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Urad Dal con Cocco e Lime

mercoledì 28 gennaio 2015
Urad Dal with Coconut and Lime

Now let us drink the stars
It's time to steal away
Let's go get lost
Right here in the U.S.A...

~ Red Hot Chili Pepper, Road Trippin'

Se un giorno per caso, un'estate ancora lontana, vi dovesse capitare di trovarvi parcheggiati sotto al cielo dello Utah, ad ascoltare i coyote e contemplare le stelle, dimenticate pure tutto quello che vi hanno insegnato sulle scatolette di tonno e di fagioli all'ombra di un falò.

Cooking Time

Lenticchie nere al cocco: ecco il vero pasto da cowboy (...and girl), lo spartiacque della moderna corsa verso l'occidente. Con quel pizzico di lime, peperoncino e zenzero, messo lì apposta per sognare.
Improvvisamente una notte d'estate. Sotto il cielo dello Utah.
Tanto lo so che lo volete fare anche voi.

Jalapeno and Green Onions


Urad Dal con Cocco e Lime*
per 4-5 persone

urad dal (lenticchie nere indiane) 250 gr
cipolla 1
aglio 3 spicchi
zenzero fresco 1 pezzetto lungo un dito
peperoncino verde 1
garam masala 1 cucchiaino
pomodori, medi 5
crema di cocco 160 gr
lime 1
semi di senape neri 1 cucchiaino
sale, olio, burro di cocco q.b.
scaglie di cocco, coriandolo fresco, rondelle di cipollotto, aglio essiccato, per servire q.b.


Urad Dal Ingredients

*La ricetta l'ho adattata e veganizzata da Plenty More, di Yotam Ottolenghi, un nome una garanzia. Need I say (plenty) more?

Mettere a bagno le lenticchie in una ciotola piena di acqua e lasciarle riposare almeno 8 ore. Scolarle, risciacquarle e tenerle da parte. Scaldare un po' di olio e di burro di cocco in una larga pentola, unire la cipolla tritata e soffriggere per 15 minuti, fino a quando risulta dorata. Unire gli spicchi di aglio tritati finemente, lo zenzero grattuggiato, il peperoncino tritato e il garam masala, e cuocere per 2 minuti circa. Aggiungere i pomodori privati dei semi e tagliati a cubetti, e cuocere per altri 5 minuti.

Ginger and Garlic

A questo punto unire il dal, un cucchiaino di sale e circa 1/2 litro di acqua. Abbassare la fiamma e far cuocere per 40 minuti, mescolando spesso e unendo altra acqua all'occorrenza. Cuocere fino a quando la salsa ha raggiunto la consistenza di una zuppa molto densa e il dal è cotto ma mantiene ancora la forma. Alla fine aggiungere la crema di cocco, il succo del lime e i semi di senape tostati.
Togliere dal fuoco e servire, accompagnando il dal con scaglie di cocco, coriandolo fresco tritato, aglio essiccato e rondelle di cipollotto, serviti ognuno in una ciotolina a parte, in modo che ciascuno li possa aggiungere a piacimento.
w.v.<3

Urad Dal with Coconut and Lime

Churros al Forno

domenica 12 gennaio 2014
Churros

l'America era un angolo, l'America era un'ombra, nebbia sottile,
l'America era un'ernia, un gioco di quei tanti che fa la vita...
~ Francesco Guccini, Amerigo

Vendeva churros con cannella da un carretto sulla 16, dietro alle scale all'uscita della metro; si chiamava Francisco ma per gli amici e nel quartiere era sempre e solo Pancho. Aveva gli anni di Gesù, capelli neri sulle spalle e mani sporche di zucchero e fatica. Parlava lento in una lingua a lui straniera, mascherando contro voglia quel suo cocciuto e irriducibile accento del sud. La sua America underground era quell'angolo di strada, la maglietta Yes We Can, e un sogno mai svanito.
Era un peccatore, un innocente fuorilegge col respiro sempre all'erta: il suo sbaglio senza colpa fu di nascere al di là, in un paese senza luna sbranato da coltelli, polvere bianca e miseria.
Era arrivato di notte, aggrappato al vento buio di un treno ancora in corsa. Dicono che avesse una ragazza, troppo giovane per ricordarlo ancora, troppo bella perché smettesse di amarla. Si era lasciato indietro quel suo cuore innamorato, aveva chiuso gli occhi alla tristezza ed era partito alla ricerca.
Finì nella città che portava il suo nome, augurio e speranza di un futuro migliore, testimone e complice di un presente senza gloria. Erano 12 ore al giorno, 300 churros al tramonto e ogni mese una domenica di birra e libertà.

TWO FOR $1.
TWO FOR $1.


Un cartello scritto a mano svendeva per lui la sua dolcezza, col ripieno di ricordi e il profumo tiepido della malinconia. Una stretta di mano, un sorriso, un buenos dias: due churros ai golosi per un dollaro di gioventù.
Era sempre lì, Pancho, sorridente e generoso davanti a noi senza domande. Era sempre lì, sicuro e accogliente, con lo sguardo fisso sul futuro.
Fino a quando una mattina non lo trovammo più: si racconta che fossero appostati, una chiamata infelice, la forzata vigilanza di uno sberleffo del destino.
Piaceva a tutti ma anche a loro, Francisco Pancho da Juárez, Francisco Pancho fabricante de churros.


Churros

Churros al Forno
per 15 pezzi ca.

farina 140 gr
zucchero 50 gr
burro 100 gr
sale 1 pizzico
acqua 200 gr
uovo 1
estratto di vaniglia 1/2 cucchiaino
zucchero e cannella per finire q.b.

Eggs

Scaldare l’acqua con il sale e sciogliervi lo zucchero. Unire il burro e quando si è completamente sciolto unire la farina e mescolare. Cuocere fino a quando l’impasto è omogeneo e senza grumi, e forma una palla lucida (ci vorrà circa 1 minuto). Togliere dal fuoco e lasciare intiepidire. Unire l’uovo a temperatura ambiente, l’estratto di vaniglia e mescolare bene.
Mettere l’impasto in una tasca da pasticceria con l’imboccatura a stella, formare delle striscie lunghe circa 8-10 cm su una teglia rivestita di carta forno, e cuocere a 175 per circa 30 minuti fino a quando i churros sono dorati.
Rotolarli ancora caldi nello zucchero mescolato a cannella.
I churros, tradizionali dolci messicani, andrebbero fritti in olio bollente; questa è la mia versione cosiddetta light.
Light ma non vegan, per il primo peccato dell'anno.

Churros

Zuppa di Fagioli Neri

lunedì 28 ottobre 2013
Black Bean Soup

Era una sera di mezza estate, la scorsa estate, la cartolina di un viaggio in Costa Rica a metà fra esilio e vacanza.
Ricordo quel verde come un abbraccio orgoglioso in mezzo a strade impossibili, fra grovigli di sassi e pozzanghere, uno smeraldo vivo e lucente nutrito dalla pioggia benefica, puntuale ogni giorno alle sei.
Ricordo i ragazzi in bicicletta e le coppie abbracciate, strette sulla sella di motorini ammaccati, i loro corpi magri, abbronzati, impolverati d'amore e sorridenti.
C'era il caos nelle strade del centro, e una periferia svergognata dalla prepotenza dei fast food, sedotta dall'illusione di benessere proveniente dal nord. Sparsi dovunque a morderti il fegato distributori di Coca Cola e insegne dall'aria innocente, invadenti e meschini, quasi uno schiaffo alla povertà della gente.
Ricordo i villaggi lenti, silenziosi e assolati, quei puebli fatti solo di chiese posticce, scuole all'aperto e improbabili campi da calcio, un prato stretto e bagnato e due pali per porta.
C'era il Costa Rica che andava ai mondiali, la TV accesa nei bar, due Imperial ghiacciate e la felicità.
Ricordo la frutta matura, seducente e dolcissima, comprata agli angoli di strada insieme all'acqua purifica di un giovane cocco caduto.
Le notti più buie iniziavano presto in mezzo alla giungla, sulla collina più alta adagiata sopra a un letto di foglie.
Ricordo uomini e donne diversi, scampati alle nostre vertigini per inseguire un sogno senza comodità.
Ho conosciuto un tassista meccanico che non aveva le scarpe, un amico affrettato che chiamavano El Che. Mi diceva dove andate, perché, dove correte voi gente del nord? Siete solo dei poveri illusi, a credere di poter comperare la nostra realtà.
Abbiamo diviso uno jugo helado e questa zuppa piccante in un pomeriggio di solidarietà.
Pura vida.

Black Bean Soup


Zuppa di Fagioli Neri
per 4 persone

fagioli neri secchi 250 gr
cipolla bianca, grande 1
aglio 2 spicchi
carota 1
peperone rosso 1
pomodori 3
lime 1
dado vegetale 1
olio, sale, pepe, origano, pepe di cayenna, semi di cumino, grani di coriandolo e pepe della Giamaica q.b.
cilantro fresco, pomodori e cetriolo per servire q.b.

La sera prima mettere i fagioli a bagno per almeno 8 ore.
Tritare la cipolla e gli spicchi d'aglio, appassirli per qualche minuto in un po' di olio, quindi unire la carota e il peperone tagliati a cubetti. Mescolare e far cuocere per qualche minuto, unire i fagioli scolati e sciacquati, le spezie (se si usano in semi, polverizzarli prima), il dado, sale e pepe. Coprire di acqua, portare a bollore e cuocere a fiamma media per circa due ore.
Mezz'ora prima della fine, unire il succo e la scorza del lime, e i pomodori sbucciati (tuffandoli 30 secondi in acqua bollente) e tagliati a pezzi. Aggiustare di sale e pepe.
Frullare la zuppa solo per qualche secondo, in modo che sia cremosa ma restino visibili i pezzi.
Per servire, accompagnare con cubetti di pomodoro e cetriolo freschi, e a piacere cilantro tritato.
w.v.<3


Black Beans


Chana Masala

mercoledì 25 settembre 2013
Chana Masala

Sono ceci. Cotti.
Cotti e ripassati dentro a una salsa vagamente pomodorosa e piccantissimissima.
Epperò lasciatemelo dire, questi sono dei signori ceci, inimitabilmente goderecci, umili naviganti sopra a un mare rosso di spezie, lussurioso, profondo, e beatamente tempestoso.
Impreziositi da una lista di spezie lunga da qui a Porbandar, ecco che questi ceci mi diventano una realtà alternativa, un mondo misterioso e accogliente, un rifugio del cuore e del palato.
Il mio consiglio è: non fatevi intimidire. Ok, le polveri sono tante e forse difficili da scovare, forse vi faranno correre da un lato all'altro della città, forse vi faranno perdere la pazienza e magari pure mezza giornata; ma forse vi faranno anche esplorare angoli nascosti, scoprire la magia di nuovi colori traboccanti di vita, o capire la bellezza dissimulata dentro ai nostri enigmi.
Se siete nel dubbio, ma anche no, just do it. Compratele, tutte. Perché ne vale la pena. Perché a qualcuno piace caldo.
Just do it. E dite pure che vi ho mandato io.

Spices


Chana Masala
per 4-5 persone

ceci secchi 300 gr
cipolla 1 grande
pasta di aglio e zenzero 3-4 cucchiai
jalapeño fresco 1
semi di cumino 1 cucchiaio
coriandolo in polvere 1 cucchiaio
polvere di mango 1 cucchiaio
pepe di cayenna 1 cucchiaino
curcuma 1 cucchiaino
paprika 2 cucchiaini
cumino in polvere 2 cucchiaini
garam masala 1 cucchiaino
concentrato di pomodoro 2 cucchiai
limone 1
olio, sale, cilantro fresco q.b.

Mettere a bagno i ceci per circa 6-8 ore. Sciacquarli, coprirli di acqua e cuocere a fiamma media per circa 1 ora e 1/2 o 2, fino a quando sono teneri. Scolarli e tenere da parte una tazza della loro acqua di cottura.
Scaldare in una pentola 3 cucchiai di olio, farvi tostare i semi di cumino per qualche minuto, quindi unire la pasta di aglio e zenzero (se non la trovate, vanno bene anche 2 spicchi di aglio e un bel po' di zenzero tritati finissimi; se però avete la fortuna di avere un negozio di spezie e prodotti indiani vicino casa, o anche a 45 minuti di corsa da voi, vi consiglio l'alternativa), la cipolla e il peperoncino tritati e cuocere per circa 5 minuti. Aggiungere il resto delle spezie, poi l'acqua dei ceci tenuta da parte, il concentrato di pomodoro e far cuocere per qualche minuto ancora. Se necessario, aggiustare il sapore.
Unire i ceci, far cuocere per 10 minuti e alla fine aggiungere il succo del limone e una spolverata di cilantro fresco tritato.
A piacere, servire con del riso basmati. Ma anche no.
w.v.<3


Chana Masala


Harissa Homemade

sabato 1 giugno 2013
Harissa

Regalami un po' del tuo tempo, uno sguardo all'orizzonte e un ricordo. Ogni giorno e per sempre.
Io ti offrirò un sorriso, un po' di luce sulle mie ombre e qualcosa di rosso. Ogni giorno e per sempre.

~ Anonimo

Vorrei essere capace di descrivere i colori a un cieco, saper parlare del bianco, dell'argento e del blu, o del verde, il nero e il giallo, farli vivere anche senza luce e conficcarli per sempre sotto la pelle e dentro agli occhi; vorrei riuscire ad afferrare il loro segreto, capirne il mistero e l'enigma e poi regalare la risposta a chi non la sa.
E allora mi chiedo, di che colore sarà, il colore rosso? Caldo e forte come una scossa improvvisa che ti attraversa lo stomaco, è il colore del peccato, di una mela proibita, e di quei capelli arruffati da ragazza quasi perbene. Brucia, a volte, come una passione malata, una croce e del sangue versato sui marciapiedi impazziti. È esuberante come la porpora e morbido come il velluto, positivo come un nuovo inizio e un orizzonte pieno di speranza. È il colore del lunedì, sicuro, dritto e un po' rampante.
Ma rossi sono anche i mattoni e le crepe delle case in collina, nella cornice sbiadita della mia memoria, i pomodori d'estate sotto il sole, un letto di papaveri che ti ci vuoi tuffare, il profumo della terra e le mani sporche di semplicità.
Il rosso per me è l'unico vino, denso di frutta e inebriante d'amore e di serenità. Rossa la verità, quel sentimento che urla e che soffoca, ma a volte inatteso restituisce la vita.
Rosse e lucide sono le scarpe che avrei sempre voluto portare, un filo di trucco che ti ha fatto un giorno innamorare, e alla fine quel fiore che non abbiamo più avuto il coraggio di scambiare.
Vorrei essere capace, riuscire a spiegare tutto il rosso che mi porto dentro e non sai. Vorrei.


Red Chili Peppers

Harissa Homemade*
per 2 vasetti

peperoni rossi, medi 3
semi di cumino 1/2 cucchiaino
semi di carvi (cumino tedesco) 1/2 cucchiaino
semi di coriandolo 1/2 cucchiaino
cipolle rosse, piccole 2
aglio 6 spicchi
peperoncini rossi piccanti 4
olio extra vergine 1 cucchiaio
concentrato di pomodoro 1 cucchiaio colmo
succo di limone 4 cucchiai
sale 1/2 cucchiaino


Spices


*Questa arriva sempre da lui, Plenty, così pieno di rosso, giallo, verde, così ricco di ricette veg, ma non troppo. Avanti, ditelo che già vi piace.

L'harissa è una salsa speziata e piccante tipica di alcuni paesi del Nord-Africa (Tunisia, Algeria, Libia, Marocco), si usa per accompagnare le verdure grigliate, la carne (noooooooooooooooooooooooooooooooo!!), o piatti a base di riso o couscous. Ma a casa mia si mangia anche a cucchiaiate col pane...
Sbucciare i peperoni facendoli arrostire a vivo sulla fiamma del gas, chiuderli per qualche minuto in un sacchetto di carta, quindi eliminare la pelle ed i semi. Tagliarli a pezzi e tenerli da parte.
Tostare in una padella calda i semi di cumino, carvi e coriandolo, quindi tritarli nel mixer fino a ridurli in polvere.
Tritare grossolanamente aglio e cipolla, e farli soffriggere per qualche minuto in una padella con un cucchiaio di olio. Unire i peperoncini puliti, privati dei semi e tagliati a pezzi. Cuocere a fuoco medio per circa 8-10 minuti fino a quando assumono un colore ambrato. Far leggermente intiepidire, quindi frullare il composto insieme a peperoni arrostiti, spezie in polvere, concentrato di pomodoro, succo di limone e sale, finché si ottiene una crema omogenea e priva di grumi.
Si conserva in frigo per qualche settimana e si usa per amore.
w.v.<3

Harissa Spoons

Salmorejo

sabato 11 maggio 2013
Salmorejo

Pane e pomodoro.
Un pizzico di sole, le onde dell'oceano che sembra il mare. Il buono di una zuppa densa e rinfrescante. Un pomeriggio aperto e un libro da iniziare.
Costruisco così la mia estate cittadina.
Happy weekend.

Salmorejo
per 4 persone

pomodori maturi a grappolo 1 kg
pane raffermo 150 gr
mandorle tostate 30 gr
aglio 1 spicchio
aceto balsamico 1 cucchiaio
olio extra vergine 4 cucchiai
sale, pepe, acqua q.b.

Per la salsa al cetriolo
cetriolo 1
cipolla rossa piccola 1/2
pomodoro (facoltativo) 1/2
lime 2
coriandolo fresco, sale, pepe q.b.


Tomatoes

Il salmorejo è una zuppa fredda, densa e cremosa, originaria della città di Cordova in Spagna. Viene tradizionalmente guarnita con uova sode a cubetti e fettine di jamon serrano.
La mia è la versione very very good veg.

Preparare la salsa al cetriolo (salsa nel senso messicano del termine, non è un sugo ma una salsa, sí?): sbucciare il cetriolo e tagliarlo a cubetti insieme al pomodoro. Mescolarli con poca cipolla tritata e condire con succo di lime, sale, pepe e coriandolo fresco tritato. Coprire con pellicola e tenere in frigo.
Per la zuppa, tritare il pane a cubetti e bagnarli con 4 cucchiai di acqua. Tenere da parte. Sbucciare i pomodori tuffandoli per qualche secondo in acqua bollente e tagliarli a pezzi. Frullarli con il loro liquido insieme al pane ammollato e non strizzato, l'aglio, le mandorle tostate, olio e aceto. Insaporire con sale e pepe e se necessario aggiungere altra acqua.
Tenere il salmorejo in frigo almeno due ore. Servirlo ben freddo, guarnendo ciascun piatto con un cucchiaio di salsa al cetriolo.
Gnammy!


Cucumber Salsa

Gazpacho Verde

domenica 5 maggio 2013
Gazpacho Verde

Ho voluto scrivere un racconto. Le parole sono mie, la memoria è quella di altri. Spero vi piaccia.

Mio padre lo ricordo ancora con le mani sporche, nere di carbone come i capelli troppo ricci che gli spuntavano appiattiti e lunghi sotto al berretto. Lo indossava ogni mattina dopo il caffè, insieme a quel curioso faro in fronte che avrebbe illuminato il suo lavoro nel ventre della terra. Quando usciva di casa, aveva l'aria serena di un vecchio saggio e l'andatura orgogliosa da eterno corridore. Parlava poco, con voce roca e un forte accento del nord, aveva occhi chiari e vestiva sempre pulito, la camicia verde a scacchi inamidata al collo. Tutte le sere, tranne il venerdì Santo, il mio compleanno e la vigilia di Coppa, si trovava con gli altri giù al pub e discuteva a sorriso aperto del suo lavoro alla miniera e del motivo per cui la Newkie Brown era la miglior birra al mondo. Estroverso quanto basta, era cortese e tollerante nelle idee, anche quando iniziò a ingarbugliarsi con ostinazione nei discorsi della sua politica, difendendo i compagni e lo sciopero infinito in quel triste inverno di trent'anni fa.
A quell'epoca frequentavo la Northgate Middle School, portavo i capelli corti e gli anfibi a lacci rossi, e ascoltavo gli Ultravox a oltranza. Avevo dodici anni quando venne a casa e disse È fatta, cari miei, siamo in sciopero. Non sapevo perché ma avevo paura, sentivo nell'aria un cambiamento che ci avrebbe distrutto.
Fu un inverno lunghissimo e freddo, lui resistette fino alla fine picchettando duro davanti alla polizia a cavallo, mentre mia madre scriveva poesie e vendeva speranza al mercato dell'usato. Quella volta a Natale non portammo pantaloni stirati e per regalo ricevemmo piselli e carne in scatola dai vicini misericordiosi.
Lei la vedevo in TV coi capelli in ordine e lo sguardo inflessibile, ci aveva chiamati nemici e non glielo perdonavo, incolpandola di tutto, il freddo, le strade vuote, le liti coi cugini. Mio padre amava il suo elmetto scuro e tutto quello che chiedeva era l'onestà di un lavoro per regalare a noi idee, libri e allegria. Sette anni dopo, quando la piazza esultò gridando Maggie's gone, io non fui capace di unirmi alla festa, perché sapevo che la spaccatura creatasi fra noi era per sempre.
Oggi ascolto la notizia nella timidezza della primavera londinese, di fronte a un'improbabile zuppa da moderno bistrot, e mi ritrovo davanti quello sguardo di ferro come l'avevo lasciato nella memoria. A nulla serviranno decine di resoconti postumi e faziosi, so già che non li guarderò, quei documentari fasulli e patinati. Io l'ho vissuto dentro, nel gelo di mesi senza pane e senza luce, e conservo tutte le poesie, gli anfibi e la t-shirt. Non capivo fino in fondo ma ero lì a dividere la rabbia, e so per certo che da allora niente fu più come prima.


Gazpacho Verde


Gazpacho Verde*
per 6 persone

sedano 2 gambi
peperoni verdi 2
cetrioli sbucciati 600 gr
pane raffermo 80 gr
noci tostate 130 gr
peperoncino verde fresco 1
aglio 4 spicchi
zucchero 1 cucchiaino
spinacini 200 gr
basilico fresco 1 mazzo abbondante
prezzemolo tritato 2 cucchiai
aceto balsamico 4 cucchiai
olio di oliva 60 ml
latte di cocco 3 cucchiai
acqua 700 ml ca.
ghiaccio 4-5 cubetti
sale, pepe, cubetti di pane tostato per servire q.b.


*La ricetta l'ho adattata da Plenty, di Yotam Ottolenghi, rinomato chef londinese. A volte compare nel menù del suo ristorante a Notting Hill. E il libro, detto fra noi, è una vera chicca.

Tritare grossolanamente sedano, peperoni, cetrioli, pane, noci, peperoncino e aglio. Frullare unendo zucchero, spinacini, erbe, olio, aceto, latte di cocco, quasi tutta l’acqua, ghiaccio, sale e pepe. Se necessario, unire altra acqua finché si raggiunge la consistenza desiderata.
Servire con un giro di olio e cubetti di pane tostato.


Croutons and Walnuts

Agua Fresca alle Fragole

martedì 9 aprile 2013
Strawberry Agua Fresca


la gente
i suoi sguardi
il profumo del mare
ho bisogno dei fiori e dell'erba
del grano, del sole.
zucchero e fragole
luna, vento, lettere e colori.
ho bisogno delle idee
delle parole
del suono dei sorrisi,
di condividere una notte
o dipingere l'inverno,
ho bisogno dell'amore fraterno
del vino del latte e del sale.
la sento scoppiare da dentro
questa voglia, miraggio di vita
mi soffoca e disseta
brucia
mi consola
~ Anonimo al muro, Fragole in Inverno


Strawberries

Agua Fresca alle Fragole
per 4 persone

fragole, al netto 600 gr
acqua 750 ml ca.
lime 2
zucchero 3-4 cucchiai

Lavare le fragole, eliminare il picciolo e frullarle bene finché sono ridotte a purea. Passarle attraverso un colino a maglie fitte e scartare i semi. Aggiungere l'acqua, il succo dei lime e lo zucchero, e mescolare bene fino a quando lo zucchero si è completamente sciolto. A piacere, unire qualche foglia di menta fresca o basilico. Servire la bevanda fredda, possibilmente nel mezzo di una giornata di sole.

Vintage Straws and Colander

Zuppa Indiana con Lenticchie Rosse e Piselli Spaccati Gialli

giovedì 15 settembre 2011
Zuppa Indiana di Lenticchie Rosse e Piselli Spaccati Gialli

Arancione come l'allegria. Calda come l'estate che se ne va, o come quella che non è mai davvero arrivata. Saporita e piccante come solo una zuppa indiana può essere.
Someone like it hot. E come dargli torto?


Zuppa Indiana
con Lenticchie Rosse e Piselli Spaccati Gialli

per 4-5 persone

lenticchie rosse 200 gr
piselli spaccati gialli 200 gr
cipolla 1
aglio 2 spicchi
carote 2
zenzero fresco un pezzo lungo circa 10 cm
curcuma in polvere 1 cucchiaino
curry in polvere 2 cucchiai
coriandolo in polvere 1 cucchiaino
semi di cardamomo 6-7
semi di cumino 1 cucchiaio
concentrato di pomodoro 2 cucchiai
acqua o brodo vegetale q.b.
olio di oliva, sale, pepe, pepe di cayenna, coriandolo fresco q.b


Vi lascio con una zuppa, vi ritrovo con una zuppa. Non sarà mica questa la mia nuova ossessione?

Lavare e scolare le lenticchie e i piselli. Tenerli da parte.
Tritare finemente la cipolla e farla cuocere in un cucchiaio di olio insieme agli spicchi di aglio tagliati a metà per circa 10 minuti, fino a quando è dolce e trasparente. Unire lo zenzero grattuggiato finemente e il resto delle spezie, e fare insaporire per altri 5 minuti. Aggiungere le carote sbucciate e tagliate a dadini, le lenticchie e i piselli, e il concentrato di pomodoro diluito in mezzo bicchiere d'acqua o brodo bollente. Cuocere per qualche minuto, quindi coprire con il resto dell'acqua o brodo, insaporire con sale, pepe e pepe di cayenna e portare a bollore. Continuare a cuocere a fuoco medio-basso per circa 40 minuti o finché i legumi sono teneri, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo altra acqua se necessario. Alla fine eliminare gli spicchi di aglio e i semi di cardamomo, e aggiustare il quantitativo di spezie, a seconda dei gusti.
Servire calda con una spolverata di coriandolo fresco tritato.

Photo (Thurs)Day: Guacamole

giovedì 5 maggio 2011
Guacamole

Avocado maturo, cipolla rossa, pomodoro, succo di lime, sale, pepe, peperoncino, coriandolo. ¡Feliz Cinco de Mayo!

Zucca, Peperoni e Latte di Cocco. Un Po' Thai.

martedì 16 novembre 2010
Zuppa di Zucca, Peperoni e Latte di Cocco

Ancora Zuppa. Ancora Arancione. Ancora Zucca.
Stavolta però niente violina. Al suo posto, mi sono buttata sulla kabocha, che detta così pare una brutta parola, ma in realtà è il nome di un tipo di zucca giapponese, piccola (bhe...naturalmente, è Japan Style), tonda e dolcissima. Posso tranquillamente sbilanciarmi e dire che per me la kabocha è la zucca perfetta, la vera Cucurbita Maxima, la Rolls Royce delle zucche.
Roba da fare invidia a tutte le Cenerentole.


Zucca, Peperoni e Latte di Cocco
una Zuppa un po' Thai

per 4
zucca, a pezzi 1.5 kg circa
peperone giallo, grande 1
cipolla, piccola 1
pasta di curry thailandese, rossa 2 cucchiaini circa
latte di cocco 1 lattina (circa 350 gr.)
lime 1
olio, sale, pepe, zenzero, lemongrass, semi di zucca per decorare q.b.


La zuppa della settimana ha un'ispirazione un po' Thai. Come già sperimentato qui, sono partita da un fondo a base di pasta di curry thailandese, questa volta rosso, a cui ho aggiunto altro zenzero, lime e lemongrass, tanto per essere sicura che l'effetto Thai si sentisse per bene.

Diporre i pezzi di zucca su una teglia rivesita di carta forno, spolverare di sale e pepe, e cuocere a 200 per circa 45 minuti, finché la zucca risulta morbida. Pelarla, tagliare la polpa a pezzi e tenerli da parte. Nel frattempo arrostire il peperone sulla fiamma del gas, sbucciarlo, eliminare i semi e i filamenti interni, e tagliarlo a pezzi.
In una larga pentola, soffriggere in poco olio la cipolla tritata, 2 cucchiaini circa di pasta di curry (la quantità dipende da quanto è piccante e speziato il curry, meglio iniziare con 1-2 cucchiaini e, se necessario, aggiungerne ancora a fine cottura), un pezzetto di zenzero fresco, la scorza grattuggiata del lime e del lemongrass tritato grossolanamente. Lasciare insaporire per qualche minuto, finché il curry si è sciolto, quindi unire le verdure a pezzi precedentemente preparate. Versare nella pentola il latte di cocco e il succo del lime, portare a bollore, quindi minipimerizzare il tutto finché si ottiene una crema omogenea. All'occorrenza, allungarla con un po' di acqua e se necessario, unire ancora un cucchiaino di curry. Servire decorando ciascun piatto con una manciata di semi di zucca tostati.

Zuppa di Asparagi, Curry e Latte di Cocco

lunedì 7 giugno 2010
Zuppa di Asparagi, Curry e Latte di Cocco

Per iniziare bene la settimana e dimenticare che siamo solo a lunedi', una zuppetta facile facile, che sa di esotico, orizzonti lontani e piedi nudi nella sabbia. Con tutto il sapore delle verdure di stagione.
Come dire, sognare non costa nulla, al massimo una mezzoretta ai fornelli...


Asparagi, Curry & Latte di Cocco
(in Zuppa)

per 4
asparagi, al netto 600 gr. circa
porri 2
scalogno 1
pasta di curry verde 2-3 cucchiaini
latte di cocco 1 lattina piccola (160 ml)
lime 1
olio di oliva, brodo vegetale, sale, pepe q.b.


Pulire gli asparagi ed eliminare le estremita' legnose. Tagliarli a pezzi e tenerli da parte. In una larga pentola, far appassire in poco olio i porri tagliati a rondelle e lo scalogno tritato. Unire due cucchiaini di pasta di curry e una spruzzata di latte di cocco e cuocere per qualche minuto finche' la pasta di curry e' diluita. Aggiungere gli asparagi a pezzi (a piacere, tenerne da parte qualche punta per decorare) e coprire con il brodo. Insaporire con sale, pepe, scorza grattuggiata del lime e portare a bollore. A questo punto, aggiustare il sapore aggiungendo ancora un po' di pasta di curry, a seconda di quanto piccante si vuole la zuppa. Cuocere per circa 25-30 minuti o finche' gli asparagi sono teneri, quindi frullare nel mixer fino a ottenere una crema omogenea. Rimettere la zuppa sul fuoco, unire il succo del lime e il resto del latte di cocco, cuocere ancora per cinque minuti e servire con del basilico thailandese e le punte di asparagi tenute da parte, cotte a vapore o saltate brevemente in padella.

Uova Salate Filippine

sabato 12 dicembre 2009
Uova Salate Filippine

Ohibo'! Guardate qui che ho trovato stamattina al mercato. Non so voi, ma io queste uova futuriste non le avevo mai viste prima.
Passeggiavo tranquillamente tra i soliti kiwi, i cavolfiori, le patate e l'uva, quando all'improvviso ho intravisto qualcosa di rosa spuntare fra le bancarelle. Rosa??? Qualunque cosa sia, deve essere mia!
Mi hanno poi spiegato che sono delle uova di anatra salate, tipiche delle Filippine, dove vengono spesso servite per strada da venditori ambulanti. Per prepararle, si immergono per alcune settimane in una soluzione di acqua e abbondante sale, quindi si fanno bollire con l'aggiunta di colorante rosso in modo da poterle poi distingure dalle uova normali.
Non so ancora bene come utilizzarle, ma intanto una cosa e' sicura: ora quando apro il frigo le arance mi sembrano tutto a un tratto pallide, il melograno sbiadito, le mele slavate.
Help!

Ayva Dolmasi. Cose Turche, ovvero Mele Cotogne Ripiene di Agnello

lunedì 30 novembre 2009
Ayva Dolmasi

Prendo tutto e mi trasferisco in Turchia. Vi lascio in eredita' 153 libri di cucina, molti dei quali ancora vergini, 74 forme per biscotti, una dispensa piena di marmellate per i prossimi 5 anni, 12 tipi di farina, un portatile pieno di ricette, e un frigo vuoto. Si' perche' ho deciso che le cose turche mi piacciono proprio, l'agnello, l'acqua di rose, le melanzane bruciacchiate e trasformate in pure', la frutta secca insieme al pollo o alla carne rossa, le vagonate di yogurt, le polpette aromatiche cotte sulla brace.
Abbandono il mio igloo e volo verso l'Egeo, rinuncio al bibitone di Starbucks e al suo bicchiere di carta per una bella tazza di kahve, nero e forte, arrivederci a spaghetti e tagliatelle, d'ora in poi solo pilaf e bulgur.
Almeno fino alla prossima infatuazione, thailandese o vietnamita, chi lo sa?


Ayva Dolmasi
per 3

mele cotogne, di media grandezza 3
macinato di agnello 500 gr. circa
cipolla media 1
pinoli 3 cucchiai
olio di oliva, sale, pepe, cannella, pepe della Giamaica


La ricetta viene dalla mia ultima insensata appropriazione, Arabesque: A Taste of Morocco, Turkey, & Lebanon, che mi ha conquistato in mezzo ad altri 200 libri per la sua copertina color turchese. No comment.

Lavare le mele cotogne, togliendo la peluria che le ricopre, asciugarle e disporle in una teglia da forno ricoperta di alluminio. Farle cuocere a 160 per una o due ore (il tempo dipende dalla grandezza delle mele), fino a quando sono morbide al tatto. Lasciarle raffreddare.
Nel frattempo, tritare finemente la cipolla e farla stufare in un po' di olio, finche' diventa traslucida. Unire i pinoli e farli tostare leggermente. A parte, mescolare la carne di agnello con sale, pepe nero macinato fresco, cannella e pepe della Giamaica. Unire la cipolla con i pinoli e mescolare bene finche' si ottiene un impasto compatto e omogeneo.
Tagliare le mele cotogne a meta' nel senso della lunghezza e rimuovere il torsolo con un coltello affilato. Scavare l'interno delle mele con un cucchiaino, togliendone circa 1/3. Tritare la polpa cosi' ottenuta e unirla alla carne. Salare leggermente l'incavo delle mele, e riempire ognuno con un paio di cucchiai di carne, premendo leggermente. Rimettere le mele nella teglia rivestita di carta forno e infornare a 175 per mezz'ora circa.
Se avanza un po' di ripieno, si possono formare delle polpettine da far cuocere nella stessa teglia con le mele (o in una a parte) per lo stesso tempo.

Steak di Manzo alle Sei Spezie

lunedì 12 ottobre 2009
Steak di Manzo alle Sei Spezie

Ieri mi sono sparata 32 km di corsa, e oggi i muscoli delle gambe hanno levato un coro di protesta. Tuttavia non e' solo per questo che ho deciso di farmi una bistecca. E' anche perche' avevo un conto in sospeso con la carne dal post precedente; in piu', sempre per via della tagine di cui sopra, mi ritrovo con la dispensa piena di spezie, e ogni scusa per utlizzarle e' ben accetta.

La ricetta - dalle decise influenze asiatiche - l'ho trovata sfogliando un vecchio numero di Gourmet Magazine. Non chiedetemi che pezzo di carne abbia usato perche' non saprei dirvelo: paese che vai, tagli di manzo che trovi. Basta avere un Signor Macellaio per amico, e il problema e' risolto.


Steak di Manzo
alle Sei Spezie

per 2 o 3 persone

Per la carne
bistecca di manzo, spessa circa 3 cm e tagliata per il lungo 300 gr. circa
pepe di Sichuan in grani 1 cucchiaino
grani di pepe nero 5-6
semi di finocchio 1/2 cucchiaino
semi di anice 1/2 cucchiaino
stecca di cannella 1 pezzo lungo circa 2 cm.
chiodi di garofano 3
zucchero di canna scuro 1 cucchiaino
sale 1 pizzico

Per la salsa
salsa di soia 3-4 cucchiai
aceto di riso 1/2 cucchiaio
acqua 1 cucchiaio
zenzero fresco grattuggiato 1/2 cucchiaio
zucchero di canna scuro 1 cucchiaino
scalogno tritato 1/2
aglio tritato 1 spicchio piccolo
coriandolo fresco tritato q.b.


Scaldare il grill nel forno. Ungere leggermente la teglia dove si fara' cuocere la carne. Tritare nel mixer tutte le spezie con lo zucchero e il sale finche' sono quasi polverizzate. Massaggiare la carne con il mix di spezie e poi cospargerla uniformemente. Disporla sulla teglia, infornare sotto al grill rovente e cuocere per circa 4 o 5 minuti per parte (deve restare al sangue).
Togliere la carne dal forno e lasciarla riposare per circa 10 minuti. Raccogliere il sugo rilasciato, unirlo al resto degli ingredienti per la salsa (eccetto il coriandolo) e farla addensare sul fuoco per qualche minuto.
Pennellare la bistecca con la salsa e cospargerla con il coriandolo tritato. Tagliarla a fette sottili e servire sopra un letto di insalatina.