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Vegan Guinness Chocolate Cake

mercoledì 14 novembre 2012
Vegan Guinness Chocolate Cake

Deve essere stato un uomo saggio a inventare la Birra.
~ Platone


... per non parlare poi di chi ha inventato il cioccolato fondente, e gli occhiali da sole, di chi ha messo al mondo la camomilla, l'estate al mare e facebook, di chi ha formulato il gel per capelli - meglio ancora se al profumo di biscotto -, i jeans a zampa, il fragolino e la focaccia, e ancora di chi ha creato Snoopy, la bicicletta, il tostapane e il cielo stellato.
Ma stiamo divagando. O forse no, chissà, a me piace pensare che sia tutto tenuto insieme dallo stesso filo conduttore, un cavo arruffato e pieno di nodi, alimentato da caramelle, lamponi e popcorn, che passando da Platone con la sua pinta di birra, attraverso Calvin & Hobbes, Amélie Poulain e Lucio Battisti, ha resistito al tempo, ai capricci e alle tempeste della mente senza mai spezzarsi del tutto, e a sorpresa mi ha condotto di fronte a questa torta, cioccolatosissima, elegantissima e total black, per dirla sempre come lui.

Guinness and Flour

GUINNESS?? CHOCOLATE?? CAKE?? Ho udito bene? Tre delle cose per cui vale la pena vivere, unite insieme in un abbraccio soffice e spugnoso. Impossibile non lasciarsi sedurre. Impossibile non capitolare.
E così, quando lo stesso abbraccio caldo, morbido e fragrante mi è stato suggerito virtualmente in versione veganlove, come gesto d'amore verso me stessa, come omaggio a un obiettivo 50mm tutto impolverato e a un baule zeppo di ciotoline scompaiate e stracci stropicciati, ma soprattutto come atto di fiducia verso questo blog e questo mondo un tantino pazzerelli, ho colto l'occasione al volo senza pensarci sopra troppo.
E a mo' di boomerang ciocobirrozuccherino, dopo averlo aggiustato, levigato e a mio modo ridipinto, vi rilancio lo stesso abbraccio carico d'amore e di speranza, a bordo di un ideale vassoietto color bianco panna.
Chiamateli come volete, deliri da romantica foodblogger, dolci paranoie di una notte di metà autunno, effetti speciali di una Guinness di troppo, ma se quello stesso filo conduttore, passando per qualche porta semisegreta, è riuscito ad arrivare fino a voi, vi consiglio di capitolare insieme a me, afferrare questo boomerang e condividerne una fetta, prima di rilanciarlo nello spazio come è giusto che sia.
Perché fu certo uomo o donna saggia chi inventò la birra, ma ancora di più chi osò mescolarla al cioccolato.
Per non parlare poi di chi provò un giorno a unirci il tofu...
w.v.<3


Cocoa and Guinness


Vegan Guinness Chocolate Cake
per uno stampo di 24cm di diametro


Chocolate and Cocoa

farina 250 gr
cacao 100 gr
zucchero grezzo 300 gr
bicarbonato di sodio 2 cucchiaini
lievito per dolci 1/2 cucchiaino
sale 1 pizzico
guinness extra stout 450ml
olio di semi 100 gr
estratto di vaniglia 2 cucchiaini
tofu seta 125 gr

Per la copertura al cioccolato
cioccolato semifondente 170 gr
latte di cocco 120 ml

Waiting for the Cake

In una larga ciotola, setacciare farina, cacao, bicarbonato, lievito e sale. Unire lo zucchero, mescolare e tenere da parte. In un'altra ciotola sbattere insieme olio, estratto di vaniglia, birra e tofu (sisisì, avete letto bene, olio+Guinness+tofu, sembra Star Trek travestito da Nonna Papera, ma fidatevi che va tutto bene così...) finché il composto è omogeneo e senza grumi. Aggiungerlo gradualmente al mix di farina e cacao e mescolare finché ben amalgamato. Versare l'impasto in uno stampo a cerniera precedentemente unto d'olio e cuocere in forno a 180 per un'ora circa. Lasciare raffreddare la torta su una grata.
Nel frattempo, preparare la copertura. Tritare finemente il cioccolato e metterlo in una ciotola. Scaldare il latte di cocco su fuoco medio alto e portarlo a bollore, mescolando di tanto in tanto per evitare che attacchi. Versarlo ancora bollente sul cioccolato, facendo in modo che lo ricopra completamente. Far riposare per 5 minuti circa, prima di mescolare e ottenere una composto omogeneo. Lasciare intiepidire per circa 30 o 40 minuti finché si addensa e risulta spalmabile (qualora non fosse abbastanza denso, unire un cucchiaino di fecola di mais e mescoolare bene). A questo punto, lavorare la crema ottenuta con lo sbattitore elettrico facendo in modo che incorpori aria e si alleggerisca. Spalmarla delicatamente sulla superficie della torta ormai fredda e servire.
Cheers!

Vegan Guinness Chocolate Cake is Gone

Fudgy Wudgy Raspberry Brownies

giovedì 1 novembre 2012
Fudgy Wudgy Vegan Raspberry Brownies

Felicità. Semplice come un bicchiere di cioccolata o tortuosa come il cuore. Amara. Dolce. Viva.
~ Joanne Harris, Chocolat


A volte capita che fai degli incontri un po' speciali. Te ne stai lì col naso all'insù, perso per le vie tortuose del tuo cuore, indaffarato a immaginare il cielo, al punto che in certi attimi ti sembra quasi di non trovare più il filo della tua matassa. Poi succede che un giorno, uno come un altro, col sole, la nebbia e forse un pizzico di pioggia, ti trovi in mezzo ad un incrocio, e con lo sguardo ancora nelle nuvole, inconsciamente prendi la sinistra. Ed è esattamente lì, all'uscita dalla curva, metà per caso e metà per gioco, che ci sbatti contro.
È uno come te, un'anima un po' gemella con la matassa tutta ingarbugliata, che gira a naso in sù e per non perdere il filo se ne sta aggrappato ai tuoi stessi fantasmi. In quell'istante, nella tenerezza di uno scontro sotto la pioggia, tu capisci perché hai dovuto girare a quell'incrocio, perché proprio quel percorso, perché quei riflessi negli specchi ti hanno portato fino a lì. All'improvviso, scambiandoti gli ombrelli, il tuo vagare acquista senso e ti sembra anzi quasi ovvio il motivo per cui per tanto tempo hai girato in tondo, e tutte quelle curve, e quelle distrazioni, e le colline senza cima, e le discese a notte fonda. Dentro di te la mappa di quel labirinto si fa un po' più illuminata, e scivolano via dalla memoria le infinite volte che ci hai litigato, con chiunque sia stato ad avertelo disegnato addosso.
Senza pensarci troppo, e con gli occhi ancora verso le nuvole, senti che l'unica cosa che sei tenuto a fare è allargare il cuore, nascondere un po' il tuo disordine, e fare spazio a chi come te a volte resta aggrovigliato sotto la pioggia. È all'uscita della curva, grazie a quello scontro inaspettato, che decidi di sederti un attimo, prendere fiato e rimandare per un giorno la lista delle cose da portare avanti. È un pomeriggio come un altro, col sole, la nebbia e forse un pizzico di pioggia, quel giorno in cui confrontate i vostri fili e organizzate un improbabile picnic, scambiandovi una fetta di torta e un panino alla marmellata.
E quando poi tu ricominci la tua corsa, come per magia ti senti più leggero, perché sai che la matassa è adesso un po' meno ingarbugliata.

Questi brownies dolceamari, pieni di crepe ma senza colpa, questi brownies teneri, rossi e graziosamente imperfetti nascono così, da uno scontro sotto la pioggia. Li dedico a tutte quelle persone un po' speciali che ti capitano fra le mani all'improvviso, e senza farlo apposta ti illuminano la strada.


Fudgy Wudgy Brownies Batter


Fudgy Wudgy Raspberry Brownies*
per una teglia rettangolare di 23x33cm


gocce di cioccolato semidolce 120 gr + 65 gr
marmellata di lamponi 280 gr
latte di soia 50 gr
zucchero di canna 150 gr
olio di semi 75 gr
farina 250 gr
cacao amaro 25 gr
estratto di mandorla 1/2 cucchiaino
estratto di vaniglia 2 cucchiaini
lievito per dolci 1/4 cucchiaino
bicarbonato di sodio 1/2 cucchiaino
sale 1 pizzico
lamponi freschi 150 gr

Fudgy Wudgy Raspberry Brownies Batter

Far fondere a bagnomaria 120 gr di gocce di cioccolato, e lasciare intiepidire. In una larga ciotola, mescolare la marmellata di lamponi con il latte di soia, lo zucchero, l'olio e gli estratti. Sbattere col mixer per qualche minuto finché il composto è omogeneo e senza grumi. A parte setacciare farina, cacao, lievito, bicarbonato e sale, e unire a mano all'impasto precedentemente preparato. Mescolare bene, quindi aggiungere il cioccolato fuso, le rimanenti gocce di cioccolato e da ultimo i lamponi freschi. L'impasto si presenta piuttosto denso.
Rovesciarlo nella teglia precedentemente unta di olio e spolverata di farina, e livellarlo con l'aiuto di una spatola. Non serve stenderlo fino ai quattro angoli della teglia, perché comunque si allargherà in cottura and everything will be OK. No worries.
Cuocere in forno a 165 per 45 minuti circa. Per un volta lasciate perdere la prova stecchino perché i brownies sono umidi e lo stecchino vi tradirebbe. Fidatevi solo del profumo.
Lasciare intiepidire, quindi tagliare i brownies in fette quadrate, assaggiare ed esclamare a pieni polmoni:

I CAN'T BELIEVE IT IS VEGAN!

Fudgy Wudgy Raspberry Brownies on Plate

*La ricetta l'ho adattata da Veganomicon, modificando leggermente le dosi di cioccolato e farina. Trattasi della mia ultima follia, su cui - temo - dovrò un giorno dare qualche spiegazione. Per ora vi prego accettateli così, questi brownies deliranti, rosseggianti e senza colpa.
With vegan love.


Tutto ciò di cui ho bisogno è amore. Ma un po' di cioccolata, ogni tanto, non fa male.
~ Charles M. Schulz

Crostata all' Arancia e Cioccolato

venerdì 15 gennaio 2010
Crostata al Cioccolato e Arancia

Per chiudere la settimana in dolcezza, ecco una crostata che ho fatto tante volte prendendo spunto da una ricetta passata sul forum di CI.
Stavolta ho sostituito la copertura al cioccolato con la Simil Nutella di qualche settimana fa (quella in versione cioccolato fondente), che da qualche giorno ha iniziato a perseguitarmi reclamando attenzione.
E dire che c'ero quasi riuscita, una settimana senza preparare un dolce, non un biscotto, non una crostata, non un budino. E poi, proprio all'utlimo, ecco che cedo alla Nutella (chissa' perche' ho l'impressione di averla gia' sentita questa...).
Poco male, si festeggia un altro venerdi'!


Crostata all'Arancia e Cioccolato
per uno stampo di 24 cm di diametro

Per la Frolla
farina 170 gr.
zucchero a velo 70 gr.
burro 100 gr.
tuorli 2
scorza grattuggiata di un'arancia, sale

Per il Ripieno
marmellata di arance 200 gr. circa
cioccolato fondente 200 gr.
panna 100 gr.
mandorle a lamelle (facoltative) q.b.


Setacciare la farina sulla tavola. Togliere il burro dal frigo, tagliarlo a piccoli pezzi e sfregarlo fra le dita con la farina, finche' si ottiene un composto a grandi briciole. Fare una fontana in mezzo e mettere lo zucchero, i tuorli, la scorza grattuggiata dell'arancia e il sale. Amalgamare il tutto con la farina, aiutandosi con una spatola, e lavorare l'impasto finche' e' omogeneo e compatto, cercando di fare in fretta per non farlo scaldare troppo. Avvolgerlo nella pellicola e farlo riposare in frigo almeno un'ora prima di usarlo. Si puo' anche preparare la frolla con uno o due giorni di anticipo e lasciarla in frigo fino al momento di utilizzarla.
Stendere la frolla nell'apposito stampo, ricoprirla con carta forno e disporvi sopra uno strato di legumi secchi (oppure usare gli appositi pesetti), per evitare che si alzi troppo in cottura. Cuocerla a 170 per 20 minuti, poi togliere i legumi e la carta forno e continuare la cottura per altri 20 minuti circa, finche' risulta appena dorata.
Sformare la crostata vuota, lasciarla raffreddare, poi rivestirla con uno strato di marmellata di arance e uno di cioccolato fondente,gia' fuso a bagnomaria insieme alla panna (come dicevo, al posto della copertura cioccolato+panna, questa volta ho usato la crema di cioccolato e nocciole, fatta appena scaldare a bagnomaria in modo che fosse piu' facilmente spalmabile). A piacere, spolverare la superficie di mandorle a lamelle. Lasciare rassodare in frigo prima di servire.

Baci di Dama

venerdì 1 gennaio 2010
Baci di Dama

I baci di dama sono deliziosi, cosi' piccoli, eleganti e profumati. Ma tanto seducenti quanto ingannatori. Spatasciarsi nel forno e' il loro mestiere, non importa quanto si presentino ordinati, rotondi e perfetti in teglia. E voi, che illusi! Li avete perfino misurati con lo scavino per la frutta, in modo da averli tutti uguali, credevate di aver dato loro una forma impeccabile, lavorandoli con amore tra le mani mentre vi concentravate sulla rotondita' perfetta del sole, di un balocco natalizio o di una ciliegia.

E il profumo! Meschino pure lui. Un intenso aroma di nocciola si sparge per casa, non lascia intuire nulla, perfino i vicini allertano i sensi tanto e' buono. Si', mi sa che e' proprio ora di aprire il forno. AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH! Urlo di disperazione, capelli dritti, sguardo incredulo. Basta... mi licenzio....Si', domani la girl chiude la sua kitchen e va a fare l'eremita in Alaska, per una nuova decade all'insegna del blog-free.
Il bacio di dama, quello stesso a cui avete dedicato l'ultimo pomeriggio culinario del 2009, e' diventato uno strato unico e informe, una gigante piattaforma al sapore di nocciola che insieme al biscotto schiaccia via anche tutti i vostri sogni di gloria. E ora che faccio con questo enorme bacione e tutta quella Simil Nutella? Una larga pizza piatta e nocciolosa ricoperta di cioccolato? Un disco volante mandorlato? Una sbrisolona new-age? No, l'Alaska mi sembra l'opzione migliore. Anno nuovo, vita nuova.

Ma come volevasi dimostrare, per fortuna anche quest anno i buoni propositi svaniscono in fretta, stavolta addirittura gia' all'alba del primo gennaio. Anno nuovo, stesso tran-tran di sempre. Fare stretching, preparare meno biscotti, arrivare puntuale, non dire parolacce, andare a dormire presto, fare yoga e bere 2 litri di acqua al giorno: ma chi pensate di ingannare? Per me, nulla e' cambiato: oggi ho saltato la lezione di yoga per rifare i baci di dama, ho inveito parole irripetibili contro il forno in modo che non si sognasse di fare brutti scherzi, ho perso l'autobus e di sicuro andro' a dormire alle 4 di mattina per pubblicare questo post, sono arrivata in ritardo a cena perche' dovevo fotografare i malefici prima di regalarli, ho bevuto la solita tazza di caffe' senza fondo da Starbucks e una mezza sorsata di acqua in tutto il giorno e ho rinunciato all'Alaska. Fa troppo freddo.

E allora che sia un 2010 pieno delle cose di sempre, tutte quelle che riempiono la giornata di rosa, il profumo delle nocciole in forno, la telefonata di un'amica, una canzone dei Beatles, il pane con la marmellata, la domenica al cinema, una gita in campagna, la neve fresca, i saldi di fine stagione, i baci delle vostre dame eleganti o dei vostri cavalieri profumati, a seconda dei gusti. Amen.


Baci di Dama
per circa 40-50 biscotti

nocciole 100 gr.
mandorle 100 gr.
burro 200 gr.
farina 200 gr.
zucchero 160 gr.
tuorlo d'uovo 1
sale 1 pizzico
cioccolato fondente per farcire q.b.


Tostare le mandorle e le nocciole in forno. Lasciarle raffreddare, poi cercare di eliminare il piu' possibile la pellicina che le ricopre. Tritarle finemente nel mixer insieme a un po' di zucchero tolto dalla quantita' totale, per evitare che rilascino l'olio.
Impastare il burro freddo con lo zucchero, unire la farina, la farina di mandorle e nocciole, il tuorlo e il sale e lavorare l'impasto velocemente finche' si amalgama perfettamente. Formare una palla, coprire con pellicola e lasciare riposare in frigo per qualche ora (si mantiene anche per un paio di giorni).
Trascorso il tempo necessario, prelevare l'impasto dal frigo e formare delle palline grandi piu' o meno come una ciliegia, disporle leggermente distanziate su una teglia rivestita di carta forno. Per evitare i rischi di spatasciamento del bacio di dama al momento della cottura, una volta formate le palline, si possono far riposare in frigo per un'altra mezz'ora in modo che siano belle fredde al momento di infornare.
Cuocere a temperatura medio-bassa (100-130) per circa 20 o 30 minuti. La temperatura e la durata della cottura variano a seconda del forno. E' preferibile mantenere un calore medio-basso (pena lo spatasciamento) e controllare ogni dieci minuti. Sono pronti quando iniziano a fare delle crepe in superficie. Appena sfornati sono molto delicati e friabili, per questo e' consigliabile lasciarli raffreddare completamente nella teglia prima di maneggiarli.
Per la farcitura, sciogliere a bagnomaria del cioccolato fondente e usarlo per attaccare i biscotti a due a due. Io li ho farciti con la Simil Nutella al cioccolato fondente (si vabbe', ho postato quella al latte, ma in verita' ne ho fatte due versioni, cosi' adesso mi ritrovo con 4 barattoli di crema al cioccolato...!!).
Piccola parentesi: i baci di dama si possono fare anche con sole nocciole o solo mandorle, oppure si puo' unire del cacao all'impasto e magari farcirli con cioccolato bianco. Gli ingredienti principali - burro, nocciole, farina e zucchero - andrebbero usati nella medesima quantita', io ho messo meno zucchero perche' mi piacciono un po' meno dolci.

Nutella Nutellae

mercoledì 23 dicembre 2009
Nutella Fatta in Casa

Nutella omnia divisa est in partes tres:
Unum: Nutella in vaschetta plasticae.
Duum: Nutella in viteris bicchieribus custodita.
Treum: Nutella sita in magno barattolo (magno barattolo sì, sed melium est si magno Nutella IN barattolo).

(Caius Julius Ferrerus, ah no, scusate, R. Cassini, Nutella Nutellae)

Come erano belli i vecchi tempi, quando il mondo si divideva in due, di qua la Nutella, di la' il Ciao Crem. Ed era cosi' facile scegliere. Sia chiaro, il Ciao Crem ha tutto il mio rispetto, in fondo ce l'ha messa tutta cercando disperatamente di differenziarsi con due gusti di colore diverso, nocciola e cioccolato, insieme nello stesso barattolo. Ma nonostante Due Gusti: Due Baci, la Nutella e' rimasta sempre la regina indiscussa della merenda, prima promettendo energia per fare e per pensare con i suoi presunti ingredienti semplici e genuini; poi allietando i Nutella Rave Party dell'adolescenza quando, spalmata su maxi fette di baguette, veniva portata in trionfo in giro per il condominio; e infine arrivando confezionata in bicchieri di vetro riutilizzabili, che finivano con l'accumularsi senza vergogna a perpetuo ricordo della nostra dipendenza.

A casa mia esisteva perfino il barattolo da 10 kili, messo li' sullo scaffale davanti a tutti. Era la Nutella Sociale, chi entrava non poteva resistere alla sua chiamata. Saranno state le dimensioni spropositate del vaso, o la scritta NUTELLA in formato extra large, non so, sta di fatto che questa maxi confezione richiamava alla mente istinti primordiali e tutti prima o poi dovevano provare il brivido di affondare il cucchiaio (quando non era un mestolo) in un mare magno di Nutella di cui non si riusciva a vedere il fondo.

Quella che segue e' la versione casalinga della famigerata crema. Non sara' Nutella, ma ci siamo vicini. In fondo, se ci ha provato perfino il Ciao Crem...
Passate il pane, per favore. O magari la fetta di panettone, dato che siamo in periodo natalizio. Pero' attenzione, non garantisco sugli effetti collaterali.


Crema alle Nocciole e Cioccolato
(senza modestia, potremmo anche dire Simil Nutella)
per due vasetti medi

nocciole 130 gr.
cioccolato al latte 200 gr.
zucchero 120 gr.
latte parzialmente scremato 150 ml.
olio di semi 90 ml.


Per la ricetta mi sono basata su quella di Elena di Giovanni, passata tante volte sul forum di CI, e rifatta anche dalla mitica Paoletta, qui. Pero' ho usato cioccolato al latte invece che fondente, per ottenere un risultato piu' vicino all'originale, anche se magari meno soddisfacente per i puristi del cioccolato. E ho modificato le dosi di conseguenza (in sostanza, piu' nocciole e meno zucchero).

Tostare le nocciole in forno, lasciarle intiepidire, quindi eliminare la pellicina che le ricopre. Metterle nel mixer insieme a un po' di zucchero (preso dalla quantita' totale) e frullarle fino ad ottenere una polvere. Spezzettare il cioccolato. Versare tutti gli ingredienti in una pentola col fondo pesante, e metterla sul fuoco a fiamma bassa, facendo in modo che la crema non si scaldi troppo. Appena il cioccolato si e' fuso, dare un giro con il frullatore a immersione, per cercare di polverizzare il piu' possibile la granella di nocciole.
Tenere sul fuoco per altri 3 o 4 minuti, mescolando sempre, finche' la crema risulta omogenea. Versare la Simil Nutella ancora calda nei vasetti, e lasciarla raffreddare completamente prima di chiuderli.

Chocolate Chip Cookies

martedì 1 settembre 2009
Chocolate Chip Cookies

Non facevo i chocolate chip cookies dai tempi dell'universita'. Anzi, a essere proprio sincera, non li facevo nemmeno allora, perche' di solito era la mia amica Sarah, americana doc, a prepararli per uno stuolo di gente affamata che chissa' come riusciva sempre a presentarsi all'appello. Cookie chiama, amico risponde. E' la regola non scritta, ma sempre valida.

Ed e' sempre la stessa amica ad avermi insegnato che per godere appieno del cookie bisogna prenderne uno appena sfornato, quando il cioccolato e' praticamente fuso e il biscotto ancora caldo e morbido, metterlo nel fondo di un bicchiere, coprire con del latte, una bella mescolata e via. L'operazione si puo' ripetere alla seconda sfornata, e per gli stomaci di ferro, pure alla terza o alla quarta. Regolatevi voi.

E ancora lei, che evidentemente ne sa qualcosa, mi ha raccontato che un altro must dell'Operazione Cookie e' preparare l'impasto e mangiarlo crudo a cucchiaiate. L'usanza e' talmente diffusa che alcune famose aziende produttrici di gelato, come Haagen-Dazs o Ben & Jerry's, hanno iniziato a commercializzare il gusto Chocolate Chip Cookie Dough, vale a dire Impasto dei Biscotti alle Gocce di Cioccolato. Una specie di stracciatella a stelle e strisce.

Questa ricetta viene ancora una volta da quel locale di Berkeley di cui vi avevo gia' parlato, un mix tra laboratorio per la produzione artigianale di pasta all'uovo, panificio e bar/caffe' per la colazione. E' un po' diversa dalle ricette piu' tradizionali per l'abbondanza di noci e per la presenza dei fiocchi di avena, che danno ai cookies una consistenza particolare oltre che creare l'illusione di biscotti salutari. Niente paura, pero', non sono ne' salutari ne' leggeri, specie se vi mangiate l'impasto crudo o li schiacciate ancora caldi dentro un bicchierone di latte.


Chocolate Chip Cookies
per circa 30 cookies

burro, a temperatura ambiente 225 gr.
zucchero 160 gr.
zucchero di canna 160 gr.
estratto di vaniglia 1 cucchiaino
uova 2
farina 290 gr.
fiocchi di avena 110 gr.
(di cui 35 tritati finemente nel mixer)
lievito chimico 1 cucchiaino
sale un pizzico
noci pecan 170 gr.
gocce di cioccolato 350 gr.


Sbattere il burro a crema con zucchero, zucchero di canna e vaniglia. Unire le uova, una alla volta. Setacciare la farina con il lievito e unirla al composto. Aggiungere l'avena tritata e il pizzico di sale e mescolare bene. Alla fine unire la rimanente avena in fiocchi, le noci pecan (o noci) tritate grossolanamente e le gocce di cioccolato.
Mettere l'impasto in frigo a raffreddare (si puo' anche fare uno o due giorni prima).
Formare delle palline poco piu' grandi di una noce, schiacciarle leggermente e disporle distanziate sulla placca ricoperta di carta forno.
Cuocere i cookies a 180/200 per circa 12-15 minuti, finche' sono dorati in superficie. Appena sfornati sono molto morbidi, ma diventano croccanti non appena si raffreddano.

Torta al Cioccolato e Noci Pecan

domenica 28 giugno 2009
Torta al Cioccolato e Noci Pecan

Questa torta e' uno dei primi ricordi della mia esperienza californiana. Era l'anno 1999 e io, fresca di laurea e ignara delle conseguenze (che' 10 anni dopo sono ancora qui), decisi di fare un viaggio a San Francisco. Per la precisione, all'inizio stavo a Berkeley a casa di un'amica. E per finanziare la mia "vacanza", trovai lavoro in una specie di caffe' molto radical chic su Shattuck Avenue. Era l'epoca del dot.com boom e la gente non aveva paura a spendere soldi. Ristoranti alla moda e gastronomie specializzate spuntavano come funghi, i giovani miliardari senza cash flow facevano a gara a chi sapeva concedersi piu' lussi quotidiani, commestibili e non.
In questo clima di euforia aveva aperto questo locale molto particolare, un Pastificio, specializzato nella produzione di pasta fresca all'uovo di ogni gusto e colore, ai limoni meyer, al cacao, al pepe e limone, al peperoncino habanero, al pomodoro, ai mirtilli e 100 altri gusti che ora non ricordo.
E i clienti facevano la coda, pagando anche $10 per mezzo chilo di pasta, una cosa impensabile oggi.
Oltre al laboratorio della pasta, c'era un banco per fare colazione, e si sfornavano pane, dolci e biscotti da capogiro. Non ho mai piu' assaggiato un pane alle olive e un cinnamon roll piu' buoni di quelli. Per non parlare dei chocolate chip cookies o della torta alla pasta di mandorle.
Un paio di anni fa mi trovavo per caso a Berkeley e sono passata per Shattuck Avenue, sperando di poter comprare una pagnotta e un vasetto di pomodori sott'olio. Del vecchio pastificio non c'era piu' traccia, e' sprofondato con la crisi economica di inizio millennio. Un vero peccato.
Io per fortuna sono riuscita a salvare qualche ricetta presa qua e la', osservando il lavoro dei "colleghi". Questa torta la facevano tutti i giorni, e andava a ruba, molto prima che scoppiasse il trend del gluten free. Semplicemete allora si diceva flourless. Senza farina, ma con tanto tanto cioccolato! : )


Torta al Cioccolato e Noci Pecan
per una tortiera di 22 cm di diametro

burro 115 gr.
cioccolato fondente 120 gr
uova 3
noci pecan 200 gr.
zucchero 100 gr.
estratto di vaniglia 1 cucchiaino da te'
una presa di sale


Fondere il burro e il cioccolato a bagnomaria, lasciare intiepidire, poi unire le uova, una alla volta, il sale, la vaniglia e lo zucchero. Montare bene col mixer. Alla fine, unire le noci pecan fatte tostare leggermente in forno e tritate finemente. Versare il composto nella tortiera imburrata e infarinata e cuocere a 175 per 40 minuti circa.
Lasciare raffreddare la torta su una grata, poi cospargere la superficie di zucchero a velo.