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Zuppa Speziata di Ceci e Verdure

lunedì 23 febbraio 2015
Moroccan Chickpea Soup

Sarebbe anche Quaresima.
Forse dovrei incitare al digiuno e raccontare di tutte le cose a cui io stessa potrei rinunciare in questo periodo. Ma poi ci penso bene, a me a dire il vero quaranta giorni non bastano, io rinuncio a questo e quello tutto l'anno, eppure non sono una santa, non mi sento a digiuno né mi costa troppa fatica. Anzi, ne sono felice e vorrei che fosse contagioso. Perciò se per caso vi prendesse una voglia irrefrenabile di dire addio, che ne so... alla mozzarella in carrozza, al pane&salame o alle lasagne della suocera, non solo adesso ma anche a settembre, a giugno o a Natale, scrivetemi pure. Sappiate comunque che faccio il tifo per voi.
Ora invece, per ripicca, faccio l'elenco delle cose a cui non posso resistere. Tantomeno in Quaresima.
Prendete nota, casomai.

Chickpeas and Fennel

Girare in bicicletta perdendosi dentro a un campo di girasoli, così fitti e luminosi che ti accecano la vista (ma anche i papaveri possono andare, non vado tanto per il sottile); scappare alla noia a bordo di una Cinquecento, rossa e invecchiata d'amore, facendo sosta solo per inseguire le farfalle o rubare i cocomeri; stare seduti da Vito a Bologna, angolo Via Paolo Fabbri, aspettando una caraffa di vino senza nome né gloria, che innaffi canzoni nostalgiche e ricordi un po' amari; correre per le strade della città in un freddo mattino di festa, scegliendo di fermarsi solo quando è il cuore a dire basta; cantare stonati lungo una strada costiera, quando le uniche cose che contano sono l'oceano davanti e l'anno che finisce e poi ricomincia di nuovo; andare in cerca del profumo di more e rosmarino sulle scogliere annoiate di un pomeriggio d'agosto; accamparsi nel bosco per una notte d'amore, tra il suono dell'erba e il respiro del vento; ubriacarsi di parole e di sogni, scordandosi di tutto il resto fino all'alba, senza paura di prendersi a prestito l'anima e il vestito; farsi trascinare in un vecchio, torrido cinema e riguardare Casablanca per la trentasettesima volta; sporcarsi le mani mangiando la focaccia, quella vera che più è unta più è giusta, calda e croccante tra i caruggi di Genova; brindare senza motivo davanti a una zuppa di ceci innocente, proprio come questa, profumata di cannella, di limone e di sole al tramonto, a casa mia seduti per terra. Per una volta cucino io, la musica a voi.

Ingredients

Zuppa Speziata di Verdure e Ceci*
per 6-8 persone

ceci secchi 500 gr
cipolle rosse, medie 2
aglio 3-4 spicchi
peperoncini jalapeño 1-2
zenzero fresco grattuggiato 2 cucchiai
concentrato di pomodoro 2 cucchiai
finocchio 1
bietole 1 mazzo abbondante
carote 2
rapa bianca 1
curcuma 1 cucchiaino
paprika dolce 1 cucchiaino
cannella 1 cucchiaino
cumino in polvere 1/2 cucchiaino
pepe di Cayenna, sale, pepe nero macinato q.b.
albicocche secche 10-12
limone sotto sale, piccolo 1
olio di oliva, acqua, coriandolo fresco q.b.


Ingredients

*Ricetta presa paro paro da questa chicca del New York Times, che ogni tanto mi infila delizie veg nella sua newsletter. Tenkiuverymuch.

Coprire i ceci con acqua fredda e lasciarli in ammollo per almeno 8 ore. Sciacquarli e tenerli da parte.
Armarsi di santa pazienza e iniziare a pelare, tagliuzzare, triturare, sminuzzare, schiacciare, grattuggiare, polverizzare tutto quello che vi trovate di fronte, more or less.
Scaldare dell'olio in una larga pentola, farvi soffriggere cipolle, aglio e peperoncini tritati, quindi aggiungere lo zenzero grattuggiato, sale, pepe, pepe di Cayenna e tutte le spezie, e cuocere mescolando per qualche minuto, fino a quando hanno rilasciato la loro fragranza. Unire il concentrato di pomodoro allungato con un poco di acqua e cuocere altri due minuti.
Tagliare a cubetti finocchio, carote e rapa bianca, e a pezzi un po' più grandi i gambi delle bietole, tenendo da parte le foglie. Unire al soffritto tutte le verdure così preparate e farle cuocere per circa dieci minuti.

Swiss Chard

A questo punto unire i ceci ammollati, coprire a filo di acqua e portare a bollore. Cuocere a fiamma media e con la pentola parzialmente coperta per circa un'ora o un'ora e mezza, fino a quando i ceci sono abbastanza teneri. All'occorrenza, mescolare e aggiungere altra acqua se si dovesse restringere troppo.
Unire le foglie di bietola tagliate in larghi pezzi, le albicocche secche tritate e il limone sotto sale fatto a cubetti, e continuare la cottura per altri cinque minuti, fino a quando le bietole sono tenere. Aggiustare di sale.
Servire con coriandolo fresco tritato oppure con le foglie di finocchio tenute da parte.
Mi raccomando, fidatevi del limone... sembra innocuo in un mare di spezie e profumi, ma il sapore sotto ai denti vi stupirà, se siete fortunati a incontrarlo.
w.v.<3

Spices

Urad Dal con Cocco e Lime

mercoledì 28 gennaio 2015
Urad Dal with Coconut and Lime

Now let us drink the stars
It's time to steal away
Let's go get lost
Right here in the U.S.A...

~ Red Hot Chili Pepper, Road Trippin'

Se un giorno per caso, un'estate ancora lontana, vi dovesse capitare di trovarvi parcheggiati sotto al cielo dello Utah, ad ascoltare i coyote e contemplare le stelle, dimenticate pure tutto quello che vi hanno insegnato sulle scatolette di tonno e di fagioli all'ombra di un falò.

Cooking Time

Lenticchie nere al cocco: ecco il vero pasto da cowboy (...and girl), lo spartiacque della moderna corsa verso l'occidente. Con quel pizzico di lime, peperoncino e zenzero, messo lì apposta per sognare.
Improvvisamente una notte d'estate. Sotto il cielo dello Utah.
Tanto lo so che lo volete fare anche voi.

Jalapeno and Green Onions


Urad Dal con Cocco e Lime*
per 4-5 persone

urad dal (lenticchie nere indiane) 250 gr
cipolla 1
aglio 3 spicchi
zenzero fresco 1 pezzetto lungo un dito
peperoncino verde 1
garam masala 1 cucchiaino
pomodori, medi 5
crema di cocco 160 gr
lime 1
semi di senape neri 1 cucchiaino
sale, olio, burro di cocco q.b.
scaglie di cocco, coriandolo fresco, rondelle di cipollotto, aglio essiccato, per servire q.b.


Urad Dal Ingredients

*La ricetta l'ho adattata e veganizzata da Plenty More, di Yotam Ottolenghi, un nome una garanzia. Need I say (plenty) more?

Mettere a bagno le lenticchie in una ciotola piena di acqua e lasciarle riposare almeno 8 ore. Scolarle, risciacquarle e tenerle da parte. Scaldare un po' di olio e di burro di cocco in una larga pentola, unire la cipolla tritata e soffriggere per 15 minuti, fino a quando risulta dorata. Unire gli spicchi di aglio tritati finemente, lo zenzero grattuggiato, il peperoncino tritato e il garam masala, e cuocere per 2 minuti circa. Aggiungere i pomodori privati dei semi e tagliati a cubetti, e cuocere per altri 5 minuti.

Ginger and Garlic

A questo punto unire il dal, un cucchiaino di sale e circa 1/2 litro di acqua. Abbassare la fiamma e far cuocere per 40 minuti, mescolando spesso e unendo altra acqua all'occorrenza. Cuocere fino a quando la salsa ha raggiunto la consistenza di una zuppa molto densa e il dal è cotto ma mantiene ancora la forma. Alla fine aggiungere la crema di cocco, il succo del lime e i semi di senape tostati.
Togliere dal fuoco e servire, accompagnando il dal con scaglie di cocco, coriandolo fresco tritato, aglio essiccato e rondelle di cipollotto, serviti ognuno in una ciotolina a parte, in modo che ciascuno li possa aggiungere a piacimento.
w.v.<3

Urad Dal with Coconut and Lime

Zuppa di Fagioli Neri

lunedì 28 ottobre 2013
Black Bean Soup

Era una sera di mezza estate, la scorsa estate, la cartolina di un viaggio in Costa Rica a metà fra esilio e vacanza.
Ricordo quel verde come un abbraccio orgoglioso in mezzo a strade impossibili, fra grovigli di sassi e pozzanghere, uno smeraldo vivo e lucente nutrito dalla pioggia benefica, puntuale ogni giorno alle sei.
Ricordo i ragazzi in bicicletta e le coppie abbracciate, strette sulla sella di motorini ammaccati, i loro corpi magri, abbronzati, impolverati d'amore e sorridenti.
C'era il caos nelle strade del centro, e una periferia svergognata dalla prepotenza dei fast food, sedotta dall'illusione di benessere proveniente dal nord. Sparsi dovunque a morderti il fegato distributori di Coca Cola e insegne dall'aria innocente, invadenti e meschini, quasi uno schiaffo alla povertà della gente.
Ricordo i villaggi lenti, silenziosi e assolati, quei puebli fatti solo di chiese posticce, scuole all'aperto e improbabili campi da calcio, un prato stretto e bagnato e due pali per porta.
C'era il Costa Rica che andava ai mondiali, la TV accesa nei bar, due Imperial ghiacciate e la felicità.
Ricordo la frutta matura, seducente e dolcissima, comprata agli angoli di strada insieme all'acqua purifica di un giovane cocco caduto.
Le notti più buie iniziavano presto in mezzo alla giungla, sulla collina più alta adagiata sopra a un letto di foglie.
Ricordo uomini e donne diversi, scampati alle nostre vertigini per inseguire un sogno senza comodità.
Ho conosciuto un tassista meccanico che non aveva le scarpe, un amico affrettato che chiamavano El Che. Mi diceva dove andate, perché, dove correte voi gente del nord? Siete solo dei poveri illusi, a credere di poter comperare la nostra realtà.
Abbiamo diviso uno jugo helado e questa zuppa piccante in un pomeriggio di solidarietà.
Pura vida.

Black Bean Soup


Zuppa di Fagioli Neri
per 4 persone

fagioli neri secchi 250 gr
cipolla bianca, grande 1
aglio 2 spicchi
carota 1
peperone rosso 1
pomodori 3
lime 1
dado vegetale 1
olio, sale, pepe, origano, pepe di cayenna, semi di cumino, grani di coriandolo e pepe della Giamaica q.b.
cilantro fresco, pomodori e cetriolo per servire q.b.

La sera prima mettere i fagioli a bagno per almeno 8 ore.
Tritare la cipolla e gli spicchi d'aglio, appassirli per qualche minuto in un po' di olio, quindi unire la carota e il peperone tagliati a cubetti. Mescolare e far cuocere per qualche minuto, unire i fagioli scolati e sciacquati, le spezie (se si usano in semi, polverizzarli prima), il dado, sale e pepe. Coprire di acqua, portare a bollore e cuocere a fiamma media per circa due ore.
Mezz'ora prima della fine, unire il succo e la scorza del lime, e i pomodori sbucciati (tuffandoli 30 secondi in acqua bollente) e tagliati a pezzi. Aggiustare di sale e pepe.
Frullare la zuppa solo per qualche secondo, in modo che sia cremosa ma restino visibili i pezzi.
Per servire, accompagnare con cubetti di pomodoro e cetriolo freschi, e a piacere cilantro tritato.
w.v.<3


Black Beans


Pappa al Pomodoro con Melanzane Grigliate, Olive Nere (e Feta)

martedì 20 agosto 2013
Pappa al Pomodoro

ma è meglio poi un giorno solo da ricordare
che ricadere in una nuova realtà sempre identica...

~ Francesco Guccini, Scirocco

Era una sera tiepida di agosto, la città umida e deserta popolata solo da turisti innamorati, anziani troppo stanchi e gatti in cerca di padroni. Noi due seduti in riva al fiume a giocherellare con gli sguardi, aspettavamo il vento e qualcosa che cambiasse.
Mi avevi chiesto di tornare lì, in quel tavolo all'aperto dove ti guardai la prima volta, abbronzata e timida col tuo velo di rossetto. Soffocate da ricordi inutili e legittime paure, parole e frasi restavano sospese, immobili in quell'aria densa di silenzio che si era andata aggrumando fra di noi. Erano un lui e una lei di troppo, due vite già iniziate e una morale troppo grossa.
Era una sera tiepida di agosto, quella sera in cui ci lasciammo diventare grandi. A nostro modo ci amavamo ancora, ma ormai non ci amavamo più.


Pappa al Pomodoro*
con Melanzane, Olive Nere (e Feta)

per 4
pane toscano raffermo 200 gr
pomodori maturi 800 gr
aglio 4 spicchi
concentrato di pomodoro 2 cucchiai
melanzana, piccola 1
olive nere 1 manciata
feta sbriciolata 2-3 cucchiai
sale, pepe, olio evo, brodo vegetale, basilico q.b.

Baby Eggplants

Incidere i pomodori a croce e tuffarli per qualche minuto in acqua bollente. Pelarli e passarli al passaverdure. Soffriggere gli spicchi d’aglio sbucciati e leggermente schiacciati in un po’ di olio, unire qualche foglia di basilico, poi il pane tagliato a cubetti. Far rosolare per circa 10 minuti finché il pane assume un bel colore ambrato. Unire la passata di pomodoro, il concentrato (facoltativo), sale, pepe e mescolare bene. Coprire con il brodo e far cuocere a fuoco medio-basso per circa 30 minuti finché il pane è ridotto in poltiglia.
Nel frattempo tagliare la melanzana a fette, grigliarle su entrambi i lati e tagliarle a cubetti. Snocciolare e tritare grossolanamente le olive. Servire la pappa al pomodoro, guarnendo ciascun piatto con cubetti di melanzana grigliata, una manciata di olive tritate e una spolverata di feta sbriciolata.
Va da sé che la feta non è approvata dalla vegan police. Epperò basterà eliminarla, et voilà, w.v.<3 il pranzo è servito.

*Piccolo spazio autocelebrativo: la qui presente ricetta è stata pubblicata questo mese sul Corriere della Sera nella rubrica Racconti di Cucina, insieme ad altre tre mie ricette aventi il pomdoro come protagonista.
Se siete curiosi, qui potrete trovare il link all'archivio del quotidiano e leggere l'articolo principale della pagina. E a questo proposito, manco fosse la notte degli Oscar, voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno dimostrato enorme affetto e mi hanno postato e ripostato la foto della pagina sulla mia bacheca di facebook. Tenkiu!

Gazpacho di Cocomero

mercoledì 10 luglio 2013
Gazpacho di Cocomero

Ma perché non funziona tutto come nei film?
Perché gli estranei in metropolitana, invece che limitarsi a guardarti, non attaccano bottone dicendoti che hai un sorriso bellissimo? Perché dopo trent’anni, in un caffé del centro, non rincontri mai la persona per cui hai lottato? Perché le madri fanno fatica a capire i propri figli e i padri ad accettarli? Perché la frase giusta arriva sempre durante il momento sbagliato? Perché non ti capita mai di correre sotto la pioggia, di arrivare davanti al portone di qualcuno, farlo scendere, scusarti e iniziare a parlare a vanvera per poi trovarti labbra a labbra e sentirti dire: ‘non importa, l’importante è che sei qui’? Perché non vieni mai svegliato durante la notte da una voce al telefono che ti dice: ‘non ti ho mai dimenticato’?
Se fossimo più coraggiosi, più irrazionali, più combattivi, più estrosi, più sicuri e se fossimo meno orgogliosi, meno vergognosi, meno fragili, sono sicura che non dovremmo pagare nessun biglietto del cinema per vedere persone che fanno e dicono ciò che non abbiamo il coraggio di esternare, per vedere persone che amano come noi non riusciamo, per vedere persone che ci rappresentano, per vedere persone che, fingendo, riescono ad essere più sincere di noi.

~ David Grossman, Qualcuno con cui correre

L'estate che vorrei. È racchiusa tutta in queste sue parole qua.
A me non resta altro che regalarvi un po' di dolce freschezza rosa.

Gazpacho di Cocomero - Ingredienti

Gazpacho di Cocomero*
per 5-6 persone

basilico fresco 1 mazzo abbondante
chiodi di garofano 4
anice stellato 2
foglia di alloro 1
zucchero 40 gr
acqua 350 ml
cocomero, pulito e senza semi 1 kg
cetriolo sbucciato 200 gr
pomodori ramati maturi 2
lime 2
peperoncino fresco 1 piccolo
sale, pepe, olio di oliva q.b.


*Ricetta adattata da Bon Appétit, e da tutte le estati immaginarie, presenti, passate e future.

In un pentolino, mettere l'acqua insieme alle foglie di basilico, le spezie, zucchero e un pizzico di sale. Portare a bollore, spegnere, coprire e lasciare in infusione almeno 20 minuti. Scolare il liquido e farlo raffreddare completamente.
Pelare i pomodori tuffandoli per un minuto in acqua bollente, tagliarli a pezzi eliminando i semi e far raffreddare.
Mettere nel frullatore la polpa di cocomero, il cetriolo, i pomodori preparati in precedenza, il succo dei lime, il peperoncino privato dei semi, lo sciroppo al basilico, sale e pepe e frullare finché il gazpacho è omogeneo. Aggiustare di sale e pepe, e aggiungere altro succo di lime, se serve.
Servire freddo, anche in bicchiere, guarnendo ciascun piatto con un filo di olio e qualche foglia di basilico.
w.v.<3

Cocomero

Salmorejo

sabato 11 maggio 2013
Salmorejo

Pane e pomodoro.
Un pizzico di sole, le onde dell'oceano che sembra il mare. Il buono di una zuppa densa e rinfrescante. Un pomeriggio aperto e un libro da iniziare.
Costruisco così la mia estate cittadina.
Happy weekend.

Salmorejo
per 4 persone

pomodori maturi a grappolo 1 kg
pane raffermo 150 gr
mandorle tostate 30 gr
aglio 1 spicchio
aceto balsamico 1 cucchiaio
olio extra vergine 4 cucchiai
sale, pepe, acqua q.b.

Per la salsa al cetriolo
cetriolo 1
cipolla rossa piccola 1/2
pomodoro (facoltativo) 1/2
lime 2
coriandolo fresco, sale, pepe q.b.


Tomatoes

Il salmorejo è una zuppa fredda, densa e cremosa, originaria della città di Cordova in Spagna. Viene tradizionalmente guarnita con uova sode a cubetti e fettine di jamon serrano.
La mia è la versione very very good veg.

Preparare la salsa al cetriolo (salsa nel senso messicano del termine, non è un sugo ma una salsa, sí?): sbucciare il cetriolo e tagliarlo a cubetti insieme al pomodoro. Mescolarli con poca cipolla tritata e condire con succo di lime, sale, pepe e coriandolo fresco tritato. Coprire con pellicola e tenere in frigo.
Per la zuppa, tritare il pane a cubetti e bagnarli con 4 cucchiai di acqua. Tenere da parte. Sbucciare i pomodori tuffandoli per qualche secondo in acqua bollente e tagliarli a pezzi. Frullarli con il loro liquido insieme al pane ammollato e non strizzato, l'aglio, le mandorle tostate, olio e aceto. Insaporire con sale e pepe e se necessario aggiungere altra acqua.
Tenere il salmorejo in frigo almeno due ore. Servirlo ben freddo, guarnendo ciascun piatto con un cucchiaio di salsa al cetriolo.
Gnammy!


Cucumber Salsa

Gazpacho Verde

domenica 5 maggio 2013
Gazpacho Verde

Ho voluto scrivere un racconto. Le parole sono mie, la memoria è quella di altri. Spero vi piaccia.

Mio padre lo ricordo ancora con le mani sporche, nere di carbone come i capelli troppo ricci che gli spuntavano appiattiti e lunghi sotto al berretto. Lo indossava ogni mattina dopo il caffè, insieme a quel curioso faro in fronte che avrebbe illuminato il suo lavoro nel ventre della terra. Quando usciva di casa, aveva l'aria serena di un vecchio saggio e l'andatura orgogliosa da eterno corridore. Parlava poco, con voce roca e un forte accento del nord, aveva occhi chiari e vestiva sempre pulito, la camicia verde a scacchi inamidata al collo. Tutte le sere, tranne il venerdì Santo, il mio compleanno e la vigilia di Coppa, si trovava con gli altri giù al pub e discuteva a sorriso aperto del suo lavoro alla miniera e del motivo per cui la Newkie Brown era la miglior birra al mondo. Estroverso quanto basta, era cortese e tollerante nelle idee, anche quando iniziò a ingarbugliarsi con ostinazione nei discorsi della sua politica, difendendo i compagni e lo sciopero infinito in quel triste inverno di trent'anni fa.
A quell'epoca frequentavo la Northgate Middle School, portavo i capelli corti e gli anfibi a lacci rossi, e ascoltavo gli Ultravox a oltranza. Avevo dodici anni quando venne a casa e disse È fatta, cari miei, siamo in sciopero. Non sapevo perché ma avevo paura, sentivo nell'aria un cambiamento che ci avrebbe distrutto.
Fu un inverno lunghissimo e freddo, lui resistette fino alla fine picchettando duro davanti alla polizia a cavallo, mentre mia madre scriveva poesie e vendeva speranza al mercato dell'usato. Quella volta a Natale non portammo pantaloni stirati e per regalo ricevemmo piselli e carne in scatola dai vicini misericordiosi.
Lei la vedevo in TV coi capelli in ordine e lo sguardo inflessibile, ci aveva chiamati nemici e non glielo perdonavo, incolpandola di tutto, il freddo, le strade vuote, le liti coi cugini. Mio padre amava il suo elmetto scuro e tutto quello che chiedeva era l'onestà di un lavoro per regalare a noi idee, libri e allegria. Sette anni dopo, quando la piazza esultò gridando Maggie's gone, io non fui capace di unirmi alla festa, perché sapevo che la spaccatura creatasi fra noi era per sempre.
Oggi ascolto la notizia nella timidezza della primavera londinese, di fronte a un'improbabile zuppa da moderno bistrot, e mi ritrovo davanti quello sguardo di ferro come l'avevo lasciato nella memoria. A nulla serviranno decine di resoconti postumi e faziosi, so già che non li guarderò, quei documentari fasulli e patinati. Io l'ho vissuto dentro, nel gelo di mesi senza pane e senza luce, e conservo tutte le poesie, gli anfibi e la t-shirt. Non capivo fino in fondo ma ero lì a dividere la rabbia, e so per certo che da allora niente fu più come prima.


Gazpacho Verde


Gazpacho Verde*
per 6 persone

sedano 2 gambi
peperoni verdi 2
cetrioli sbucciati 600 gr
pane raffermo 80 gr
noci tostate 130 gr
peperoncino verde fresco 1
aglio 4 spicchi
zucchero 1 cucchiaino
spinacini 200 gr
basilico fresco 1 mazzo abbondante
prezzemolo tritato 2 cucchiai
aceto balsamico 4 cucchiai
olio di oliva 60 ml
latte di cocco 3 cucchiai
acqua 700 ml ca.
ghiaccio 4-5 cubetti
sale, pepe, cubetti di pane tostato per servire q.b.


*La ricetta l'ho adattata da Plenty, di Yotam Ottolenghi, rinomato chef londinese. A volte compare nel menù del suo ristorante a Notting Hill. E il libro, detto fra noi, è una vera chicca.

Tritare grossolanamente sedano, peperoni, cetrioli, pane, noci, peperoncino e aglio. Frullare unendo zucchero, spinacini, erbe, olio, aceto, latte di cocco, quasi tutta l’acqua, ghiaccio, sale e pepe. Se necessario, unire altra acqua finché si raggiunge la consistenza desiderata.
Servire con un giro di olio e cubetti di pane tostato.


Croutons and Walnuts

Mesciua

lunedì 4 marzo 2013
Mesciua

Caro diario, sono felice solo in mare, nel tragitto tra un'isola che ho appena lasciato e un'altra che devo ancora raggiungere.
~ Nanni Moretti, Caro Diario

Ho letto che la mesciua è nata dal mare, tra le coste liguri, una zuppa povera messa insieme con quelle granaglie che le mogli degli scaricatori di porto riuscivano a raccogliere di volta in volta sulle banchine, come tesori cascati senza volerlo dalle fenditure dei sacchi, lisi dal tempo e dai viaggi.
Ho immaginato una zuppa densa, con il sapore povero e robusto della terra, delle onde e delle avversità, e con il profumo incisivo dei ricordi e della speranza.
Ho intravisto una donna dalle mani sottili e ben curate, i capelli neri e un fazzoletto al collo, aggirarsi ogni giorno per le vie del porto a sbirciare invano tra le grida della gente nell'attesa anonima di un innamorato. Ho pensato a un uomo in mare con le braccia abbronzate e la fatica nelle vene, lo sguardo appresso alle stelle e la noia per amica, l'ho visto nutrirsi di onde, solitudine e falsa libertà.
Ho osservato la donna andare via, col suo fazzoletto al collo, lontano dalla costa e dal suono del vento, per andare a perdersi tra genti, lingue e profumi non più familiari. Ho avvertito la sua nostalgia, umida e densa come i vapori della cucina, l'ho sentita prendere forma dopo anni nel sapore impensabile di questo miscuglio di grani rimasti in fondo alla dispensa. Ho guardato dentro ai suoi occhi, scuri e tristi di malinconia, e ho ascoltato il vivido silenzio del suo rimpianto. Avrei voluto che in fondo al piatto trovasse risposta alle sue domande, avrei voluto regalarle il sorriso e il conforto della memoria, e invece l'ho vista piangere di fronte a questa zuppa così lontana e schietta, ricordo ancor vivo di un cielo d’estate, un amore mai vissuto e una terra mai dimenticata.
Ho fatto un sogno e l’ho trascritto così, in una sera d’inverno, dedicandolo a tutti i viandanti del mondo, col destino in alto mare, il pensiero a terra e il cuore fra due sponde.


Ingredienti per Mesciua


Mesciua
per 4/5 persone
ceci secchi 200 gr
fagioli cannellini secchi 200 gr
grano o farro 100 gr
olio, sale, pepe nero q.b.


Grains and Spoon


La sera prima, mettere i legumi in ammollo separatamente, coprendoli d’acqua, e lasciarli riposare per circa 8 ore. Scolare e sciacquare, mettere ceci e grano in una pentola d’acqua fredda poco salata, portare a bollore e cuocere per circa 1 ora e 1/2. Mettere i fagioli in una pentola a parte, coprirli di acqua fredda e lessarli per circa 1 ora. Unirli con una parte del liquido a ceci e grano, aggiustare di sale e cuocere per altri 15 minuti circa. Condire ciascun piatto con un giro di olio e abbondante pepe nero macinato fresco.
Astenersi please dal parmigiano, a detta degli esperti sarebbe un'eresia!


Mesciua

Zuppa Turca di Lenticchie Rosse

lunedì 14 gennaio 2013
Zuppa Turca di Lenticchie Rosse

Anno nuovo =
Zuppa nuova
Taglio (di capelli) nuovo
Macchina nuova (fotografica, che avete capito? perché io, se ancora non lo sapete, giro in autobus, e volendo pure in bicicletta...)
Stivali nuovi
Borsa nuova
Scarpe nuove, ma sono scusata, sono scarpe da corsa (nuove, ma sempre rosa)
Buoni propositi, sempre gli stessi...

Ecco, caro 2013, io mi presento così.
E scusa tanto se arrivo in ritardo, ma tu mi capisci, vero?


Zuppa Turca di Lenticchie Rosse


Zuppa Turca di Lenticchie Rosse
per 4-5 persone

lenticchie rosse decorticate 225 gr
cipolla 1
aglio 3-4 spicchi
sedano 1 gambo
carota 1
concentrato di pomodoro 2 cucchiai
olio evo di oliva 1-2 cucchiai
brodo vegetale q.b.
zenzero fresco 1 pezzetto
paprika, cumino, semi di senape, curry, sale, pepe q.b.
menta fresca e limone per servire q.b.

Tritare finemente cipolla, sedano e carota. Scaldare l'olio in una larga pentola, e soffriggere le verdure con gli spicchi d'aglio sbucciati e tagliati a metà per circa 10 minuti. Unire il concentrato di pomodoro, le spezie e lo zenzero grattuggiato e far insaporire per qualche minuto. Aggiungere le lenticchie lavate e scolate e coprire con il brodo caldo.
Portare a bollore, abbassare la fiamma e far cuocere con il coperchio per circa 30 o 40 minuti, finché le lenticchie iniziano a disfarsi. Se serve, unire ancora un po' di brodo. Aggiustare di sale e pepe, e nel caso aggiungere ancora un po' di spezie a vostro gusto.
Tenere da parte due o tre mestoli e frullare il resto della zuppa. Ma anche no.
Servire con menta fresca tritata e succo di limone. Mi raccomando, ché questo ultimo tocco fa una gran bella differenza, I promise.

Lenticchie Rosse

Ancora una volta, dopo questo furto qui, scopiazzo una zuppa assaggiata da Whole Foods. Cioè funziona così: io vado, compro, pranzo, mi guardo in giro (bhe, che volete? c'è bella gente da Whole Foods...), annoto gli ingredienti, metto del mio, torno a casa, provo a replicare, e in caso positivo bloggo per voi. Sono come Robin Hood, ecco.
E stavolta sono così soddisfatta che ve lo dico senza pudore. Questa qui mi è venuta meglio dell'originale.
Questa. Zuppa. Spacca. Bum!
w.v.<3

Zuppa di Orzo e Funghi

giovedì 22 novembre 2012
Zuppa di Orzo e Funghi

poi una notte di settembre mi svegliai
il vento sulla pelle,
sul mio corpo il chiarore delle stelle
chissà dov’era casa mia
e quel bambino che giocava in un cortile...

~ Nomadi, Io Vagabondo

Arriva un momento in cui decidi di abbandonare le tue certezze e ti senti pronto ad abbracciarne di nuove.
Sembra succedere cosi, quasi all'improvviso, ma dentro di te sai che in realtà è l'effetto combinato di tutti gli incroci attraversati in precedenza, di quelle notti insonni spese a girare in bicicetta per i sentieri della mente; è un sortilegio orchestrato dalle polveri del deserto e dalle stelle di un bosco d'estate, l'energia ricevuta da sguardi silenziosi e abbracci infiniti, che poco alla volta ha preso forma dentro di te ed è diventata il coraggio di un tuffo verso l'ignoto.
Ti sembra di aver fatto tutto da sola, ma sotto sotto ti senti in dovere di ringraziare uno a uno quegli incontri, e quegli addii, gli amori veri e finti, le lacrime, e i sorrisi, e tutte quelle parole scritte, cantate, recitate, e poi anche quelle riscritte, corrette e rispedite al mittente.
È girovagando in questo modo che sei arrivata lì, a fotografare e poi sederti di fronte a una zuppa di funghi che a te sembra parlare un linguaggio universale. Chiudi gli occhi e potresti essere a Parigi. Ma anche a Roma o San Francisco. E tutto quello che chiedi è di poter continuare a vagabondare per strade sconosciute, col cuore morbido e un biglietto sempre aperto.


Timo e Funghi Shiitake


Zuppa di Orzo e Funghi
per 4-5 persone

funghi freschi misti
(champignon bianchi e marroni, shiitake)
650 gr
funghi shiitake essiccati 10 gr
cipolla 1/2
scalogno 1
carota 1
gambo di sedano 1
orzo perlato 100 gr
brodo vegetale 1 litro ca.
tamari o salsa di soia 4-5 cucchiai
olio, sale, pepe, alloro, timo fresco q.b.

Mettere i funghi essiccati in una ciotola, coprirli di acqua e lasciarli riposare almeno 10 minuti. Scolarli e tritarli, tenendo da parte il loro liquido.
Tritare finemente cipolla e scalogno e farli soffriggere per qualche minuto in un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva, aggiungere carota e sedano tritati, i funghi freschi e quelli rinvenuti, e cuocere per circa 10 minuti finché si ammorbidiscono. Unire orzo, tamari, brodo, liquido dei funghi, timo e alloro e portare a bollore. Abbassare la fiamma e cuocere per circa 40 minuti. Se necessario, unire un po' di acqua. Insaporire con sale e pepe e servire.

Timo e Sale

Per questa ricetta che forse ha senso solo per me (vogliate scusarmi, non lo faccio più...), ho tratto ispirazione da una zuppa simile che ho assaggiato da Whole Foods, questo posto meraviglioso che io quasi ci dormirei dentro, un paradiso del foodista dove i cibi non raccontano frottole, ti sono amici e spesso scopri che sono anche tuoi vicini di casa; un supermercato hipster dove le mele sembrano appena cascate dall'albero della tua infanzia, i profumi e i colori fanno ubriacare anche gli irriducibili, e dove gli impiegati sono tutti... come dire... belli, in forma, e tatuati.
w.v.<3

Zuppa Toscana di Cavolo Nero

mercoledì 22 febbraio 2012
Zuppa Toscana di Cavolo Nero

Ovvero... di come io e il cavolo nero siamo diventati amici per la pelle.
Perché questa zuppa è di una semplicità disarmante, proprio come piace a me, si butta tutto in pentola e la si dimentica allegramente per qualche ora; perché è un piatto che sa d'inverno e tuttavia riesce a portare un raggio di sole anche in una cucina scura e con gli spifferi (la mia); perché gli ingredienti sono umili e anche un po' banali, ma se li si mette insieme e li si cucina a dovere, diabolicamente acquistano tutto un altro significato; perché il cavolo è nero, amaro e durissimo, ma se si porta pazienza... bhe... provate e sappiatemi dire :-)


Zuppa di Cavolo Nero
per 4-5 persone

cavolo nero 2
fagioli borlotti secchi 60 gr
patate 2
pomodori 3
sedano 1 gambo
carota 1
cipolla 1
timo fresco 2 rametti
olio, sale, pepe, pane casereccio q.b.


La sera prima, mettere i fagioli a bagno in un po' di acqua.
Tritare finemente la cipolla, la carota e il sedano e far rosolare il battuto in una larga pentola insieme a qualche cucchiaio di olio; dopo poco aggiungere anche i pomodori a cubetti, il timo e le patate sbucciate e tagliate a pezzetti. Lasciare insaporire per un po' e poi unire le foglie di cavolo nero lavate e tagliate a listarelle, i fagioli scolati e 2 litri di acqua fredda. Salare e pepare e cuocere a pentola coperta per circa 2 ore o 2 ore e 1/2.
Servire la zuppa su uno strato di pane casereccio tagliato a fette, con un giro di olio crudo e senza formaggio. Per il vegan che è in voi.

Timo e Fagioli

Pasta e Ceci

lunedì 17 ottobre 2011
Pasta e Ceci

Qualcuno all'assaggio me l'ha voluta chiamare Ode al Rosmarino (a ognuno il suo PR...). Per me è ancora di più: un ricordo di casa, una zuppa immancabile sulla tavola del Natale, una profumata certezza di sapori e di affetti.
Una di quelle ricette che non nasconde nulla, e che ci piacciono per questo, nude, semplici, e senza trucco: un po' di pasta, e tanti tanti ceci.

Pasta e Ceci
per 6-7 persone

ceci secchi 500 gr
aglio 2 spicchi
rosmarino 1 rametto
prezzemolo 1 rametto
dado vegetale per brodo 1
pomodorini 8-10
pasta all'uovo tipo fettuccine una manciata
olio, sale, pepe, peperoncino, parmigiano q.b.


Mettere i ceci in una larga ciotola, coprirli con acqua e lasciarli in ammollo per tutta la notte. Scolarli, metterli in una pentola, coprire con altra acqua e portare a ebollizione. Far cuocere lentamente finché sono teneri, schiumando di tanto in tanto e aggiungendo altra acqua se necessario (ci vorranno circa 2 ore).
Quando i ceci sono cotti, unire gli spicchi di aglio sbucciati e tagliati a metà, il dado, sale, pepe, un poco di olio, gli odori legati con uno spago e i pomodorini. Far insaporire per un'altra mezz'ora, quindi unire la pasta spezzettata, e farla cuocere al dente. Eliminare gli odori e servire, spolverando ciascun piatto con un po' di parmigiano grattuggiato e peperoncino a piacere.