occhi al cielo e ti accorgi che qualcuno si e’ portato via le stelle. E gli alberi, i sentieri di montagna e il profumo dell’erba. Non ci sono piu’ i prati verdi ne’ tutti i colori dell’autunno. Qualcuno si e’ portato via i sassi, i camini accesi e il suono delle campane. E che fine hanno fatto gli incontri in piazza, le domeniche pigre e il caffe’ dopo pranzo? Qualcuno si e’ perfino rubato i tramonti, l’acqua fresca di sorgente e il silenzio.
Un ladro astemio, pero’. Mi ha lasciato la grappa. E allora beviamoci su.
Nel caso abbiate qualche dubbio, Cjariei e' il nome dialettale della grappa al cumino, o finocchietto di montagna. Si ritiene abbia ottimi effetti digestivi e terapeutici, al secondo bicchiere lava via la nostalgia e regala in cambio visioni di rosei tramonti dolomitici.
I tuoi pensieri un po' ubriachi, danzando per le strade si allontanano,
ti son sfuggiti dalla mano e il giorno sembra ormai così lontano
e il giorno sembra ormai così lontano...
(Francesco Guccini, Canzone di Notte)
grappa a 40 gradi una bottiglia da 350 ml.
semi di cumino 25 gr.
zucchero 70 gr.
acqua q.b.
Mescolare la grappa con i semi di cumino, chiudere il vaso o la bottiglia e lasciare macerare per almeno un mese, rimescolando ogni tanto.
Passato questo tempo, sciogliere a freddo lo zucchero in un po' di acqua, ottenendo una specie di sciroppo. Unirlo alla grappa e lasciar riposare un altro mese, ricordandosi ancora di agitare di tanto in tanto.
Filtrare la grappa e versarla di nuovo nella bottiglia.









