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Manifesto di un Animo Vintage

lunedì 25 marzo 2013
Go Vintage

È possibile avere nostalgia di un mondo che non hai mai conosciuto?
~ Ernesto Guevara de la Serna, I Diari della Motocicletta

Io ho l'animo vintage e questo post è il mio manifesto.
Faccio parte di un gruppo di blogger nostalgici e retrò, quei romantici del web che potrebbero piangere di fronte a una fragolina di bosco, un fumetto di Tiramolla o un foglio di Trasferelli, gente che se fosse per loro scriverebbe ancora con le stilo a cartucce e scambierebbe volentieri tutti i gigabyte del mondo per una soffitta piena di ricordi.
La mia realtà sognante è un mondo fatto di juke-box a gettoni, frappè alla vaniglia e sottogonne di tulle color rosa confetto. Ritrovo fiducia nella vita e nella gente alla scoperta di una ricetta scritta a mano dentro a un quaderno a quadretti ingiallito, e se penso ai regoli, a Mazinga Zeta o alla tabellina del cinque mi sale l'acqua ferrarelle allo stomaco.
Io credo di essere nata vintage. Non è un pregio e non è un vanto, sono cresciuta guardando Happy Days ed è stata la mia condanna. A dodici anni già la sentivo, quella nostalgia per un mondo mai conosciuto, e durante la mia pseudo-adolescenza, nei famigerati anni '80, mi sottraevo al paninarismo avanzante grazie alle torte di riso della nonna e alle canzoni di Simon&Garfunkel, che di canzoni ormai non ne scrivevano più. Quando Madonna è diventata Who's That Girl, io la volevo Like a Virgin, e ho vissuto come un trauma il tramonto dell'innocenza di Sandy e la fine dell'anno scolastico nel film Grease.
A diciassette anni avevo nostalgia dei Compagni di Scuola e avrei voluto anche io un motorino, non per andare in centro o in sala giochi, ma per volare di poco indietro nel tempo, vestire eskimo e striscioni e cantare in coro Dio è morto credendoci davvero.
Oggi mi innamoro a casaccio di oggetti e persone con una storia e un passato pesanti, la ruggine mi fa quasi tenerezza e potrei fare follie per una serata in cabriolet da trascorrere al drive-in.
La fine delle cose, gli arrivi e le partenze in una stazione di provincia, il mese di settembre e il colore delle nuvole al tramonto mi avvolgono di una sensazione umida, palpabile e pungente, che alcuni chiamerebbero 'malinconia'. Ma non è sempre un fatto triste, a me sembra piuttosto come quando si giocava a nascondino e si andava sicuri e orgogliosi del proprio rifugio nel tunnel segreto: è lo stesso sapore caldo e molle di un biscotto nel caffelatte, il sollievo confortante di un tana libera tutti, o la freschezza gentile del Vic Sinex sul petto in un pomeriggio di raffreddore passato sotto le coperte.
Sono fatta così, chissà, forse sono nata con l'orologio all'indietro e mi ritrovo adesso catapultata in uno stato di perenne sfasamento emotivo: mi piace la nebbia, mi piacciono i ricordi belli o tristi, i lecca-lecca tondi a righe e le istantanee Polaroid.
Non c'è niente da fare, ho l'animo vintage e mi rassegno all'evidenza. Questo post vuole essere solo il mio manifesto, il mio dolce al limone senza ricetta, scritto e sfornato per tutti quelli come me, capaci di commuoversi di fronte a un paiolo ammaccato, una nugatina croccante o l'eroica sopravvivenza di un cinema di periferia.

With vintage <3

Photos (Sun)Day & Very Inspiring Blogger

domenica 10 marzo 2013
Mushrooms

Find something you're passionate about and keep tremendously interested in it.
~ Julia Child

Ma oggi non è domenica? Sì? Bhe allora niente lasagne, niente ragù, niente risotto né polpettone. Vi regalo invece qualche foto che ho fatto qualche giorno fa, quando al mercato sono rimasta colpita da alcuni funghi ROSA di cui manco a dirlo mi sono innamorata all'istante, tanto che poi, simpatizzando altamente con il rivenditore, mi sono sentita in dovere morale di comperargli mezza bancarella. E mi sono divertita così, con queste foto e una spadellata di funghi misti con olio, aglio e prezzemolo. Certe volte credo che le ricette non-ricette siano le migliori al mondo, solo che non posso dirlo troppo forte, perché sennò checistoafareiocolmioblog?

Tornando al vero motivo di questo post, vi sarete forse accorti che io non partecipo mai a contest, catene, concorsi e iniziative social network. Un po' per pigrizia, un po' perché arriverei comunque in ritardo sulla data di scadenza, un po' perché faccio già abbastanza fatica a pubblicare un paio di post al mese per conto mio...
Questa volta però ho deciso di fare un'eccezione, dato che il sasso mi è stato lanciato da un amico conosciuto su questi schermi, a cui sono molto legata e a cui devo in parte l'aver ritrovato dentro di me riserve ancora vive di energia e interesse per il mondo della fotografia e del food. Marcello Mela e Cannella, ti ringrazio della nomination, come vedi ho ceduto anche io, e facendo finta che sia la notte degli Oscar infilo i tacchi e faccio qui di seguito il mio bel discorsetto.

Yellow Oyster Mushrooms

Il gioco si chiama Very Inspiring Blogger, è una specie di catena di Sant'Antonio (noooooooooooooo vi prego non scappate, non vi chiederò di fare assolutamente nulla, I promise), e funziona così:

1) copia e inserisci il premio in un post; (FATTO)
2) ringrazia la persona che te l’ha assegnato e crea un link al suo blog; (FATTO)
3) racconta 7 cose di te; (VEDI SOTTO)
4) nomina 15 blog a cui vuoi assegnare il premio e avvisali postando un commento nella loro bacheca. (VEDI SOTTO)

Brown Oyster Mushrooms

Se siete ancora in ascolto, ecco qui il punto TRE, ovvero le sette cose di me che magari ancora (per fortuna vostra) non sapete:

1) a 14 anni ho preso una cotta epocale per Michael Jackson, quello di Thriller, Billie Jean e Dirty Diana. E mi è rimasto che a tuttoggi, anno 2013 di Nostro Signore, lo trovo assolutamente irresistibile e quando nessuno mi vede provo ancora a imitare il suo moonwalk cantando Billie Jean a pieni polmoni;

2) lo scorso millennio mi sono laureata in epigrafia greca con una tesi sulla prossenia ad Argo. In parole povere studiavo vocaboli in greco antico tramandatici sui sassi e sulle pietre, e ho rilegato in pelle nera con caratteri d'argento il mio libro sugli emigrati emeriti dell'antichità provenienti dalla città di Argo;

3) ho un tatuaggio sull'avambraccio sinistro, un'iscrizione disegnata da un monaco tibetano che significa "compassione", intesa come empatia, comprensione e partecipazione alla sofferenza, una specie di promemoria costante a cui vorrei riuscire a ispirarmi. E poi ne ho altri due sulla schiena, o forse tre o quattro chi-lo-sa, ma qui non entro in dettaglio;

4) adoro adorissimo correre, e mi ritaglio così, a furia di kilometri, l'ennesimo spazio richiestomi dalla mia sanità mentale. In un passato neanche tanto lontano ho terminato 5 maratone, tre volte a New York, una a Honolulu e una a Boston, dove ho miracolosamente concluso con un personal record di 3.34.24;

5) tutte le mattine metto la cannella nel caffè e qualche volte la sbatto pure nel sugo al pomodoro, sisisì, proprio lui, ma anche e soprattutto quello delle polpette quando ancora le mangiavo (provare per credere);

6) all'università avevo un gatto senza coda. Si chiamava Charlie Scooter e ovviamente era il gatto più bello, più simpatico e più intelligente dell'universo;

7) non so guidare, non ho la tv e a volte mi piace proprio dire le parolacce. Porcapaletta è la mia preferita. Sbang!

Mushrooms

E per finire, ecco qui il punto QUATTRO, ovvero la lista di blog che sbircio più o meno regolarmente e da cui traggo ispirazione costante. Siano benedetti ora e per sempre. In ordine sparso:

1) What Katie Ate: unica, inimitabile, regina;
2) Call Me Cupcake: foto talmente belle che sto facendo un pensierino al suo libro anche se è in svedese;
3) Il Cavoletto di Bruxelles: sempre fantastica Sigrid, fa quello che vorremmo fare tutti, e lo fa meglio di tutti;
4) Mela e Cannella: ma si può ritirare il sasso al mittente?
5) Dessert for Breakfast: originaria della Bay Area, a lei va un punto di simpatia in più;
6) 101 Cookbooks: ricette vegetariane sempre ultra salutari, what's not to like?
7) Cannelle et Vanille: ovvero il mondo che vorrei, rosa e country quanto basta, pieno di fiori, stoffe e ciotoline dai colori pastello;
8) Foodografia: foto che spaccano, vorrei conoscere il suo segreto;
9) Pure Vegetarian: ovvero l'altro mondo che vorrei, luminoso, semplice e purissimo. E pure vegetariano, che non guasta mai;
10) La Tartine Gourmande: il mondo che vorrei n.3, da qualche mese anche in versione libro;
11) Souvlaki for the Soul: lo adoro già a partire dal titolo del blog, mi piace lo stile delle foto, vintage ma non troppo, e gli invidio molto la grecità (reminiscenze scolastiche, chevoletefarci?) e se proprio devo dirla tutta, pure la residenza a Sidney;
12) Tartelette: da pastry chef a foodblogger per hobby fino a food photographer per lavoro, e chi non la vorrebbe una carriera così?
13) Forty-Sixth at Grace: voglio le sue props, i suoi taglieri di legno e i suoi mestoli, voglio TUTTO;
14) Chasing Delicious: perché gli omarini in cucina, ammettiamolo, hanno sempre il loro fascino;
15) Cuoca Precaria: adoro come scrive, per me è un mito e un giorno glielo dissi. Mi piacerebbe che lo facesse più spesso, perché ogni suo post è una piccola perla di saggezza, ma credimi Laura, ti capisco e ti perdono!

Eccoci giunti alla fine di questo lunghissimio post, e a questo punto anche della mia domenica. Se siete ancora con me, sappiate che come tutte le regole, anche quelle del giochino di oggi sono fatte per essere infrante, e io per motivi logistici evito di mettere dei commenti di riferimento ai blog sopracitati. Questa catena continuerà ne sono certa, con me o senza di me.
Vi lascio in dono una ciotola di funghetti rosa.
Au revoir.

Pink Oyster Mushrooms

NY, I Love You

mercoledì 28 ottobre 2009
Gone Running

If This Town is Just an Apple, then Let Me Take a Bite...
(M. Jackson, Human Nature)


Mission NY.
Obiettivi:

• 26.2 miglia
• inseguire Aldo Rock
• pellegrinaggio alla Sullivan Street Bakery per stringere la mano a Jim Lahey
• caccia all'alternativa di Una Pizza Napoletana
• a zonzo sulla Fifth Avenue per sentirmi come Holly Golightly in Colazione da Tiffany's
• shopping alla Rizzoli Bookstore, nella speranza di incontrare anche io il mio Robert de Niro (ricordate questo?)
• passeggiata nel Parco, a Piedi Nudi o con le scarpe
• omaggio al famoso diner del set Jerry Seinfeld sulla 112ma
• ammirare il 59th Street Bridge di notte, seduta su una panchina, alla Woody Allen & Diane Keaton, senza pensare ai cinque ponti che mi aspettano al varco
• un Long Island Ice Tea, ma post maratona : )


- Chapter one.
"He was as tough and romantic as the city he loved. Behind his black-rimmed glasses was the coiled sexual power of a jungle cat".
- I love this.
"New York was his town and it always would be".

(W. Allen, Manhattan)

Confessions of a Bloghaolic

mercoledì 29 luglio 2009
Pomodori

Mi hanno diagnosticato una nuova malattia. E allora tanto vale che faccia outing: Yes, I blog.
Ecco a voi dieci sintomi (uno piu’, uno meno…) per capire se anche voi soffrite di blog-dipendenza.

• La vostra collezione di farine ha di gran lunga superato quella delle vostre scarpe;
• Se non e’ sale rosa dell’Himalaya, cominciate a storcere il naso;
• Sparse per le cartelle del vostro computer ci sono piu’ foto di biscotti, muffins e zuppe in bicchiere che immagini delle vostre vacanze;
• Mangiate abitualmente bistecca fredda e spaghetti riscaldati, perche’ e’ vietato consumare il soggetto della foto prima di averlo ritratto a dovere;
• Parlate quotidianamente di lieviti e marmellate con gente da tutto il mondo, che non avete mai conosciuto di persona e che tuttavia considerate amica per il solo fatto di condividere la stessa ricetta della pasta frolla;
• Ogni volta che mangiate al ristorante, provate un irresistibile desiderio di riprodurre le pietanze nella cucina di casa vostra e gli amici non riescono a fermarvi quando senza pudore chiedete al cameriere se per caso vi puo’ passare sottobanco la ricetta di quello splendido souffle’;
• Cucinate sempre anche per un ospite fantasma: la porzione in piu’ sara’ l’oggetto delle vostre manipolazioni fotografiche;
• La sveglia puo’ suonare indisturbata per piu’ di mezz’ora quando si tratta di andare al lavoro, ma non avete problemi ad alzarvi all’alba per rinfrescare il pane o – peggio ancora – per poter scattare gli avanzi della sera prima sfruttando le prime luci del mattino;
• Avete un tuffo al cuore quando al mercato trovate le noci verdi col mallo;
• Vi ritrovate spesso a fare cose strane, come parlare alle polpette, accarezzare i pomodori, supplicare il pan di spagna o ballare con la bottiglia di aceto balsamico;
• Per voi il mondo si divide in due: quelli che….la carbonara con la panna, e quelli che ….la fanno come Dio comanda;
• Curate i vostri fermenti con amore materno e la notte vi svegliate di frequente perche’ vi sembra di averli sentiti mentre si riproducono;
• Avete provato almeno una volta in vita vostra a fare il pane in casa e vi siete commossi quando avete sfornato la prima ciabatta;
• Vi addormentate leggendo l’ultimo numero di Donna Hay e tenete almeno cinque libri di ricette impilati sul comodino;
• Da mesi non spendete piu’ nulla per scarpe e borse, perche’ state ancora pagando le rate della Canon;
• Quando vi dicono che i pomodori di cui sopra (BIOLOGICI!) sono imperfetti e bitorzoluti, la prendete come un’offesa personale;
• Arrivate sfiniti alla fine del weekend, e tutto quello che avete fatto sono delle uova bollite.

Un saluto dalla mia cucina
Sara alias One Girl in The Kitchen