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Zuppa Speziata di Ceci e Verdure

lunedì 23 febbraio 2015
Moroccan Chickpea Soup

Sarebbe anche Quaresima.
Forse dovrei incitare al digiuno e raccontare di tutte le cose a cui io stessa potrei rinunciare in questo periodo. Ma poi ci penso bene, a me a dire il vero quaranta giorni non bastano, io rinuncio a questo e quello tutto l'anno, eppure non sono una santa, non mi sento a digiuno né mi costa troppa fatica. Anzi, ne sono felice e vorrei che fosse contagioso. Perciò se per caso vi prendesse una voglia irrefrenabile di dire addio, che ne so... alla mozzarella in carrozza, al pane&salame o alle lasagne della suocera, non solo adesso ma anche a settembre, a giugno o a Natale, scrivetemi pure. Sappiate comunque che faccio il tifo per voi.
Ora invece, per ripicca, faccio l'elenco delle cose a cui non posso resistere. Tantomeno in Quaresima.
Prendete nota, casomai.

Chickpeas and Fennel

Girare in bicicletta perdendosi dentro a un campo di girasoli, così fitti e luminosi che ti accecano la vista (ma anche i papaveri possono andare, non vado tanto per il sottile); scappare alla noia a bordo di una Cinquecento, rossa e invecchiata d'amore, facendo sosta solo per inseguire le farfalle o rubare i cocomeri; stare seduti da Vito a Bologna, angolo Via Paolo Fabbri, aspettando una caraffa di vino senza nome né gloria, che innaffi canzoni nostalgiche e ricordi un po' amari; correre per le strade della città in un freddo mattino di festa, scegliendo di fermarsi solo quando è il cuore a dire basta; cantare stonati lungo una strada costiera, quando le uniche cose che contano sono l'oceano davanti e l'anno che finisce e poi ricomincia di nuovo; andare in cerca del profumo di more e rosmarino sulle scogliere annoiate di un pomeriggio d'agosto; accamparsi nel bosco per una notte d'amore, tra il suono dell'erba e il respiro del vento; ubriacarsi di parole e di sogni, scordandosi di tutto il resto fino all'alba, senza paura di prendersi a prestito l'anima e il vestito; farsi trascinare in un vecchio, torrido cinema e riguardare Casablanca per la trentasettesima volta; sporcarsi le mani mangiando la focaccia, quella vera che più è unta più è giusta, calda e croccante tra i caruggi di Genova; brindare senza motivo davanti a una zuppa di ceci innocente, proprio come questa, profumata di cannella, di limone e di sole al tramonto, a casa mia seduti per terra. Per una volta cucino io, la musica a voi.

Ingredients

Zuppa Speziata di Verdure e Ceci*
per 6-8 persone

ceci secchi 500 gr
cipolle rosse, medie 2
aglio 3-4 spicchi
peperoncini jalapeño 1-2
zenzero fresco grattuggiato 2 cucchiai
concentrato di pomodoro 2 cucchiai
finocchio 1
bietole 1 mazzo abbondante
carote 2
rapa bianca 1
curcuma 1 cucchiaino
paprika dolce 1 cucchiaino
cannella 1 cucchiaino
cumino in polvere 1/2 cucchiaino
pepe di Cayenna, sale, pepe nero macinato q.b.
albicocche secche 10-12
limone sotto sale, piccolo 1
olio di oliva, acqua, coriandolo fresco q.b.


Ingredients

*Ricetta presa paro paro da questa chicca del New York Times, che ogni tanto mi infila delizie veg nella sua newsletter. Tenkiuverymuch.

Coprire i ceci con acqua fredda e lasciarli in ammollo per almeno 8 ore. Sciacquarli e tenerli da parte.
Armarsi di santa pazienza e iniziare a pelare, tagliuzzare, triturare, sminuzzare, schiacciare, grattuggiare, polverizzare tutto quello che vi trovate di fronte, more or less.
Scaldare dell'olio in una larga pentola, farvi soffriggere cipolle, aglio e peperoncini tritati, quindi aggiungere lo zenzero grattuggiato, sale, pepe, pepe di Cayenna e tutte le spezie, e cuocere mescolando per qualche minuto, fino a quando hanno rilasciato la loro fragranza. Unire il concentrato di pomodoro allungato con un poco di acqua e cuocere altri due minuti.
Tagliare a cubetti finocchio, carote e rapa bianca, e a pezzi un po' più grandi i gambi delle bietole, tenendo da parte le foglie. Unire al soffritto tutte le verdure così preparate e farle cuocere per circa dieci minuti.

Swiss Chard

A questo punto unire i ceci ammollati, coprire a filo di acqua e portare a bollore. Cuocere a fiamma media e con la pentola parzialmente coperta per circa un'ora o un'ora e mezza, fino a quando i ceci sono abbastanza teneri. All'occorrenza, mescolare e aggiungere altra acqua se si dovesse restringere troppo.
Unire le foglie di bietola tagliate in larghi pezzi, le albicocche secche tritate e il limone sotto sale fatto a cubetti, e continuare la cottura per altri cinque minuti, fino a quando le bietole sono tenere. Aggiustare di sale.
Servire con coriandolo fresco tritato oppure con le foglie di finocchio tenute da parte.
Mi raccomando, fidatevi del limone... sembra innocuo in un mare di spezie e profumi, ma il sapore sotto ai denti vi stupirà, se siete fortunati a incontrarlo.
w.v.<3

Spices

Urad Dal con Cocco e Lime

mercoledì 28 gennaio 2015
Urad Dal with Coconut and Lime

Now let us drink the stars
It's time to steal away
Let's go get lost
Right here in the U.S.A...

~ Red Hot Chili Pepper, Road Trippin'

Se un giorno per caso, un'estate ancora lontana, vi dovesse capitare di trovarvi parcheggiati sotto al cielo dello Utah, ad ascoltare i coyote e contemplare le stelle, dimenticate pure tutto quello che vi hanno insegnato sulle scatolette di tonno e di fagioli all'ombra di un falò.

Cooking Time

Lenticchie nere al cocco: ecco il vero pasto da cowboy (...and girl), lo spartiacque della moderna corsa verso l'occidente. Con quel pizzico di lime, peperoncino e zenzero, messo lì apposta per sognare.
Improvvisamente una notte d'estate. Sotto il cielo dello Utah.
Tanto lo so che lo volete fare anche voi.

Jalapeno and Green Onions


Urad Dal con Cocco e Lime*
per 4-5 persone

urad dal (lenticchie nere indiane) 250 gr
cipolla 1
aglio 3 spicchi
zenzero fresco 1 pezzetto lungo un dito
peperoncino verde 1
garam masala 1 cucchiaino
pomodori, medi 5
crema di cocco 160 gr
lime 1
semi di senape neri 1 cucchiaino
sale, olio, burro di cocco q.b.
scaglie di cocco, coriandolo fresco, rondelle di cipollotto, aglio essiccato, per servire q.b.


Urad Dal Ingredients

*La ricetta l'ho adattata e veganizzata da Plenty More, di Yotam Ottolenghi, un nome una garanzia. Need I say (plenty) more?

Mettere a bagno le lenticchie in una ciotola piena di acqua e lasciarle riposare almeno 8 ore. Scolarle, risciacquarle e tenerle da parte. Scaldare un po' di olio e di burro di cocco in una larga pentola, unire la cipolla tritata e soffriggere per 15 minuti, fino a quando risulta dorata. Unire gli spicchi di aglio tritati finemente, lo zenzero grattuggiato, il peperoncino tritato e il garam masala, e cuocere per 2 minuti circa. Aggiungere i pomodori privati dei semi e tagliati a cubetti, e cuocere per altri 5 minuti.

Ginger and Garlic

A questo punto unire il dal, un cucchiaino di sale e circa 1/2 litro di acqua. Abbassare la fiamma e far cuocere per 40 minuti, mescolando spesso e unendo altra acqua all'occorrenza. Cuocere fino a quando la salsa ha raggiunto la consistenza di una zuppa molto densa e il dal è cotto ma mantiene ancora la forma. Alla fine aggiungere la crema di cocco, il succo del lime e i semi di senape tostati.
Togliere dal fuoco e servire, accompagnando il dal con scaglie di cocco, coriandolo fresco tritato, aglio essiccato e rondelle di cipollotto, serviti ognuno in una ciotolina a parte, in modo che ciascuno li possa aggiungere a piacimento.
w.v.<3

Urad Dal with Coconut and Lime

Pesto di Zucchine Crude

mercoledì 2 luglio 2014
Pasta with Zucchini Pesto

Luglio, il leone,
riposa, bevi e il mondo attorno appare come in una visione...
~ Francesco Guccini, Canzone dei Dodici Mesi

Luglio è il mio mese preferito. Non solo perché, senza falsa modestia, un bel giorno decisi di nascerci io, ma soprattutto perché è l'estate per davvero, quella che appare ancora vera e lunga da finire. Per le strade, alla sera, si mastica un'indescrivibile euforia, condita dal sapore di una birra gelata e dal ristoro dolce di una fetta di cocomero; è luglio che ti culla nel vento su di un'isola semideserta circondata di blu, o sopra a un letto di margherite fra l'erba ancora verde, con un futuro senza fretta tutto da inventare.

Zucchini Pesto Ingredients

L'estate, ad agosto, è una forza dura, un'illusione breve che ti schiaccia; a luglio è ancora una carezza, calda e colma di speranza. E poi a luglio è tutto là davanti a te, ciliegie e fragole come un'eterna primavera; pesche, susine e gigli colorati con quel profumo intenso che sembra non poter svanire mai.

Basil and Mint Leaves


Pesto di Zucchine Crude
per 3 vasetti ca.

zucchine, al netto 500 gr
aglio 2-3 spicchi
anacardi 65 gr
mandorle 25 gr
basilico 1 mazzo abbondante
menta 4-5 foglie
limone 1
olio di oliva 4-5 cucchiai
sale, pepe q.b.


Raw Zucchini Pesto

Lavare e spuntare le zucchine, quindi tagliarle a cubetti. Sbucciare gli spicchi di aglio e pulire le foglie di basilico e di menta. Mettere nel mixer insieme agli anacardi, le mandorle e la scorza grattuggiata del limone. Unire sale e pepe e frullare, aggiungendo olio di oliva fino a quando si ottiene una crema fluida e omogenea. Aggiustare di sale. Invasare in barattoli di vetro, coprire con un filo di olio e conservare in frigo.
Si può usare come antipasto su dei crostini di pane, oppure per condire la pasta, a crudo.

P.S: per chi se lo dovesse chiedere, quella cosa che sembra formaggio sulla pasta ma formaggio non è, sarebbe un "parmigianovegano". Si fa mescolando due manciate di mandorle pelate con un cucchiaio di semi di sesamo tostati e un pizzico di sale. Si frulla tutto et voilà.
w.v.<3

Basil, Pesto and Garlic

Pesto di Barbabietole e Semi di Girasole

martedì 10 giugno 2014
Spaghetti with Beet Pesto

Quando non ho più blu, metto del rosso.
~ Pablo Picasso

Sono stata parecchio latitante nelle ultime settimane, e qualcosa mi dice che lo sarò ancora. Sono le cose della vita che si mettono in mezzo fra me e questo blog, vogliate scusarmi. Vorrei calciarle via, senza paura come Nino rigorista di fronte al portiere. Eppure loro tornano, pesanti e ingombranti anche più di prima.
Non è il tempo che mi manca, sono fortunata ad averne anche parecchio a disposizione per fare quello che mi va. Piuttosto, è la mente che si incastra dentro a certi labirinti che non so, e si riempie di cose e pensieri inutili ma apparentemente necessari, come un baule in cantina che non abbiamo mai il coraggio di svuotare.
Qualcuno, sicuramente più degno di me, lo chiamerebbe il blocco dello scrittore, ma mi pare troppo per una giovine foodblogger come me. Eppure questo è: se non trovo nulla di vagamente interessante da scrivere e da rileggere anche domani, non scrivo, il che tradotto nel mio linguaggio significa non posto.

Red Beet Pesto Ingredients

Nelle ultime settimane ho fatto e assaggiato per voi zuppe primaverili con carote arrostite, dukkah vagamente esotici, cous-cous alla cannella con mandorle e kumquat, perfino torte al cioccolato e tahini (no no, non dico palle, potete anche vedere i risultati del mio essere foodblogger, qui, basta scorrere un po' più in giù). Eppure è tutto rimasto là dove lo vedete, virtualmente in attesa di tempi migliori. Sono fatta così, se non trovo - un po' romanticamente - il nesso tra la foto, il piatto e la mia realtà un po' così... pasticciata, pace. Niente post, niente ricetta, niente blog.
Epperò, dato che ogni esperienza ha pur sempre una sua ragione d'essere, anche in mezzo agli attuali impedimenti una cosa l'ho felicemente scoperta: quando sento di aver esaurito il blu, basta metterci del rosso. Vale a dire che qualunque cosa esca dalla mia cucina con una tonalità anche solo vagamente rosa, o rossa, carminia, cremisi, fucsia, magenta o vermiglia, perfino viola o ruggine, ecco... bhe, suscita in me l'irresistibile tentazione di condividerla. Il rosso in tutte le sue gradazioni è di per sé l'ispirazione che si fa rincorrere.
Cercherò di ricordarmene la prossima volta che mi ritrovo ingrabugliata.
Per il momento, buon pesto rosa, vegano, dolce e perfino raw a tutti!

Red Beets


Pesto di Barbabietole
con Basilico e Semi di Girasole

per 2 vasetti medi

Red Beet Pesto Ingredients

barbabietole rosse, al netto 300 gr
semi di girasole 100 gr
basilico 1 mazzo
aglio 2-3 spicchi
limone (il succo) 1
olio di oliva 4 cucchiai
aceto balsamico 1 cucchiaio
sale, pepe q.b.


Red Beet Pesto

Grattuggiare le barbabietole crude, pulire il basilico e sbucciare gli spicchi d'aglio. Scaldare un padellino antiaderente e tostare circa metà dei semi di girasole. Tenerli da parte e lasciarli intiepidire.
Mettere tutti gli ingredienti nel mixer e frullare fino a quando si ottiene una crema omogenea. Aggiustare di sale e pepe e se necessario, aggiungere ancora un po' di olio. Conservare in frigo.
È ottimo per condire la pasta oppure spalmato sui crostini di pane. È capace di convertire anche chi non crede nelle barbabietole, meno che meno in quelle crude. Giuro.
w.v.<3

Basil

Quinoa con Spinaci Saltati al Limone e Zenzero

mercoledì 19 febbraio 2014
Quinoa with Spinach, Lemon and Ginger

La tua casa, essendo il luogo in cui tu leggi, può dirci qual è il posto che i libri hanno nella tua vita, se sono una difesa che tu metti avanti per tener lontano il mondo di fuori, un sogno in cui sprofondi come in una droga, oppure se sono dei ponti che getti verso il fuori, verso il mondo che t'interessa tanto da volerne moltiplicare e dilatare le dimensioni attraverso i libri. Per capire questo, il Lettore sa che la prima cosa da fare è visitare la cucina.
La cucina è la parte della casa che può dire più cose di te.
~ Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore



Sono entrata in una trappola. Ieri ho letto queste parole e, all'apice della vocazione bloghereccia dei miei (forse ultimi) giorni d'esilio, ho deciso di prenderle in prestito per dare inizio a un nuovo post.
Poi però ho avuto come la sensazione di trovarmi su un terreno a sdrucciolo, costretta da me stessa a continuare un discorso che non reggerebbe il confronto. Non ce la posso fare. Preferisco davvero lasciarle cadere così, queste frasi rubate, silenziose ma ingombranti, cariche e fitte come fiocchi di neve.
Del resto, cosa si potrebbe dedurre dalla mia cucina inesistente? Sarebbe una delusione. Forse tu, Lettore, potresti pensare che il mio blog è tutto un bluff (come del resto io stessa vado ripetendo a chiunque mi dia un po' di confidenza...), e che in realtà mi piace molto di più perdere tempo a litigare coi fantasmi, ammucchiare pezzi di legno e ascoltare la voce delle cose, specie quelle arrugginite e stanche, piuttosto che affilare coltelli e triturare le carote per il soffritto. Perché a dire il vero, a me non è mai piaciuto preparare il soffritto, con tutta quella cipolla da affettare tra lacrime senza senso, e quelle verdure da scubettare alla perfezione, pena il discredito perenne dal Gran Consiglio dei Soffriggenti.
Cosa si potrebbe postulare dalle mie ciotoline rigorosamente scompaiate, da quella fila di spezie senza remora che riescono a farsi strada a seconda degli umori del momento, dallo zucchero grezzo e dall'immancabile manciata di farina Manitoba, che non si sa mai? Posso anche aggiungere, per chi volesse indagare oltre, che posseggo mio malgrado un forno E.N.O.R.M.E., un buco nero e profondo a prova di Tacchino, quantomai sproporzionato e imbarazzante. Col tempo ho imparato ad andarci d'accordo e ho messo a frutto la sua stazza indisponente trasformandolo in ripostiglio; se tu, Lettore infedele, potessi guardarci dentro, vedresti una pila indistinta di teglie scure e rotte, accatastate l'una all'altra senza senso, di quelle teglie grezze e pesanti che ci si attacca tutto e che a cuocere biscotti non ce la fa neanche Martha Stewart.
Ho quindi un indispensabile tostapane, quasi nuovo ma finto vintage; tantissimi vasetti pieni di marmellata, di solito rossa e con le fragole, di quella semplice, con i pezzi ma senza pepe, aceto balsamico o altre diavolerie. Marmellata deliziosamente imbloggabile.
Una tagine che vorrei usare più spesso, quattro vasi di vetro, raggiungibili solo con una scala, colmi di stampini per ogni forma del creato, per biscotti natalizi al miele e cannella, per cannelés di Bordeaux e per ravioloni ripieni che non vedranno mai la luce. Pentole sospese al soffitto, mini cocotte in tutti i colori della primavera, e un'unica concessione futuristica a una vergognosa progressione di grattuge lunghe, sottili e affilatissime.
Ma non c'è spazio per due, nella mia cucina. Non c'è una sedia e nemmeno un tavolo, figurarsi! Non esiste dispensa né cassetto, e l'ordine imperfetto di pentolame, forchettame, attrezzume e caccavelle si regge su un equlibrio assai delicato, progettato con fatica e tutelato con orgoglio.
Cosa potresti dedurre, caro Lettore dallo sguardo impietoso, non saprei proprio dirlo. Ci ho pensato, tutta la sera e poi un'ora stamattina col caffè. Ma la mia cucina vera è uno spazio immaginario, "un sogno in cui sprofondo come in una droga", una difesa per allontanarmi dal mondo, chiedendo al mondo di venire con me.
E allora ecco qua, buona quinoa spinacina a tutti.

Quinoa, Spinach and Salt


Quinoa con Spinaci Saltati
al Limone e Zenzero

per 4-5 persone

Quinoa with Spinach, Lemon and Ginger

quinoa 250 gr
spinacini freschi due mazzi abbondanti
aglio 2 spicchi
limoni 2
zenzero fresco 1 pezzo
olio di oliva, sale, salsa di soia q.b.


Quinoa and Garlic

Pulire delicatamente gli spinacini e togliere i gambi piu grossi. Scaldare qualche cucchiaio di olio in una larga padella, soffriggere per due minuti gli spicchi d'aglio sbucciati e tagliati a metà, quindi unire gli spinacini puliti e farli appassire leggermente. Insaporire con la scorza dei limoni e lo zenzero grattuggiati.
A parte cuocere la quinoa in acqua salata, seguendo le indicazioni della confezione. Lasciarla gonfiare e riposare per qualche minuto.
Quando è pronta, unirla agli spinaci e far saltare per un minuto, mescolando e unendo a piacere salsa di soia o un pizzico di sale.
Servire tiepida.
w.v.<3

Big Bowl of Quinoa

Zuppa di Fagioli Neri

lunedì 28 ottobre 2013
Black Bean Soup

Era una sera di mezza estate, la scorsa estate, la cartolina di un viaggio in Costa Rica a metà fra esilio e vacanza.
Ricordo quel verde come un abbraccio orgoglioso in mezzo a strade impossibili, fra grovigli di sassi e pozzanghere, uno smeraldo vivo e lucente nutrito dalla pioggia benefica, puntuale ogni giorno alle sei.
Ricordo i ragazzi in bicicletta e le coppie abbracciate, strette sulla sella di motorini ammaccati, i loro corpi magri, abbronzati, impolverati d'amore e sorridenti.
C'era il caos nelle strade del centro, e una periferia svergognata dalla prepotenza dei fast food, sedotta dall'illusione di benessere proveniente dal nord. Sparsi dovunque a morderti il fegato distributori di Coca Cola e insegne dall'aria innocente, invadenti e meschini, quasi uno schiaffo alla povertà della gente.
Ricordo i villaggi lenti, silenziosi e assolati, quei puebli fatti solo di chiese posticce, scuole all'aperto e improbabili campi da calcio, un prato stretto e bagnato e due pali per porta.
C'era il Costa Rica che andava ai mondiali, la TV accesa nei bar, due Imperial ghiacciate e la felicità.
Ricordo la frutta matura, seducente e dolcissima, comprata agli angoli di strada insieme all'acqua purifica di un giovane cocco caduto.
Le notti più buie iniziavano presto in mezzo alla giungla, sulla collina più alta adagiata sopra a un letto di foglie.
Ricordo uomini e donne diversi, scampati alle nostre vertigini per inseguire un sogno senza comodità.
Ho conosciuto un tassista meccanico che non aveva le scarpe, un amico affrettato che chiamavano El Che. Mi diceva dove andate, perché, dove correte voi gente del nord? Siete solo dei poveri illusi, a credere di poter comperare la nostra realtà.
Abbiamo diviso uno jugo helado e questa zuppa piccante in un pomeriggio di solidarietà.
Pura vida.

Black Bean Soup


Zuppa di Fagioli Neri
per 4 persone

fagioli neri secchi 250 gr
cipolla bianca, grande 1
aglio 2 spicchi
carota 1
peperone rosso 1
pomodori 3
lime 1
dado vegetale 1
olio, sale, pepe, origano, pepe di cayenna, semi di cumino, grani di coriandolo e pepe della Giamaica q.b.
cilantro fresco, pomodori e cetriolo per servire q.b.

La sera prima mettere i fagioli a bagno per almeno 8 ore.
Tritare la cipolla e gli spicchi d'aglio, appassirli per qualche minuto in un po' di olio, quindi unire la carota e il peperone tagliati a cubetti. Mescolare e far cuocere per qualche minuto, unire i fagioli scolati e sciacquati, le spezie (se si usano in semi, polverizzarli prima), il dado, sale e pepe. Coprire di acqua, portare a bollore e cuocere a fiamma media per circa due ore.
Mezz'ora prima della fine, unire il succo e la scorza del lime, e i pomodori sbucciati (tuffandoli 30 secondi in acqua bollente) e tagliati a pezzi. Aggiustare di sale e pepe.
Frullare la zuppa solo per qualche secondo, in modo che sia cremosa ma restino visibili i pezzi.
Per servire, accompagnare con cubetti di pomodoro e cetriolo freschi, e a piacere cilantro tritato.
w.v.<3


Black Beans


Chana Masala

mercoledì 25 settembre 2013
Chana Masala

Sono ceci. Cotti.
Cotti e ripassati dentro a una salsa vagamente pomodorosa e piccantissimissima.
Epperò lasciatemelo dire, questi sono dei signori ceci, inimitabilmente goderecci, umili naviganti sopra a un mare rosso di spezie, lussurioso, profondo, e beatamente tempestoso.
Impreziositi da una lista di spezie lunga da qui a Porbandar, ecco che questi ceci mi diventano una realtà alternativa, un mondo misterioso e accogliente, un rifugio del cuore e del palato.
Il mio consiglio è: non fatevi intimidire. Ok, le polveri sono tante e forse difficili da scovare, forse vi faranno correre da un lato all'altro della città, forse vi faranno perdere la pazienza e magari pure mezza giornata; ma forse vi faranno anche esplorare angoli nascosti, scoprire la magia di nuovi colori traboccanti di vita, o capire la bellezza dissimulata dentro ai nostri enigmi.
Se siete nel dubbio, ma anche no, just do it. Compratele, tutte. Perché ne vale la pena. Perché a qualcuno piace caldo.
Just do it. E dite pure che vi ho mandato io.

Spices


Chana Masala
per 4-5 persone

ceci secchi 300 gr
cipolla 1 grande
pasta di aglio e zenzero 3-4 cucchiai
jalapeño fresco 1
semi di cumino 1 cucchiaio
coriandolo in polvere 1 cucchiaio
polvere di mango 1 cucchiaio
pepe di cayenna 1 cucchiaino
curcuma 1 cucchiaino
paprika 2 cucchiaini
cumino in polvere 2 cucchiaini
garam masala 1 cucchiaino
concentrato di pomodoro 2 cucchiai
limone 1
olio, sale, cilantro fresco q.b.

Mettere a bagno i ceci per circa 6-8 ore. Sciacquarli, coprirli di acqua e cuocere a fiamma media per circa 1 ora e 1/2 o 2, fino a quando sono teneri. Scolarli e tenere da parte una tazza della loro acqua di cottura.
Scaldare in una pentola 3 cucchiai di olio, farvi tostare i semi di cumino per qualche minuto, quindi unire la pasta di aglio e zenzero (se non la trovate, vanno bene anche 2 spicchi di aglio e un bel po' di zenzero tritati finissimi; se però avete la fortuna di avere un negozio di spezie e prodotti indiani vicino casa, o anche a 45 minuti di corsa da voi, vi consiglio l'alternativa), la cipolla e il peperoncino tritati e cuocere per circa 5 minuti. Aggiungere il resto delle spezie, poi l'acqua dei ceci tenuta da parte, il concentrato di pomodoro e far cuocere per qualche minuto ancora. Se necessario, aggiustare il sapore.
Unire i ceci, far cuocere per 10 minuti e alla fine aggiungere il succo del limone e una spolverata di cilantro fresco tritato.
A piacere, servire con del riso basmati. Ma anche no.
w.v.<3


Chana Masala


California Quinoa Salad

mercoledì 4 settembre 2013
California Quinoa Salad

Il paradosso.
L'America.
Così amata, idolatrata, così desiderata, idealizzata eppur così vituperata.
L'America imperialista, sola, prepotente, bigotta, militarista. Così contraddittoria, invadente, spiona, poliziotta, interventista.
L'America cafona, liberista, oppressiva, insensibile e razzista.
Capocciona, arrogante, capitalista; guerrafondaia, troppo armata e un po' fascista.

Dite quello che volete.
Ma c'è New York.
E c'è San Francisco.
E se ci metti piede, come a un amante traditore riesci a perdonarle tutto, e ad amarla nonostante.


Quinoa Salad Ingredients


California Quinoa Salad*
per 4-5 persone

quinoa 220 gr
acqua o brodo vegetale 400 gr
peperone rosso piccolo 1
cipolla rossa piccola 1/2
mango 1
edamame, al netto 1 bicchiere ca.
mandorle a lamelle 1 manciata
cranberries 1 manciata
lime 2
aceto balsamico 4 cucchiai
cilantro, cocco disidratato, sale, pepe q.b.


Edamame


Mettere l'acqua (o il brodo) e la quinoa in una pentola, portare a bollore e far cuocere a fuoco medio-basso per circa 15 o 20 minuti, finché tutto il liquido è stato assorbito.
Cuocere gli edamame per 4 minuti in acqua bollente, scolarli, sgranarli e tenerli da parte. Nel frattempo tritare finemente la cipolla e tagliare il peperone e il mango a dadini. Mescolare tutto alla quinoa, unendo il succo e la scorza grattuggiata dei lime, le mandorle, i cranberries (si possono sostituire con uvetta o ciliegie essiccate), l'aceto balsamico, sale, pepe, cilantro fresco tritato e una abbondante spolverata di cocco grattuggiato. Servire l'insalata fredda o a temperature ambiente.

*La ricetta l'ho messa insieme prendendo spunto da una cosa simile che ho adocchiato da Whole Foods. Ho guardato il colore, sbirciato la lista degli ingredienti et voilà, la mia serenata alla California.
w.v.<3


California Quinoa Salad


Pappa al Pomodoro con Melanzane Grigliate, Olive Nere (e Feta)

martedì 20 agosto 2013
Pappa al Pomodoro

ma è meglio poi un giorno solo da ricordare
che ricadere in una nuova realtà sempre identica...

~ Francesco Guccini, Scirocco

Era una sera tiepida di agosto, la città umida e deserta popolata solo da turisti innamorati, anziani troppo stanchi e gatti in cerca di padroni. Noi due seduti in riva al fiume a giocherellare con gli sguardi, aspettavamo il vento e qualcosa che cambiasse.
Mi avevi chiesto di tornare lì, in quel tavolo all'aperto dove ti guardai la prima volta, abbronzata e timida col tuo velo di rossetto. Soffocate da ricordi inutili e legittime paure, parole e frasi restavano sospese, immobili in quell'aria densa di silenzio che si era andata aggrumando fra di noi. Erano un lui e una lei di troppo, due vite già iniziate e una morale troppo grossa.
Era una sera tiepida di agosto, quella sera in cui ci lasciammo diventare grandi. A nostro modo ci amavamo ancora, ma ormai non ci amavamo più.


Pappa al Pomodoro*
con Melanzane, Olive Nere (e Feta)

per 4
pane toscano raffermo 200 gr
pomodori maturi 800 gr
aglio 4 spicchi
concentrato di pomodoro 2 cucchiai
melanzana, piccola 1
olive nere 1 manciata
feta sbriciolata 2-3 cucchiai
sale, pepe, olio evo, brodo vegetale, basilico q.b.

Baby Eggplants

Incidere i pomodori a croce e tuffarli per qualche minuto in acqua bollente. Pelarli e passarli al passaverdure. Soffriggere gli spicchi d’aglio sbucciati e leggermente schiacciati in un po’ di olio, unire qualche foglia di basilico, poi il pane tagliato a cubetti. Far rosolare per circa 10 minuti finché il pane assume un bel colore ambrato. Unire la passata di pomodoro, il concentrato (facoltativo), sale, pepe e mescolare bene. Coprire con il brodo e far cuocere a fuoco medio-basso per circa 30 minuti finché il pane è ridotto in poltiglia.
Nel frattempo tagliare la melanzana a fette, grigliarle su entrambi i lati e tagliarle a cubetti. Snocciolare e tritare grossolanamente le olive. Servire la pappa al pomodoro, guarnendo ciascun piatto con cubetti di melanzana grigliata, una manciata di olive tritate e una spolverata di feta sbriciolata.
Va da sé che la feta non è approvata dalla vegan police. Epperò basterà eliminarla, et voilà, w.v.<3 il pranzo è servito.

*Piccolo spazio autocelebrativo: la qui presente ricetta è stata pubblicata questo mese sul Corriere della Sera nella rubrica Racconti di Cucina, insieme ad altre tre mie ricette aventi il pomdoro come protagonista.
Se siete curiosi, qui potrete trovare il link all'archivio del quotidiano e leggere l'articolo principale della pagina. E a questo proposito, manco fosse la notte degli Oscar, voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno dimostrato enorme affetto e mi hanno postato e ripostato la foto della pagina sulla mia bacheca di facebook. Tenkiu!