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Ricotta Fatta In Casa

martedì 23 febbraio 2010
Ricotta Fatta in Casa

Perdonate le licenze...ehm...poetiche.

[Segue Traduzione Italiana]
VINCENT: But you know what the funniest thing about Europe is?
JULES: What?
VINCENT: It's the little differences. A lotta the same shit we got here, they got there, but there they're a little different.
JULES: Examples?
VINCENT: Well, in Amsterdam, you can buy beer in a movie theatre. And I don't mean in a paper cup either. They give you a glass of beer, like in a bar. In Paris, you can buy beer at MacDonald's. Also, you know what they call a Quarter Pounder with Cheese in Paris?
JULES: They don't call it a Quarter Pounder with Cheese?
VINCENT: No, they got the metric system there, they wouldn't know what the fuck a Quarter Pounder is.
JULES: What'd they call it?
VINCENT: Royale with Cheese.
JULES: Royale with Cheese. What'd they call a Big Mac?
VINCENT: Big Mac's a Big Mac, but they call it Le Big Mac.
JULES: Le Big Mac. What do they call a Whopper?
VINCENT: I dunno, I didn't go into a Burger King. But you know what they put on french fries in Holland instead of ketchup?
JULES: What?
VINCENT: Mayonnaise.
JULES: Goddamn!
VINCENT: I seen 'em do it. And I don't mean a little bit on the side of the plate, they fuckin' drown 'em in that shit.
JULES: Uuccch!

[Versione Italiana]
VINCENT: Ma lo sai qual e’ la cosa piu’ divertente dell’Europa?
JULES: Qual e'?
VINCENT: Sono le piccolo differenze…Voglio dire, laggiu’ hanno la stessa merda che abbiamo noi, ma solo…solo che li’ e’ un po’ diversa.
JULES: E come?
VINCENT: Bhe, ecco, puoi entrare in un qualunque cinema di Amsterdam e comprarti una birra. E non sto parlando, che ne so, di un bicchiere di plastica, ma intendo un boccale di birra. E a Parigi, puoi comprare una birra da Mc Donald's. Sai come chiamano Un Quarto di Libbra con Formaggio a Parigi?
JULES: Non Un Quarto di Libbra con Formaggio?
VINCENT: Hanno il sistema metrico decimale, non sanno che cazzo sia un quarto di libbra.
JULES: E come lo chiamano?
VINCENT: Lo chiamano Royal con Formaggio.
JULES: Royal con Formaggio?
VINCENT: Gia'.
JULES: E come lo chiamano il Big Mac?
VINCENT: Bhe, il Big Mac e’ il Big Mac, ma lo chiamano Le Big Mac.
JULES: Le Big Mac? Ah ah ah…e come lo chiamano il Whopper?
VINCENT: Non lo so, non sono stato al Burger King. Sai cosa mettono sulle patatine in Olanda al posto del ketchup?
JULES: Cosa?
VINCENT: La maionese.
JULES: Bleah, che schifo!
VINCENT: Eh eh, gliel’ ho visto fare, amico. Cazzo, le affogano in quella merda gialla.
JULES: Bleah...

(J. Travolta & S. L. Jackson, Pulp Fiction, scena seconda; la versione italiana qui)

Ah, le piccole differenze. Che bello sarebbe un giorno poter andare a spasso con Vincent Vega e Jules Winnfield in quella vecchia Chevy in giro per Hollywood. Potremmo discutere per ore delle piccole differenze: le bibite ghiacciatissime, il burro salato, il caffe' nel bicchiere di plastica, il sandwich alla marmellata e burro di arachidi.
A tutto ci si puo' abituare, alla maionese con le patatine come al cappuccino triplo e senza schiuma (??). Ma la ricotta...ehm..., scusate ma su quella avrei qualche cosa da dire. La piccola differenza in questo caso diventa una voragine di gusto e cremosita'. Vincent, te lo giuro. Se Marsellus per caso ti rispedisce in Europa, sparati una dose di ricotta fresca, e poi ne riparliamo.
Io nel frattempo, in mancanza di meglio, mi consolo cosi'.


Ricotta Fatta in Casa
per circa 500 gr. di ricotta

latte fresco 2 litri
panna fresca da montare 1/2 cartoccio (120 ml circa)
aceto di vino bianco 5 cucchiai
sale un pizzico


A essere precisi, questa cosa non e' propriamente ricotta, dato che la ri-cotta (come dice il nome) dovrebbe ottenersi dalla seconda cottura del siero che rimane nella produzione del formaggio. Rimane il fatto che questa cosa e' davvero buona, ma soprattutto e' molto meglio di qualunque versione sia finora riuscita a trovare al supermercato.
In una larga pentola mescolare il latte con la panna, l'aceto e un pizzico di sale. Mettere sul fuoco a fiamma media e scaldare fino a che si raggiungono i 90-95 gradi (un termometro da cucina, ancora non ce l'avete?). Ci vorranno circa 40 minuti. Spegnere e lasciare riposare per circa 20 minuti nella stessa pentola, senza mai mescolare, in modo che il latte cagli e si rapprenda. Aiutandosi con un mestolo forato, trasferire delicatamente la ricotta in un colino a maglie fitte (meglio ancora se rivestito di garza) e lasciar scolare finche' raggiunge la consistenza desiderata. Aggiustare di sale e conservare in frigo.

Burro Fatto in Casa

venerdì 8 gennaio 2010
Burro Fatto in Casa

Quando ti girano fortissimissimamente, fai in modo che l'energia non venga prodotta invano. Fai come me e segui questo semplice consiglio.

Prendi un cartoccio di panna fresca di ottima qualita' (io me la sogno di notte, ma tu che puoi, procurati della panna fresca di malga, magari chiama Heidi, Peter, il Nonno, Fabio Volo, vedi tu...), anzi dato che ci sei prendine due di cartocci, versali tutti in una bella scodella e inizia a montare.
Gira, gira, senza paura, gira e sbatti con il mixer, la panna si monta come al solito, niente di nuovo, tu continua imperterrito. Gira, gira, gira e sbatti, ti prometto che a un certo punto la panna si stanca, si smonta e ingiallisce per la vergogna. E tu vai avanti, gira, gira, gira e sbatti, che gia' cominci a sentirti meglio. Gira e sbatti, vedrai che la tua panna tutta tronfia in realta' e' solo una facile bugia.
Presto, molto presto, la panna cede alla tua cocciutaggine - ma che dico? - si rompe proprio: da una parte i grumi di burro e dall'altra un liquido opaco che dicono sia latticello. Ah-ah! Due piccioni con una fava, meglio ancora.
Ci sei quasi. A questo punto scola pure il liquido, pero' mi raccomando, ricordati di immergere e sciacquare il burro piu' volte sotto l'acqua fredda finche' questa e' chiara e limpida, segno che lo stress, i giramenti e la neritudine della giornata sono stati lavati via.
E' fatta! Ora puoi prendere il tuo burro fra le mani e dargli un senso, fallo rotondo, rettangolare, cilindrico. Spalmalo sul pane con un po' di miele. Come dici? Non ti girano piu'?

Va bene cosi', ma prima di andartene, ricorda quest altro barbatrucco: il burro si puo' congelare. FIGHISSIMOOOOOO, no?

Labna

venerdì 4 settembre 2009
Labna

Era da un sacco di tempo che volevo provare a fare questo formaggio libanese. Niente di nuovo sotto il sole, anche queste polpette di yogurt girano da parecchio per la blogosfera, e prima di me le hanno fatte, fotografate, mangiate e decantate Sigrid, Virginia e ChicaJo, per fare qualche esempio.

Credo sia inutile che vi racconti i motivi per cui questo labna (o lubneh) mi ha conquistata all'istante, ma siccome qualche lettore disattento si stara' di sicuro strappando i capelli dalla curiosita', e siccome sono anche una girl molto gentile, ve lo rispiego. Innanzitutto io ci vado a nozze con i formaggi freschi, e mi piacciono tantissimo tutti quelli bianchi, soffici e cremosi. E poi, siccome oltre ad essere una girl molto ma molto gentile, sono anche un po' pigra, ho una certa predilezione per le ricette-non-ricette, quelle che richiedono pochissimi ingredienti e nessuna fatica, ma che riscuotono sempre grande successo. E' cosi' bello quando l'amico incredulo ti chiede Ma l'hai fatto tu questo?? e tu puoi tranquillamente uscire allo scoperto e confessare che in realta' non ci vuole un granche'. E non importa con quanto impegno tu provi a convincerlo che Davvero, e' facilISSIMO, puoi stare bello sereno perche' tanto nessuno ti credera' mai...

Ma in fondo, siccome sono pur sempre una Girl In The Kitchen, ho pensato che per fare questo labna dovevo prenderla un po' piu' alla larga. E cosi', invece che dallo yogurt sono partita dal latte, da cui ho fatto lo yogurt, da cui poi ho fatto il labna. Tuttavia, se fossi una girl un tantino piu' seria, avrei fatto a mano anche il pane pita da usare come accompagnamento, ma ho deciso di lasciarlo alla prossima puntata : )


Labna

yogurt (meglio se tipo greco) 1 litro
sale 2 cucchiaini
spezie a piacere (timo, semi di sesamo, origano, pepe, sumac)
olio extravergine di oliva


Mescolare lo yogurt con il sale e metterlo dentro a una garza o a un tessuto non troppo fitto. Se le maglie della garza sono troppo lente, farne uno strato doppio. Raccogliere i quattro angoli e legarli fra loro per formare una specie di fagotto. Sospendere la garza con lo yogurt sopra una ciotola e metterla a sgocciolare in frigo. Lasciarla cosi' da un minimo di 24 ore fino a un massimo di tre giorni, dipende un po' dalla densita' dello yogurt di partenza e dalla consistenza che desiderate dare al formaggio.
Slegate il tessuto, raccogliete il labna e formate con esso delle piccole polpette. Conditele con un mix di spezie a vostra scelta e un filo di olio e servitele con pane pita appena riscaldato.

Che Blog Sarebbe Senza Yogurt?

martedì 21 luglio 2009
Yogurt Fai Da Te

Lo so che lo yogurt e’ passato mille volte sui blog di mezzo mondo, con lactobacilli in fermento da qui alla Bielorussia, ma un post mi sentivo in obbligo di farlo pure io.
Lo yogurt e’ sempre stato di casa nel mio frigo, fin da quando sono diventata abbastanza grande per riuscire ad aprire lo sportello e sbirciarci dentro. Durante gli anni dell’universita’, quando gli esami si avvicinavano e tutto ad un tratto ci si trovava costretti a un clamoroso tour de force per recuperare i mesi persi oziando, io e la mia amica Michela ci eravamo abituate a mangiare yogurt con muesli e fette di banana per pranzo o cena. Quando avevamo i minuti contati e le pagine da leggere sembravano invece non finire mai, due cose ci venivano sempre in salvo, la tazzona di caffe' con i biscotti al cioccolato e i vasetti di yogurt al 3x2.
Quando mi sono trasferita negli Stati Uniti, non sono mai riuscita a trovare nulla di simile allo yogurt europeo, nemmeno quando l'etichetta sulla confezione affermava il contrario, seducendomi con l'illusorio European Style. Per mesi ho continuato a cercare e a provare ogni prodotto che vedevo comparire sugli scaffali del supermercato, e ogni volta era una delusione. Finche' ho scoperto il sistema per farmelo da sola.

Il procedimento in se' e' piuttosto semplice, ma il trucco sta nel trovare il modo di mantenere i fermenti alla stessa temperatura per alcune ore, finche' lo yogurt si e' formato. Un po' di ingegno in questo caso non guasta. Io personalmente avvolgo il barattolone in un asciugamano e lo infilo nel forno, acceso al minimo, ma ognuno puo' escogitare il proprio stratagemma, che so, metterlo dentro alla cassapanca o su uno scaffale vicino al termosifone. Ovvio che si puo' sempre barare e acquistare l'apposita caccavella, (a cui, confesso, ho ceduto anche io per qualche mese), ma trovo che farselo da soli in tutto e per tutto dia molta piu' soddisfazione, oltre che essere molto piu' romantico : )
Yogurt fatto in casa? Yes, you can!


Yogurt Fai Da Te
per circa 6 vasetti

latte 1 litro e 1/2
yougurt naturale 3 cucchiai
(questa sara' la vostra madre; la prima volta bisogna usare uno yogurt acquistato, poi si puo' usare lo stesso yogurt che si e' prodotto in casa)


Mettere il latte in una larga pentola e portarlo quasi a bollore. Lasciarlo raffreddare, mescolando ogni tanto, finche' raggiunge una temperatura fra i 40C e i 42C. Ci vorra' circa un'ora e per controllare la temperatura consiglio di usare un termometro per alimenti.
Nel frattempo tirare fuori dal frigo lo yogurt che si usera' come madre e portarlo piu' o meno a temperatura ambiente. Accendere il forno al minimo o preparare il giaciglio che si e' scelto di utilizzare. Mettere 3 cucchiai di yogurt (o 2 per ogni litro di latte) dentro a un grosso barattolo dotato di coperchio (anche il contenitore dovra' essere a temperatura ambiente, per non rischiare di annientare i poveri fermenti con uno shock termico!).
Quando il latte ha raggiunto circa 40-42 gradi, versarne un paio di mestoli nel barattolo con lo yogurt e mescolare bene. Unire tutto il resto del latte, mescolare, chiudere con il coperchio, avvolgere con l'asciugamano e mettere nel forno tiepido per 4 o 5 ore. A questo punto lo yogurt dovrebbe essere pronto (non preoccupatevi, vi assicuro che vi accorgerete subito se i fermenti hanno lavorato oppure no).
Mettere in frigo e lasciare raffreddare. Si puo' consumare cosi' com'e' oppure, se si desidera piu' denso, si puo' far scolare in un colino a maglie fitte.
A me personalmente piace alla maniera greca e lo faccio scolare 2 ore o piu', a seconda. E cosi' denso, se lo servite con un paio di cucchiai di miele e un po' di noci tritate, lo potete anche far passare per un ottimo dessert. : )