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Watermelon Panzanella

domenica 3 agosto 2014
Watermelon Panzanella Salad

Pioveva davvero forte, quella sera di agosto di tanti anni fa. Avrebbe voluto portarla in collina a guardare la luna, e sarebbe stata una luna tonda, grande e lucente che si poteva afferrare con le dita. Aveva chiesto la Giulietta blu a suo cugino, gli aveva detto è per una sera soltanto, e lui aveva risposto di sì, sapeva che era una cosa importante.
Si era immaginato un vento leggero e caldo che stava lì apposta ad accarezzarle i capelli e a soffiare via la timidezza; voleva dirle che a lui piacevano i suoi ricci così in disordine, e quelle lentiggini leggere sulla pelle appena abbronzata. Aveva imparato le frasi a memoria come fosse un copione, ripetendole per ore davanti allo specchio, e sapeva perfettamente cosa le avrebbe detto, quella sera d'estate sulla collina sotto alla luna.

Country Bread

Si fermò a prenderla davanti a casa, abitava al numero 64 di una via alberata e silenziosa: erano le sette meno un quarto e lui era puntuale ed impaziente. Lei portava un vestito nero sopra al ginocchio, senza maniche e stretto al punto giusto, con una scollatura lieve sulla schiena, ma abbastanza da farlo sognare. Non l'aveva mai vista così elegante, gli piaceva pensare che fosse un abito nuovo, e che avesse aspettato lui per indossarlo la prima volta. In quel momento gli sembrò di tenere la vita dentro a un pugno, avrebbe voluto fermare il tempo, dimenticarsi anche della luna e stringerla a sé per sempre, profumata e dolce con quel vestito nero sopra al ginocchio.
Ma iniziò a piovere davvero forte quella notte d'estate, era una pioggia calda, impietosa e violenta. Trovarono parcheggio in centro e si rifugiarono di corsa dentro a un caffè, a mangiare pizzette di sfoglia con succo di frutta alla pesca. Si osservavano, sorridendo con un poco di imbarazzo, mentre parlavano di tutto a mezzavoce tra il fumo e il caldo del locale quasi vuoto. Anche senza luna, in quella notte umida e scura di pioggia, capivano bene di appartenersi già.

Heirloom Tomatoes

Ora si trovava lì, lo stesso caffè con quindici anni di più, le sedie di pelle e i tavolini consumati, le pizzette di sfoglia uguali a prima e una marca diversa di succo alla frutta.
Faceva ancora caldo. Ordinò un'insalata che sapeva di basilico e cannella, proprio come il profumo del vento fra quei capelli neri lavati da poco. Ripensò a un fermaglio grigioperla che le teneva a bada la frangetta, alla sua pelle di latte appena abbronzata e a quella scollatura sulla schiena che lo faceva sognare.
Si accorgeva di aver accumulato troppi ricordi; accatastati sopra al cuore erano diventati pesanti e duri come un lingotto l'acciaio. Quel tempo davanti che sembrava infinito era scivolato tutto via, lasciandosi indietro solo frasi soffocate e immagini di una dolcezza un po' sbiadita.
Tirò fuori dalla tasca l'agendina ormai consunta, cercò sotto la lettera L e compose il numero scritto a matita. Chissà.
Era una sera di agosto e splendeva la luna, piena e rotonda che sembrava finta. Aveva smesso di piovere da pochi minuti, e l'aria era già pulita e senza nuvole. Rispose una voce di donna e lui le parlò.

Watermelon, Basil and Tomatoes


Watermelon Panzanella
per 4 persone

cocomero maturo 3 fette
cipolla rossa 1/2
pane raffermo 4 grosse fette
pomodori da insalata, maturi 3-4
cetriolo 1-2
olive nere 10-15
rucola e misticanza 2 piccoli mazzi
aglio 2 spicchi
basilico, olio, sale, pepe, aceto di mele q.b.

Per condire
lime 1
sciroppo di agave 2 cucchiai
senape 1 cucchiaio
aceto balsamico 1 cucchiaio
olio di oliva 120 ml ca.
sale, pepe, canella in polvere q.b.


Bread and Tomatoes

Sbucciare la cipolla e tagliarla a fette sottili. Metterle in una ciotola coperte di acqua fredda e 2-3 cucchiai di aceto di mele, e lasciarle riposare almeno un'ora.
Sbucciare gli spicchi d'aglio e strofinarli sulle fette di pane. Spezzare in cubetti irregolarli, disporli su una teglia da forno e condirli con un filo di olio e sale. Infornare a 200 per circa 8-10 minuti, mescolando ogni tanto, finché il pane è dorato e croccante. Tenerlo da parte.
Preparare il condimento: mescolare succo di lime, sciroppo di agave, senape, aceto, sale, pepe e una generosa spolverata di cannella. Unire a poco a poco l'olio di oliva e mescolare con una frusta fino a quando si ottiene un'emulsione densa e omogenea. (frullatore a immersione? OK!).
In una larga ciotola, mescolare le foglie di rucola e misticanza, i pomodori a spicchi, il cocomero tagliato a cubi, il cetriolo sbucciato e tagliato a fette e poi in quarti, le olive, la cipolla scolata e strizzata, i cubetti di pane tostato e qualche foglia di basilico spezzettata con le mani.
Condire con la salsina preparata, aggiustare di sale e pepe se necessario, e lasciar riposare mezz'ora prima di servire.
w.v.<3

Watermelon Panzanella Salad

Coleslaw Viola di Cavolo e Barbabietole

lunedì 5 maggio 2014
Purple Coleslaw

Le stelle sono indispensabili.
~ Philip Roth

Perché a guardare le stelle, a guardarle per davvero, perdendosi con gli occhi dentro all'incantevole abisso che ci si stringe attorno, scompare tutto quello che siamo e che crediamo di essere. Le nostre idee, ancorate e ammuffite, la rabbia, le ideologie, il dolore e la violenza, le liti coi vicini, la lista della spesa, l'estratto conto, la casa in ordine, la casa in disordine, le scarpe alla moda, le torte sghembe e la polvere sulla credenza.
Non ci sono errori nell'universo che ci avvolge, non ci sono rivalità, equivoci o incertezze. Il cielo è l'equilibrio, la risposta alle nostra insanità. Le stelle sono indispensabili.
E così - per me - il colore viola.

Purple Slaw Ingredients

(A parziale discolpa del farfuglio di cui sopra, devo confessare che tutto ciò è stato molto liberamente ispirato da uno dei finali più belli che io riesca a ricordare, quello che mi ha colpito a notte fonda non più di un pugno di ore fa, le ultime righe di Ho sposato un comunista, di Philip Roth. Perdonatemi.)


Coleslaw Viola*
di Cavolo e Barbabietola

per 4 persone

Purple Coleslaw

cavolo viola, piccolo 1
barbabietole, medie 3-4
mele verdi 2
noci tostate una manciata
tofu seta 70 gr
succo di limone 2 cucchiai
aceto di mele 2 cucchiai
senape di Digione 1 cucchiaino
aglio 1/2 spicchio
nettare di agave 1/2 cucchiaino
prezzemolo fresco 1 piccolo mazzo
olio di oliva 2 cucchiai
sale, pepe q.b.


Purple Slaw Ingredients

*La ricetta l'ho adattata da The Inspired Vegan, di B. Terry, felice riscoperta di cui avevo già parlato qui.

Pulire il cavolo, eliminare le foglie piu dure e il cuore, e tagliarlo a listarelle sottili. Pelare le barbabietole e grattuggiarle a crudo. Mettere il tutto in una larga ciotola, mescolare e tenere da parte.
Per il condimento, frullare brevemente tofu, aglio, succo di limone, aceto, senape, agave e prezzemolo, quindi unire olio, sale e pepe e frullare finché si ottiene una crema fluida e omogenea. Se necessario, aggiustare di sale.
Condire le verdure con circa metà della salsina, mescolare bene e lasciare riposare almeno mezz'ora per farle ammorbidire. Unire le noci tostate e tritate grossolanamente, quindi servire il coleslaw in ciotole individuali, insieme a fette sottili di mela, un altro cucchiaio di salsa e foglie di prezzemolo per guarnire.

Per chi non lo sapesse, il coleslaw più tradizionale sarebbe un'insalata di cavolo affettato sottilissimo, a volte con l'aggiunta di carote e/o mele grattuggiate, di solito condita con una vagonata di maionese. Questa versione vegan lo batte 10 a 0, e non solo perché è vegan e non solo perché è viola. Lo giuro.
Tra parentesi, la salsina si può usare benissimo anche per condire un'insalata normale, si conserva bene in frigo, ed è ottima anche usando basilico al posto del prezzemolo. Io adesso per sicurezza ne faccio sempre una dose doppia. Tantoperdire.
w.v.<3

Purple Cabbage Leaves

California Quinoa Salad

mercoledì 4 settembre 2013
California Quinoa Salad

Il paradosso.
L'America.
Così amata, idolatrata, così desiderata, idealizzata eppur così vituperata.
L'America imperialista, sola, prepotente, bigotta, militarista. Così contraddittoria, invadente, spiona, poliziotta, interventista.
L'America cafona, liberista, oppressiva, insensibile e razzista.
Capocciona, arrogante, capitalista; guerrafondaia, troppo armata e un po' fascista.

Dite quello che volete.
Ma c'è New York.
E c'è San Francisco.
E se ci metti piede, come a un amante traditore riesci a perdonarle tutto, e ad amarla nonostante.


Quinoa Salad Ingredients


California Quinoa Salad*
per 4-5 persone

quinoa 220 gr
acqua o brodo vegetale 400 gr
peperone rosso piccolo 1
cipolla rossa piccola 1/2
mango 1
edamame, al netto 1 bicchiere ca.
mandorle a lamelle 1 manciata
cranberries 1 manciata
lime 2
aceto balsamico 4 cucchiai
cilantro, cocco disidratato, sale, pepe q.b.


Edamame


Mettere l'acqua (o il brodo) e la quinoa in una pentola, portare a bollore e far cuocere a fuoco medio-basso per circa 15 o 20 minuti, finché tutto il liquido è stato assorbito.
Cuocere gli edamame per 4 minuti in acqua bollente, scolarli, sgranarli e tenerli da parte. Nel frattempo tritare finemente la cipolla e tagliare il peperone e il mango a dadini. Mescolare tutto alla quinoa, unendo il succo e la scorza grattuggiata dei lime, le mandorle, i cranberries (si possono sostituire con uvetta o ciliegie essiccate), l'aceto balsamico, sale, pepe, cilantro fresco tritato e una abbondante spolverata di cocco grattuggiato. Servire l'insalata fredda o a temperature ambiente.

*La ricetta l'ho messa insieme prendendo spunto da una cosa simile che ho adocchiato da Whole Foods. Ho guardato il colore, sbirciato la lista degli ingredienti et voilà, la mia serenata alla California.
w.v.<3


California Quinoa Salad


Panzanella con Pesche Grigliate

domenica 4 agosto 2013
Grilled Peach Panzanella style=

... tanto doveva prima o poi finire lì
ridevi e forse avevi un fiore
ti ho capita, non mi hai capito mai

~ Roberto Vecchioni, Luci a San Siro

Ricordi? Ricordi quando c'erano i vent'anni? Lo so cosa dirai, con quella scossa lenta di umida tristezza che da ore ci attraversa: dirai che adesso la senti pure tu, tutta quella nostalgia che un tempo non capivi eppure facilmente mi accusavi. La avverti invece, oggi, come fa tremar la voce e abbassare gli occhi? E sorridere anche un po', perché questo nostro incontro sembra tutto uno stucchevole cliché, un onesto déjà vu, un film da altri raccontato, già vissuto, già sofferto e già cantato.
E tu sono sicura lo sapevi, che il nostro parlare ora avrebbe ingranato questa retromarcia qua. Perché cosa fai adesso, cosa facevi ieri o della tua vita dieci mesi fa mi importa poco, e la conosco già. La immaginavo bene anche allora, in quel nostro tempo insieme: per te sembrava tutto bell'e scritto, nei tuoi discorsi, nei tuoi studi e in quei ritagli accumulati dai giornali; tu così intento a pedinare la realtà, mentre io col mio futuro incerto perdevo giorni a interrogar gli specchi, cercando invano una risposta negli incroci e nelle tasche della casualità.
Ma ricordi? Ricordi quando passeggiammo insieme quella notte a fine estate, ubriachi al punto giusto? Dalla noia di una festa ci trovammo mano nella mano dentro a un sogno, a camminare intorno a quei riflessi e al profumo inesplorato di un lago sempre nostro. E poi, tutte quelle volte in cui ti ostinavi a ridere di me, quando dicevo preferirei morire come Francesca, peccatrice e innamorata, piuttosto che scoprirmi un giorno intrappolata nello spettro della quotidianità.
Ricordi? Ricordi quando tu dicesti basta, e l'illusione di otto anni che si sgretolava fra le mani, un amore scivolato e un mistero ancora aperto. Cosa resta di quel che avevamo allora ce lo siamo chiesti spesso, e la risposta forse la afferriamo solo questa sera, in un abbraccio silenzioso e lento, nascosto nella nebbia di una nuova, lontanissima città.
Passavo di qua, lo so, è tanto tempo, come stai? Io sì, scusa, pensavo che magari, si potrebbe... una cena, quattro passi, un semplice caffè; così, tanto per parlare un po'.
Sono le otto, è ancora chiaro fuori dal bistrot. Ordino io, e tu per una volta fidati di me. Parla pure, che io ti ascolterò.

Grilled Peach Panzanella

Panzanella con Pesche Grigliate
per 4 persone

pesche gialle 2
pane casereccio 2 grosse fette
pomodorini 600 gr
rucola q.b.
scalogno 1
limone 1
miele 3 cucchiai
olio, aceto balsamico, sale, pepe, basilico q.b.

Bread, Peaches and Tomatoes

Spennellare d’olio le fette di pane e cuocerle sulla griglia da entrambi i lati. Mescolare il miele con olio e aceto balsamico, intingervi le pesche tagliate a fette e cuocerle sulla griglia circa un minuto per parte. Tagliare il pane a pezzi, unirlo ai pomodorini tagliati a metà e agli scalogni affettati sottili. Condire con olio, aceto, succo di limone, sale, pepe e basilico spezzettato, e lasciare riposare almeno un’ora. Prima di servire, unire la rucola e le pesche grigliate tenute da parte.

Summer Basket


Insalata di Jicama, Ananas e Menta

venerdì 18 marzo 2011
Insalata di Jicama, Ananas e Menta

Voglia di estate? SiSiSiSiSiSiSiSiSiSiSììììì!


Insalata di Jicama, Ananas e Menta
per 4

jicama di media grandezza 2
ananas fresco 4-5 fette spesse circa 1 cm
scalogno 1
lime 3
peperoncino, possibilmente thailandese 1
sale, menta fresca q.b.


Se non conoscete la jicama, potete:
a) leggere qui, e qui;
b) provare a immaginare un tubero simile, per forma e colore, a una grossa patata piatta, con la non sottile differenza che la vostra jicama si fa mangiare cruda, e in più è dolce, croccante e dissetante come una mela.
La jicama si coltiva comunemente in Messico e America Centrale, dove viene spesso consumata come antidoto contro la calura estiva, tagliata a bastoncini e condita semplicemente con peperoncino, sale e succo di lime. Umilmente buona e rinfrescante.

Oggi tuttavia, invece che farla a bastoncini, l'ho cubificata. Come era quella storia che cambiando l'ordine dei fattori...? O qualcosa così, ah ecco, mi pare si dicesse che nonostante tutto il risultato non cambia. A bastoncini, filetti, cubi o parallelepipedi, che importa? Provatela. Col sole (meglio) o con la pioggia (peggio), la jicama non vi tradirà.

Per la cosiddetta ricetta, basta pelare la melapatata jicama e tagliarla a cubetti insieme alle fette di ananas; tritare lo scalogno, spremere i lime, togliere i semi dal peperoncino e tritarlo fine (magari ricordandosi anche di lavarsi bene le mani dopo aver toccato i semi e prima di stropicciarsi gli occhi), mescolare tutto per bene in una ciotola rosa, verde o azzurra, insaporire con un pizzico di sale e un bel po' di menta fresca tritata... e anche per oggi possiamo tirare un sospiro di sollievo.

Insalata di Barbabietole e Carote

lunedì 7 marzo 2011
Insalata di Barbabietole e Carote a Crudo

Ho avuto un'illuminazione! Una di quelle che ti colpisce (quasi) come una padellata in fronte: le barbabietole si possono mangiare crude. Olé!
Purtroppo per me, ho sempre pensato che fossero come le patate, che da crude probabilmente non riscuoterebbero grande successo. E invece ho avuto una bella sorpresa, un'illuminazione indotta dal novello amico Mark Bittman, di cui mi sono già ripromessa di parlarvi un po' più dettagliatamente nei prossimi giorni.
Per il momento però prendetevi questa insalata, fresca, croccante, e rigorosamente raw, e ditemi voi se non c'è motivo di essere allegri. Cheers!


Insalata di Barbabietole e Carote
per 4

barbabietole, medie 3
carote 2
zenzero fresco 1 dito
scalogno 1-2
olio 2 cucchiai
senape di Digione 2-3 cucchiai
lime 2
sale, pepe, coriandolo fresco q.b.


Pelare le barbabietole e le carote e grattuggiarle in una ciotola. Unire lo zenzero fresco grattuggiato, gli scalogni tritati finemente, sale e pepe. Preparare il condimento mescolando olio, senape, succo di lime e versarlo sopra le verdure. Mescolare bene e cospargere con una generosa quantità di coriandolo fresco tritato (mi raccomando, fatela proprio generosa la quantità...).

Insalata di Polpo con Agrumi e Finocchio

domenica 20 febbraio 2011
Insalata di Polpo con Agrumi e Finocchio

Con questo post inauguro una settimana all'insegna dell'agrume (blog o non blog, sappiate che dietro alle quinte il mio frigo si chiude a fatica causa presenza di una quantità non ben definita di arance navel, arance cara cara, pomelo (ué, avete presente i pomelo? sono grandi come dei palloni da basket!), limoni, limoni dolci, arance rosse, pompelmi gialli e rosa, mandarini e tangelos. E non sto scherzando, il che è a dir poco preoccupante. Ma questa...ehm... chiamiamola pure deformazione professionale sarebbe argomento per un altro post, mentre qui preferisco sorvolare, anche se lo spazio per i commenti resta comunque a vostra disposizione per consigli e suggerimenti su eventuali terapie pseudo-infallibili, mantra liberatori e/o rimedi fai da te.
Dicevamo, una settimana all'insegna dell'agrume, tanto per infliggersi 7 giorni vitaminici e rassegnarsi più o meno allegramente a un inverno che non se ne vuole andare. Per fare le cose con un po' di classe (eh, dico, mica posso giocarmi la reputazione...) sono andata a ripescare - direi proprio letteralmente - una vecchia conoscenza. Stesso pescivendolo, stesso polpo surgelato, stesso incubo.
L'inverno è tornato anche a queste latitudini reclamando giustizia. Arrendiamoci così.


Insalata di Polpo
con Agrumi e Finocchio

per 4
polpo intero, pulito 1 di circa 1,2 kg
cipolla 1
carota 1
sedano 1 gambo
alloro 1 foglia
finocchi 1 grande o 2 piccoli
agrumi misti q.b.
(io ho usato un pompelmo giallo e tre tipi di arance)
olio, sale, pepe, finocchietto q.b.


Per il polpo, innanzitutto ci tengo a dirvi che la seconda volta è tutto molto più facile, si va a dormire e quasi ci si dimentica di avere lasciato una creatura informe a scongelare nel lavandino. La mattina, con un po' di impegno, si può anche essere capaci di tastare i tentacoli e verificarne la mollezza sorseggiando il caffè. Alla seconda tazza si arriva perfino a scambiare due chiacchere, voi e il polpo, così, tanto per parlare del tempo, approfittare dell'occasione per chiedergli scusa, e sentirsi in pace con se stessi. Ma stiamo divagando, anche questo sarebbe materiale per un altro post, o addirittura per un altro blog (che ne dite di Le Avventure di Superblogger? oppure The Spaghetti Chronicle? o magari Il Buono, il Brutto, il Cattivo?)... HELP!!!!

Portare a bollire una larga pentola piena d'acqua leggermente salata, insaporirla con una foglia di alloro, una carota, una cipolla e un gambo di sedano, puliti e tagliati in grossi pezzi, quindi tuffarci il polpo perfettamente scongelato (a propo', se lo trovate fresco, fatevi sotto ugualmente, e poi magari mi raccontate come si fa a pulirlo bevendo il caffè...). Alla ripresa del bollore, coprire la pentola e far cuocere lentamente per circa un'ora (il tempo di cottura varia a seconda della grandezza del polpo, per verificare se è pronto e capire se è sufficientemente tenero, basta sollevarlo dall'acqua e infilzare un tentacolo con la lama di un coltello, dovrebbe arrendersi con facilità). Spegnere il fuoco e lasciare intiepidire nella stessa acqua di cottura.
Nel frattempo, pulire i finocchi e tagliarli a fette sottili con l'aiuto di una mandolina. Pelare gli agrumi al vivo, eliminado la pellicina, tagliarli a spicchi e raccogliere il succo in una ciotola a parte. Per il condimento, aggiungere al succo di arance e pompelmi qualche cucchiao di olio, sale e pepe, e a piacere del succo di limone.
Mescolare finocchi, agrumi e polpo tagliato a pezzi, condire con l'emulsione preparata e cospargere con un pizzico di finocchietto tritato.

Insalata di Rucola e Melone

giovedì 8 luglio 2010
Insalata di Rucola e Melone

Post sfacciatamente pigro. E per non rimetterci la faccia mi gioco il jolly, universalmente valido, del "Con questo caldo, non ci si puo' mica mettere ai fornelli" (tanto, mica lo sapete che qui ci starebbe bene un bel berretto di lana...)

Ancor piu' sfacciatamente, vi elenco perfino gli ingredienti:
- rucola;
- melone;
- formaggio di capra;
- sale, pepe, olio, aceto balsamico.

Con atto di grande magnanimita', vi risparmio invece la descrizione del difficile procedimento. E se ancora non siete conviniti, prendetela come una scusa per dotarvi del famoso e utilissimo pallinatore di frutta.

Insalata di Polpo

martedì 6 luglio 2010
Insalata di Polpo

Quando d'un tratto vi prende la voglia di Mediterraneo ma tutto quello che avete davanti e' la nebbia densa e umida, ci sono tre cose che potete fare per correre ai ripari:

1) Aprire la confezione di Coppertone che da secoli giace inutilizzata in fondo al cassetto, chiudere gli occhi e inalare a pieni polmoni;

2) Guardare questa per l'ennesima volta, e commuoversi;

3) Fare visita al pescivendolo di fiducia, che' lui i polpi li ha di sicuro.

Ieri uno e due. Oggi numero tre e cosi' sia.


Insalata di Polpo
per 3

polpo intero, al netto uno di circa 1,5 kg
alloro 1 foglia
sedano 1 gambo
sale, pepe, prezzemolo, olio, limone q.b.


Spero per voi che acquistiate un polpo gia' pulito, altrimenti tanti auguri...
Il mio era anche surgelato, il che di per se' non e' neppure un peccato, dato che surgelare il polpo prima della cottura serve ad ammorbidirne le carni. Se invece avete la fortuna di trovarne uno fresco, ma nessun pescatore e' stato tanto magnanimo da sbattervelo contro le rocce, potete sempre provare ad affrontarlo da soli a suon di batticarne. Per me nulla di cosi' romantico, ho dovuto semplicemente aspettare che si scongelasse. Pulito e sciacquato a dovere, il mio bel polpo era pronto per l'uso.
Ho messo a bollire una larga pentola di acqua con un po' di sale e una foglia di alloro. Ci ho buttato dentro la creatura violacea e l'ho fatta cuocere senza pieta' per circa un'ora e dieci minuti (ma voi regolatevi a seconda della grandezza della preda). Quando i tentacoli si sono mollemente arresi alla forchetta irriverente, ho capito che era ora di porre termine al supplizio. Ho spento il fuoco e ho lasciato che il povero polpo intiepidisse nella sua acqua di cottura.
Nel frattempo sono riuscita a dimenticarmi di questo incubo e sono andata a profumarmi le mani tagliuzzando un bel po' di prezzemolo e spremendo il succo di due limoni. Ho preparato un semplicissimo condimento con olio, limone, sale e pepe, a cui ho poi aggiunto il prezzemolo finemente tritato.
Mi sono quindi (ri)fatta coraggio e ho pescato il polpo dalla pentola, andandolo a cercare nel liquido ormai scuro. L'ho tenuto per qualche minuto sotto l'acqua corrente cercando di eliminarne il piu' possibile la pelle (...cioe', lo stavo scuoiando!). A questo punto, l'ho tagliato a pezzi e l'ho messo in una ciotola. Ho quindi recuperato dal frigo l'innocuo gambo di sedano, l'ho tagliato a cubetti e l'ho mescolato al polpo. Ho condito il tutto con l'emulsione di olio e limone, ho spolverato con un altro pizzico pepe nero e un'aggiunta di prezzemolo, ho dato una bella rigirata e chi si e' visto si e' visto.

Insalata di Zucchine Novelle

venerdì 21 maggio 2010
Insalata di Zucchine Novelle

Si stava meglio quando si stava peggio.
(Proverbio cinese, XXI secolo ca.)

Un giorno accade l’inevitabile: la connessione a internet ti si guasta senza motivo, il mondo sembra crollarti addosso tutto in una volta e la tua logica esistenziale viene messa a dura prova. L’onda elettromagnetica su cui la tua vita cavalcava imperterrita e sicura e’ andata improvvisamente a infrangersi contro qualche cyberscoglio inaspettato. Cerchi di ripeterti che non c’e’ nulla di tragico, e’ solo un ritorno alla preistoria, eppure come e’ che ti senti cosi’ male?

Inizia a farsi strada l’idea di un futuro buio, freddo e silenzioso, un lento viaggio verso l’ignoto senza piu’ il sottofondo costante della tua radio lontana, un mondo in cui le amicizie non si possono piu’ rifiutare o confermare semplicemente premendo il tasto Invio, in cui non ci sono piu’ gatti che suonano il pianoforte o girano per casa a bordo di un aspirapolvere. Ti chiedi se la vita sara’ piu’ la stessa senza quegli incontri imbarazzanti su chatroulette, senza l’obbligo di aggiornare lo status su mille fronti e senza il conforto settimanale delle mail di Sacks, Apple e Abercrombie, che come vecchi amici ti chiamano per nome e sembrano conoscere ogni tua debolezza. All’improvviso ti senti prendere dal panico perche’ non ricordi piu’ come si fa a comprare il biglietto per il cinema, a sfogliare il giornale e a consultare la rubrica telefonica.

Ti fai coraggio, e decidi che la miglior cura per questo stato d’ansia e’ andare al mercato, rigorosamente a piedi, e lasciarsi sedurre dalle zucchine del momento. Nude e crude, come natura le ha fatte. Due pomodori, un filo d’olio e qualche scaglia di parmigiano, ed ecco che il mondo ritorna a girare per il verso giusto.

P.S: dimenticavo. Basilico, menta oppure origano: scegliete la vostra erba. Le zucchine ve ne saranno grate.

Insalata di Primavera. Asparagi, Fave e Piselli

lunedì 3 maggio 2010
Insalata di Primavera. Asparagi, Fave e  Piselli

...oggi è un giorno di sole
niente mi può fare male

[...] comprò una casa
la colorò con l'arcobaleno
vide in TV che anche quando piove
da qualche parte è sereno
oggi è un giorno di sole

(L. Cherubini, Giorno di Sole)

Ci sono delle cose che ti fanno sentire bene, sempre. Piccoli gesti, colori, pensieri che ti accarezzano la mente e ti fanno sorridere. Svegliarsi con un giorno di sole, comprare delle margherite, incrociare lo sguardo allegro di uno sconosciuto. Dieci minuti di felicita'. Proprio come l'inizio del week-end, come cantare sotto la doccia o bagnare i piedi nell'acqua del mare.
Proprio come mangiare le fragole o sgranare i piselli. Per un attimo dimentichi tutte le incertezze, lo stress, gli aumenti di benzina, le bollette da pagare e il mal di denti. La vita diventa semplice come un giro in bicicletta e ti accorgi che finalmente e' primavera.
E' un giorno di sole e niente ti puo' fare male.

Ehm...oggi andava cosi', che volete che vi dica?


Insalata di Asparagi, Fave & Piselli
per 3

asparagi 500 gr.
fave fresche da sgranare (senno' che gusto c'e'?) 500 gr.
piselli freschi da sgranare (vedi sopra) 500 gr.
sale, pepe, olio, aceto balsamico, vino bianco q.b.
rucoletta selvatica 2 manciate


Lavare gli asparagi ed eliminare le estremita'. Condirli con un cucchiaio di olio, sale, pepe e una spruzzata di vino bianco. Disporli in una teglia da forno e cuocerli a 200 per circa 20-30 minuti finche' sono teneri, girandoli di tanto in tanto. Lasciarli intiepidire, tagliarli a pezzi lunghi circa 2 cm, tenendo le punte intatte. Tenere da parte.
Intanto sgranare i piselli e cuocerli in poca acqua bollente per 4-5 minuti. Scolarli e passarli sotto l'acqua fredda.
Sgranare anche le fave, sbollentarle due minuti e poi tuffarle in acqua fredda. Eliminare la pellicina e tenerle da parte.
Lavare la rucola, quindi mescolarla con gli asparagi a pezzi, le fave e i piselli. Condire con sale, pepe, un giro di olio e poco aceto balsamico. A piacere si possono aggiungere delle scaglie di pecorino.

Consiglio della domenica: non buttate i baccelli vuoti dei piselli, ma usateli per fare il brodo. Basta metterli in una larga pentola, coprire a filo con dell'acqua, unire mezza cipolla sbucciata, una carota, mezzo gambo di sedano, qualche grano di pepe e un pizzico di sale. Si porta a bollore e si fa cuocere dolcemente per circa 30 minuti. Meglio di cosi'!!

...oggi è un giorno di sole
niente mi può fare male.

Insalata di Spinaci e Fragole

giovedì 22 aprile 2010
Insalata di Spinaci e Fragole

Non tutte le fragole finiscono in marmellata. E per oggi, credo sia tutto quello che ho da dire.


Insalata di Spinaci e Fragole
per 2

spinaci novelli q.b.
fragole 8-10
formaggio di capra q.b.
mandorle a lamelle (ma anche noci, o pinoli) q.b.
arancia 1
miele 1 cucchiaio
scalogno 1/2
olio, aceto balsamico, sale, pepe q.b.


Lavare gli spinaci e metterli in una ciotola. Lavare le fragole e tagliarle a fette. Tostare le lamelle di mandorle (o le noci) in forno per una decina di minuti, facendo attenzione che non si scuriscano troppo.
Tritare finemente lo scalogno e mescolarlo con succo d'arancia, miele, olio, aceto, sale e pepe. Lasciare insaporire per circa mezz'ora.
Poco prima di servire, condire gli spinaci con la vinaigrette, mescolare bene e poi unire le fragole, il formaggio sbriciolato e la frutta secca.

Caesar Salad

domenica 31 gennaio 2010
Caesar Salad

E diamo a Cesare quel che e' di Cesare: un paio di acciughe, aglio, parmigiano, un uovo, limone e olio extravergine. E Cesare dal suo frullatore ci tira fuori una delle insalate piu' gettonate, imitate e - ahime' - abusate di tutta la California (e non solo). Per me e' stata una vera e propria rivelazione, mi ha conquistato piu' o meno appena varcato il controllo dell'Immigrazione, e ancora oggi credo di esserne una delle piu' grande fan. Possibile? Eccome no:

I Love CS
(Cortesia del Caesar Salad Fan Club, sede legale One Girl's Kitchen)


La Caesar Salad fa tanto California, ma - udite udite - il suo inventore e' un tal Cesare Cardini, nato in Italia e poi emigrato negli Stati Uniti all'inizio del secolo scorso. Cesare (ormai diventato per tutti Caesar) apri' un ristorante a San Diego e uno a Tijuana, Messico, e si racconta che la sera del 4 Luglio del 1924, trovatosi tragicamente con la dispensa vuota, decise di improvvisare e offrire agli ospiti un famoso Piatto dello Chef. Pane vecchio, uova, olio, parmigiano e limone, chi e' che non ha questi ingredienti a disposizione nella sua cucina? Caesar si limito' a combinarli alla meno peggio e quello che salto' fuori fu invece una vera chicca. Mi chiedo perche' a me non vengono mai in mente queste genialate.

Per dovere di cronaca devo dire che la ricetta iniziale, quella del 4 luglio 1924, non aveva l'acciuga. E aggiungo anche che quando l'ho scoperto mi e' quasi cascato il mondo addosso. Secondo la versione originale il sapore di acciuga dovrebbe venire solo dalla salsa Worcestershire (che contiene anche l'acciuga fra i suoi ingredienti), ma evidentemente nel corso degli anni qualche chef temerario si e' voluto intrufolare nella corsa al successo della Caesar Salad, e ha pensato bene di aggiungere al condimento qualche filetto di quella vera.
Di conseguenza ancora oggi il Caesar Salad Fan Club si divide in due: quelli che L'acciuga? No grazie, e quelli che invece non ne possono fare a meno. Io faccio parte del secondo gruppo.
Caro Cesare, chiedo venia.


Caesar Salad

Per il condimento
uovo 1
succo di limone 2-3 cucchiai
filetti di acciughe sott'olio 1
aglio 1 spicchio
olio extravergine di oliva 60 ml (1/4 di tazza)
salsa Worcestershire 1/2 cucchiaino piu' qualche goccia
parmigiano grattuggiato 3 cucchiai
sale, pepe q.b.

Per i crostini
pane casereccio raffermo q.b.
olio, aglio

Per l'insalata
cuori di lattuga romana q.b
scaglie di parmigiano, pepe nero macinato fresco


Prima di tutto, preparare i crostini. Tagliare il pane a cubetti piu' o meno regolari, disporli sulla placca del forno e farli tostare a 180 per circa 10-15 minuti, rigirandoli ogni tanto finche' sono leggermente coloriti su tutti i lati. Far raffreddare. Schiacciare uno spicchio d'aglio e lavorarlo con un pizzico di sale e un goccio d'olio fino a ridurlo in crema. Scaldarlo in una padella con un altro cucchiaio di olio, unire i crostini e farli insaporire. Alternativamente, si possono anche condire i crostini con aglio tritato, olio e sale prima della cottura in forno ed evitare il secondo passaggio in padella. Ma dato che i crostini si mantengono a lungo in una scatola di latta, preferisco averne una scorta "neutra" in modo da poterli utilizzare anche in maniera diversa.

Per il condimento, cuocere l'uovo per un minuto in acqua bollente e raffreddarlo immediatamente sotto l'acqua fredda. Romperlo nella ciotola del mixer unendo acciuga, aglio, succo di limone, salsa Worcestershire, parmigiano, olio, sale e pepe. Frullare fino a che si ottiene una salsa cremosa e omogenea. Assaggiare e aggiustare il condimento di conseguenza (Piu' facile a dirsi che a farsi, devo dire la verita'. Per quanto semplicissimo, il problema del Caesar Salad Dressing e' proprio quello di trovare il giusto equilibrio tra gli ingredienti, non deve sapere troppo di acciuga ne' troppo di limone, l'uovo e il parmigiano servono per dare cremosita' e l'olio non deve predominare su tutto il resto. Molto vaga come descrizione, lo ammetto... pero', dai, ci ho provato!).

Per comporre l'insalata secondo i dettami di Cesare, bisogna usare solo il cuore croccante della lattuga romana, scartando tutte le foglie esterne e le parti piu' scure (pero' buttarle proprio no, eh, magari tenetele da parte per una versione meno fondamentalista della Caesar, un po' come quella ritratta qui sotto). Altra regola sarebbe quella di presentare le foglie intere sul piatto, anche se a tutt'oggi conosco solo due posti in cui lo fanno, qui e qui (non a caso si contendono il titolo di Miglior Caesar Salad di San Francisco). Si racconta anche che da Cesare si usasse mangiare l'insalata con le mani, foglia per foglia. Yum....I like that! In ogni caso, intera o tagliuzzata, basta condire la lattuga con la salsa, unire qualche crostino di pane e spolverare con scaglie di parmigiano e pepe nero macinato fresco.
Se volete iscrivervi al Fan Club, fate un fischio.


Caesar Salad

"This isn't the real Caesar Palace, is it?"
"What do you mean?"
"Did...ehm...did Caesar live here?"
"Ehm...no!"
"I didn't think so!"

(Z. Galifianakis, riferendosi al famoso casino' di Las Vegas, The Hangover, 2009)

Avvertenza: la citazione c'entra come i cavoli a merenda (o meglio, come le acciughe nella Caesar).

Insalata di Pollo, Noci e Albicocche Secche

mercoledì 27 gennaio 2010
Insalata di Pollo, Noci e Albicocche Secche

Io e il lesso non siamo mai andati molto d'accordo. Ieri sera, per qualche strano motivo, mi e' venuto in mente di fare scorta di brodo di pollo. A pensarci bene uno mica puo' stare senza brodo di pollo, no?
Ho potuto cosi' constatare che uno degli effetti collaterali del sopracitato brodo e' che all'improvviso ci si ritrova con una quantita' ingestibile di pollo lesso... :-0
E perche' nessuno me l'ha detto??? A me non e' mai piaciuto il lesso. UFFAAAA!
Panico. Comincia a prendere forma la prospettiva di vivere da qui all'eternita' consumando cene insipide a base di pollo lesso. Ma proprio un pennuto intero dovevi andarti a infilare in borsa? Non era meglio andare al cinema?
Calma, calma, la Girl In The Kitchen dentro di me mi dice che e' tutto sotto controllo, per ogni cosa c'e' un rimedio, perfino per il pollo lesso. Mi fido. In fondo ci conosciamo da un po', e anche se a volte mi costringe a degli atti un po' insensati, questa Girl e' una tipa simpatica.
Decido di seguire i suoi consigli e cosi', a distanza di ventiquattro ore, faccio pace con il pollo lesso. Ecco come.


Insalata di Pollo
con Noci e Albicocche Secche


pollo lesso
radicchio di Chioggia 1 cespo
noci
albicocche secche
scaglie di parmigiano (o formaggio di capra)
olio, aceto balsamico, sale, pepe


Per fare il pollo lesso, affidatevi alla vostra fantasia brodaiola (io ho buttato il pennuto in pentola con una cipolla, un pomodoro, due carote, due gambi di sedano, pepe nero in grani, qualche chiodo di garofano, sale, prezzemolo e rosmarino, e ho fatto sobbollire per circa un'ora, schiumando all'occorrenza).
Quando e' pronto, togliere il pollo dal brodo e sfilettarlo. Unire delle albicocche secche tagliate a pezzi (o dell'uvetta rinvenuta in acqua), condire con olio, aceto balsamico, sale, pepe e lasciare riposare in frigo fino al giorno dopo.
Tagliare a listarelle sottili un cespo di radicchio, unire il pollo e la frutta secca, una manciata di noci tostate in forno e tritate grossolanamente, aggiustare il condimento, mescolare bene e cospargere con delle scaglie di parmigiano o con del formaggio di capra sbriciolato.

Insalata Tiepida di Cavolo Rosso

domenica 3 gennaio 2010
Insalata di Cavolo Rosso

Tassajara e' un monastero buddista a due ore di distanza da San Francisco, situato in una valle della California centrale, all'altezza della costa di Big Sur. Oltre ad essere un rinomato centro di formaazione zen, Tassajara e' famoso anche per le sue montagne, le acque termali e la cucina vegetariana.
La ricetta che segue l'ho presa e adattata da The Complete Tassajara Cookbook, piu' o meno una new entry sui miei scaffali.
Sara' forse un effetto illusorio, ma vi assicuro che uno si sente meno in colpa a comprare un libro di cucina zen. E anche a leccare la pentola alla fine del pasto.


Insalata Tiepida di Cavolo Rosso
per 3

semi di girasole 35 gr.
zucchero 1/2 cucchiaino
cipolla rossa 1/2
aglio 2 spicchi
cavolo rosso 300-400 gr
uvetta 30 gr.
feta o formaggio di capra, sbriciolato 100 gr., o a gusto
sale, olio di oliva, rosmarino, aceto balsamico q.b.


Tostare i semi di girasole in una padella antiaderente per qualche minuto finche' sono dorati. Spolverare con lo zucchero e un pizzico di sale, mescolare brevemente finche' lo zucchero si e' sciolto, poi rimuovere dal fuoco. Togliere i semi dalla padella e tenerli da parte (all'inizio sono tutti attaccati fra loro, ma appena si raffreddano e' facilissimo separarli con le dita). Mettere l'uvetta a bagno in un po' di acqua tiepida.
Scaldare un cucchiaio di olio in una larga padella, far saltare gli spicchi d'aglio e la cipolla tritata, finche' questa diventa traslucida, e se necessario aggiungere dell'acqua per evitare che si attacchi al fondo. Unire il cavolo tagliato a listarelle sottili, mescolare e cuocere per qualche minuto. Aggiungere del rosmarino fresco tritato, l'uvetta scolata e strizzata, due cucchiai di aceto balsamico e aggiustare di sale. Coprire la padella e continuare a cuocere per 3 o 4 minuti, finche' il cavolo e' piuttosto tenero. Unire i semi di girasole e il formaggio sbriciolato, mescolare e servire.
A piacere si puo' unire anche del parmigiano a scaglie e del prezzemolo fresco. Al posto dell'uvetta, si puo' anche usare un altro tipo di frutta secca, come pere, albicocche o pesche, fatte rinvenire in acqua tiepida e poi tritate a pezzettoni.

Insalata di Rape con Parmigiano e Zenzero

venerdì 6 novembre 2009
Insalata di Rape con Parmigiano e Zenzero

Con 26.2 miglia nelle gambe e la quinta maratona in tasca, riprendiamo a fatica le vecchie abitudini.
Oltre alla medaglia, a nuovi acciacchi e a un numero imprecisato di libri acquistati senza vergogna, anche quest anno mi porto dietro il ricordo delle note di New York, New York che aprono l'inizio della corsa al di qua del Ponte di Verrazzano, del rumore di migliaia di passi che battono il Queensboro Bridge, delle urla della folla che ti accoglie piu' calorosa che mai nell'ingresso a Manhattan, di quella 1st Avenue in leggera salita, lunghissima ed estenuante, che pare non finire mai, dell'emozione di entrare in Central Park come se fossi tu il vero protagonista, degli ultimi 400 metri in cui dai fondo a tutte le energie, e delle congratulazioni dei passanti mentre ti incammini verso casa nel tardo pomeriggio con al collo l'inconfondibile medaglia.

Per riassaporare l'emozione e illudermi ancora per un po' di vivere a Manhattan, mi sono fatta questa insalata, assaggiata e riassaggiata in un localino niente male del Lower East Side. Un pizzico di zenzero e l'aggiunta innocua di un po' di cipolla danno quel tocco in piu' per creare l'atmosfera di una tranquilla serata newyorchese.


Insalata di Rape
con Parmigiano e Zenzero

per due persone

rucola e insalatine miste
rape, possibilmente di due colori (rosse e gialle) 2
parmigiano a scaglie
cipolla rossa piccola 1/2
zenzero fresco grattuggiato q.b.
sale, pepe, olio, aceto balsamico q.b.


Pulire le rape, tagliando le foglie e pareggiando le estremita'. Metterle in una piccola teglia da forno, copirle con acqua fino a meta' e cuocerle a 200 per circa 45 minuti o finche' sono tenere. Durante la cottura, girarle ogni tanto e aggiungere acqua se necessario. Lasciarle intiepidire, poi sbucciarle e tagliarle a cubetti. Si possono anche bollire in acqua, ma se arrostite in forno il sapore resta piu' intenso.
Sbucciare la cipolla e tritarla finemente. Unirla all'insalatina e rucola e mescolare. Condire l'insalata con una vinagrette preparata mescolando olio, aceto balsamico, sale e zenzero fresco grattuggiato.
Coprire con i cubetti di rapa e scaglie di parmigiano. Spolverare con pepe nero macinato fresco.