Home Chi sono Tutte le ricette. Più o meno in ordine Fonti di ispirazione Vuoi scrivermi? English Version
Visualizzazione post con etichetta Sughi e Salse Salate. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sughi e Salse Salate. Mostra tutti i post

Pesto di Zucchine Crude

mercoledì 2 luglio 2014
Pasta with Zucchini Pesto

Luglio, il leone,
riposa, bevi e il mondo attorno appare come in una visione...
~ Francesco Guccini, Canzone dei Dodici Mesi

Luglio è il mio mese preferito. Non solo perché, senza falsa modestia, un bel giorno decisi di nascerci io, ma soprattutto perché è l'estate per davvero, quella che appare ancora vera e lunga da finire. Per le strade, alla sera, si mastica un'indescrivibile euforia, condita dal sapore di una birra gelata e dal ristoro dolce di una fetta di cocomero; è luglio che ti culla nel vento su di un'isola semideserta circondata di blu, o sopra a un letto di margherite fra l'erba ancora verde, con un futuro senza fretta tutto da inventare.

Zucchini Pesto Ingredients

L'estate, ad agosto, è una forza dura, un'illusione breve che ti schiaccia; a luglio è ancora una carezza, calda e colma di speranza. E poi a luglio è tutto là davanti a te, ciliegie e fragole come un'eterna primavera; pesche, susine e gigli colorati con quel profumo intenso che sembra non poter svanire mai.

Basil and Mint Leaves


Pesto di Zucchine Crude
per 3 vasetti ca.

zucchine, al netto 500 gr
aglio 2-3 spicchi
anacardi 65 gr
mandorle 25 gr
basilico 1 mazzo abbondante
menta 4-5 foglie
limone 1
olio di oliva 4-5 cucchiai
sale, pepe q.b.


Raw Zucchini Pesto

Lavare e spuntare le zucchine, quindi tagliarle a cubetti. Sbucciare gli spicchi di aglio e pulire le foglie di basilico e di menta. Mettere nel mixer insieme agli anacardi, le mandorle e la scorza grattuggiata del limone. Unire sale e pepe e frullare, aggiungendo olio di oliva fino a quando si ottiene una crema fluida e omogenea. Aggiustare di sale. Invasare in barattoli di vetro, coprire con un filo di olio e conservare in frigo.
Si può usare come antipasto su dei crostini di pane, oppure per condire la pasta, a crudo.

P.S: per chi se lo dovesse chiedere, quella cosa che sembra formaggio sulla pasta ma formaggio non è, sarebbe un "parmigianovegano". Si fa mescolando due manciate di mandorle pelate con un cucchiaio di semi di sesamo tostati e un pizzico di sale. Si frulla tutto et voilà.
w.v.<3

Basil, Pesto and Garlic

Pesto di Barbabietole e Semi di Girasole

martedì 10 giugno 2014
Spaghetti with Beet Pesto

Quando non ho più blu, metto del rosso.
~ Pablo Picasso

Sono stata parecchio latitante nelle ultime settimane, e qualcosa mi dice che lo sarò ancora. Sono le cose della vita che si mettono in mezzo fra me e questo blog, vogliate scusarmi. Vorrei calciarle via, senza paura come Nino rigorista di fronte al portiere. Eppure loro tornano, pesanti e ingombranti anche più di prima.
Non è il tempo che mi manca, sono fortunata ad averne anche parecchio a disposizione per fare quello che mi va. Piuttosto, è la mente che si incastra dentro a certi labirinti che non so, e si riempie di cose e pensieri inutili ma apparentemente necessari, come un baule in cantina che non abbiamo mai il coraggio di svuotare.
Qualcuno, sicuramente più degno di me, lo chiamerebbe il blocco dello scrittore, ma mi pare troppo per una giovine foodblogger come me. Eppure questo è: se non trovo nulla di vagamente interessante da scrivere e da rileggere anche domani, non scrivo, il che tradotto nel mio linguaggio significa non posto.

Red Beet Pesto Ingredients

Nelle ultime settimane ho fatto e assaggiato per voi zuppe primaverili con carote arrostite, dukkah vagamente esotici, cous-cous alla cannella con mandorle e kumquat, perfino torte al cioccolato e tahini (no no, non dico palle, potete anche vedere i risultati del mio essere foodblogger, qui, basta scorrere un po' più in giù). Eppure è tutto rimasto là dove lo vedete, virtualmente in attesa di tempi migliori. Sono fatta così, se non trovo - un po' romanticamente - il nesso tra la foto, il piatto e la mia realtà un po' così... pasticciata, pace. Niente post, niente ricetta, niente blog.
Epperò, dato che ogni esperienza ha pur sempre una sua ragione d'essere, anche in mezzo agli attuali impedimenti una cosa l'ho felicemente scoperta: quando sento di aver esaurito il blu, basta metterci del rosso. Vale a dire che qualunque cosa esca dalla mia cucina con una tonalità anche solo vagamente rosa, o rossa, carminia, cremisi, fucsia, magenta o vermiglia, perfino viola o ruggine, ecco... bhe, suscita in me l'irresistibile tentazione di condividerla. Il rosso in tutte le sue gradazioni è di per sé l'ispirazione che si fa rincorrere.
Cercherò di ricordarmene la prossima volta che mi ritrovo ingrabugliata.
Per il momento, buon pesto rosa, vegano, dolce e perfino raw a tutti!

Red Beets


Pesto di Barbabietole
con Basilico e Semi di Girasole

per 2 vasetti medi

Red Beet Pesto Ingredients

barbabietole rosse, al netto 300 gr
semi di girasole 100 gr
basilico 1 mazzo
aglio 2-3 spicchi
limone (il succo) 1
olio di oliva 4 cucchiai
aceto balsamico 1 cucchiaio
sale, pepe q.b.


Red Beet Pesto

Grattuggiare le barbabietole crude, pulire il basilico e sbucciare gli spicchi d'aglio. Scaldare un padellino antiaderente e tostare circa metà dei semi di girasole. Tenerli da parte e lasciarli intiepidire.
Mettere tutti gli ingredienti nel mixer e frullare fino a quando si ottiene una crema omogenea. Aggiustare di sale e pepe e se necessario, aggiungere ancora un po' di olio. Conservare in frigo.
È ottimo per condire la pasta oppure spalmato sui crostini di pane. È capace di convertire anche chi non crede nelle barbabietole, meno che meno in quelle crude. Giuro.
w.v.<3

Basil

Pesto di Pistacchi con Aglio Arrostito al Forno

giovedì 13 giugno 2013
Pesto di Pistacchi

Give me songs
to sing
and emerald dreams
to dream
and I'll give you love
unfolding.

~ Jim Morrison

Certo che dopo un'introduzione così, alla Jim Morrison, a me resta ben poco da dire.
Potrei forse parlarvi del profumo del basilico, universale indizio d'estate, potrei srotolarvi il filo dei miei pensieri e spiegare come è che si sia annodato ai pistacchi; potrei dilungarmi sulla ritrovata gentilezza dell'aglio arrostito, prova inconfutabile dell'innata bontà dell'universo, oppure ancora potrei scrivere un mezzo trattato sul colore verde e sul pesto vegan.
O magari potrei cogliere l'invito di Jim e partire per la mia tangente, parlandovi dei sogni smeraldati, del senso della vita prima e dopo il pesto, dei film in bianco e nero, dei finali a sorpresa o delle canzoni di fine primavera.
E invece don't panic, non ci sarà niente di tutto ciò. Oggi preferisco (quasi) tacere e affidare invece il mio post alle parole di Jim, alle mie foto e al colore verde di questo pesto, augurandovi un weekend un po' rock e un po' roll.
Io dal canto mio esco a fare due passi e vado fino in Costarica, a ritrovare il mio verde e l'energia perduta per strada.
Che il pesto sia con voi fino al mio ritorno. Se torno.
Besos.

Roasted Garlic, Basil and Pistachios


Pesto di Pistacchi
con Aglio al Forno

per 2 vasetti
pistacchi 75 gr
anacardi 25 gr
aglio 6 spicchi
limone 1/2
basilico 1 mazzo abbondante
olio extra vergine 70 gr
sale, pepe q.b.


Basil and Pistachios

Per prima cosa arrostire gli spicchi d'aglio: metterli in una teglia ancora con la buccia, condirli con un cucchiaio di olio, sale e pepe e infornarli a 180 per circa 40 minuti, finché si sono ammorbiditi. (Ora, ammetto che la suddetta operazione pare eccessiva per sei miseri spicchi d'aglio, quindi vi suggerisco due alternative: o raddoppiate, ma che dico?, triplicate le dosi del pesto, oppure, come nel mio caso, arrostite spicchi d'aglio a volontà, perché giuro che sono buonissimi, spalmati sul pane una vera goduria, e se non ne fate in abbondanza ve ne pentirete, siate avvertiti...).
Mettere nel mixer (o nel mortaio per i tradizionalisti) i pistacchi, gli anacardi e gli spicchi d'aglio cotti e sbucciati. Frullare fino a quando si ottiene una granella piuttosto fine. Aggiungere abbondanti foglie di basilico, succo di limone, sale e pepe e frullare ancora. Alla fine unire l'olio poco per volta finché si ottiene un pesto cremoso e abbastanza fluido. Invasare, coprire con dell'altro olio e conservare in frigo.
A chi mi chiede ma il parmigiano?, mi sento di dire che il parmigiano nel pesto è una solo una fantasticheria moderna, si può fare benissimo senza; e in ogni caso, a scanso di equivoci, ho aggiunto se notate una manciata di anacardi, che daranno al vostro pesto quel giusto tocco di parmigianosità cremosità.
Yes you can do it, too.
w.v.<3


Pesto di Pistacchi


Harissa Homemade

sabato 1 giugno 2013
Harissa

Regalami un po' del tuo tempo, uno sguardo all'orizzonte e un ricordo. Ogni giorno e per sempre.
Io ti offrirò un sorriso, un po' di luce sulle mie ombre e qualcosa di rosso. Ogni giorno e per sempre.

~ Anonimo

Vorrei essere capace di descrivere i colori a un cieco, saper parlare del bianco, dell'argento e del blu, o del verde, il nero e il giallo, farli vivere anche senza luce e conficcarli per sempre sotto la pelle e dentro agli occhi; vorrei riuscire ad afferrare il loro segreto, capirne il mistero e l'enigma e poi regalare la risposta a chi non la sa.
E allora mi chiedo, di che colore sarà, il colore rosso? Caldo e forte come una scossa improvvisa che ti attraversa lo stomaco, è il colore del peccato, di una mela proibita, e di quei capelli arruffati da ragazza quasi perbene. Brucia, a volte, come una passione malata, una croce e del sangue versato sui marciapiedi impazziti. È esuberante come la porpora e morbido come il velluto, positivo come un nuovo inizio e un orizzonte pieno di speranza. È il colore del lunedì, sicuro, dritto e un po' rampante.
Ma rossi sono anche i mattoni e le crepe delle case in collina, nella cornice sbiadita della mia memoria, i pomodori d'estate sotto il sole, un letto di papaveri che ti ci vuoi tuffare, il profumo della terra e le mani sporche di semplicità.
Il rosso per me è l'unico vino, denso di frutta e inebriante d'amore e di serenità. Rossa la verità, quel sentimento che urla e che soffoca, ma a volte inatteso restituisce la vita.
Rosse e lucide sono le scarpe che avrei sempre voluto portare, un filo di trucco che ti ha fatto un giorno innamorare, e alla fine quel fiore che non abbiamo più avuto il coraggio di scambiare.
Vorrei essere capace, riuscire a spiegare tutto il rosso che mi porto dentro e non sai. Vorrei.


Red Chili Peppers

Harissa Homemade*
per 2 vasetti

peperoni rossi, medi 3
semi di cumino 1/2 cucchiaino
semi di carvi (cumino tedesco) 1/2 cucchiaino
semi di coriandolo 1/2 cucchiaino
cipolle rosse, piccole 2
aglio 6 spicchi
peperoncini rossi piccanti 4
olio extra vergine 1 cucchiaio
concentrato di pomodoro 1 cucchiaio colmo
succo di limone 4 cucchiai
sale 1/2 cucchiaino


Spices


*Questa arriva sempre da lui, Plenty, così pieno di rosso, giallo, verde, così ricco di ricette veg, ma non troppo. Avanti, ditelo che già vi piace.

L'harissa è una salsa speziata e piccante tipica di alcuni paesi del Nord-Africa (Tunisia, Algeria, Libia, Marocco), si usa per accompagnare le verdure grigliate, la carne (noooooooooooooooooooooooooooooooo!!), o piatti a base di riso o couscous. Ma a casa mia si mangia anche a cucchiaiate col pane...
Sbucciare i peperoni facendoli arrostire a vivo sulla fiamma del gas, chiuderli per qualche minuto in un sacchetto di carta, quindi eliminare la pelle ed i semi. Tagliarli a pezzi e tenerli da parte.
Tostare in una padella calda i semi di cumino, carvi e coriandolo, quindi tritarli nel mixer fino a ridurli in polvere.
Tritare grossolanamente aglio e cipolla, e farli soffriggere per qualche minuto in una padella con un cucchiaio di olio. Unire i peperoncini puliti, privati dei semi e tagliati a pezzi. Cuocere a fuoco medio per circa 8-10 minuti fino a quando assumono un colore ambrato. Far leggermente intiepidire, quindi frullare il composto insieme a peperoni arrostiti, spezie in polvere, concentrato di pomodoro, succo di limone e sale, finché si ottiene una crema omogenea e priva di grumi.
Si conserva in frigo per qualche settimana e si usa per amore.
w.v.<3

Harissa Spoons

Ragù Veg

martedì 21 maggio 2013
Mezzi Rigatoni al Ragù Vegetariano

Sono trascorsi mesi e anni (gulp!), e decine di post, ricette, marmellate, focacce, invasamenti, pizze e torte da quel giorno in cui ho fatto per l'ultima volta il più classico dei ragù; e pure da quando ho commesso quest altro peccato a scopo blog di cui adesso mi rifiuto di parlare.
Lo so che questa impropria, eretica new entry e vegan, più di qualcuno si rifiuterà di chiamarla ragù, ma io che colpa ne ho? Non sono proprio fatta per le polemiche oscurantiste; nel mio curriculum, lo confesso, vanto anche io un passato da integralista culinaria, il quale però mi procurava non poche fitte alla testa in questa terra a stelle e strisce dominata dagli orrori (o genialate) del fusion. Così oggi, della filosofia restrittiva dei tempi andati, quando ancora credevo unicamente nella bufala, nel San Daniele e nei pachino, ho deciso di conservare soltanto l'etica (semi)fondamentalista della pizza, in virtù della quale l'accoppiata ananasprosciuttocotto (altrimenti nota come pizza hawaiana) mi procura a tuttoggi l'orticaria intestinale.
Sto divagando, come sempre, ma questo in fondo è uno dei sottili piaceri di un blog autogestito...
Ragù, dicevamo. In questi giorni ho appreso che la parola deriva dal francese ragoûter, vale a dire "stuzzicare l'appetito". Quindi, tecnicamente, anche quello che sottopongo adesso alle vostre sacrosante critiche, è un ragù con tutti i crismi. Perché stuzzica davvero, col suo profumo espanso e il colore rosso rubino che ti si appiccica al mestolo.
E io lo chiamo ragù perché va fatto senza fretta alla domenica mattina, o nella pace di un pomeriggio intero a disposizione; e perché contiene in sé la stessa idea densa e rassicurante di quando a sei anni tornavi a casa dopo scuola e sapevi di trovare la tavola apparecchiata, e per pranzo dieci a uno c'era pasta al sugo.
Fa lo stesso se la carne stavolta mi è scappata; e pazienza se non riesco ad accontentare i fondamentalisti culinari, vorrà dire che non li invito a pranzo, tanto a tavola seduti per terra non credo ci starebbero volentieri. Oppure, per rimediare, lo chiamerò ragù dei poveri, o meglio ancora poor girl ragù, per far sfoggio di inglese e per farvi anche un po' di compassione.
Ma pigliatevi un panino, mangiatelo caldo a scarpettate, e poi ditemi per caso se non ne valeva la pena.

Today Pasta

Ragù Veg*
per 6 persone

cipolla 1
carote 2
sedano 1 gambo
olive verdi 50 gr
uvetta 120 gr
capperi sotto sale 25 gr
doppio concentrato di pomodoro 2 tubetti
vino rosso 1/2 bicchiere
prezzemolo e basilico freschi 1 mazzo ciascuno
olio, sale, pepe, peperoncino, acqua q.b.


Mezzi Rigatoni al Ragù Vegetariano

*La ricetta l'ho ripescata dalla famosa cartella Forum Cucina Italiana, ma non ho salvato l'autore, me ne scuso. Se qualcuno per caso sa chi sia, dica pure. Tenkiu for your understanding.

Tritare finemente la cipolla, e farla rosolare per qualche minuto in un po' di olio. Aggiungere le carote e il sedano tagliati a cubetti e cuocere per circa 10 minuti.
Nel frattempo tritare (anche nel robot da cucina, anzi, meglio se nel robot da cucina) olive, uvetta e capperi sciacquati dal sale. Unirli al misto di verdure insieme ad abbondante prezzemolo e basilico tritati, peperoncino a piacere, sale (poco) e pepe. Mescolare, cuocere per qualche minuto, quindi aggiungere il concentrato di pomodoro diluito nel vino rosso con l'aggiunta di un po' di acqua. Cuocere il ragù a fiamma medio-bassa per circa due ore, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo dell'acqua se si restringe troppo.
Usarlo come al solito, nel classico panino al ragù ancora caldo, oppure per condire il formato di pasta che più vi aggrada: rigatoni, penne, mezzi rigatoni, mezze penne, lisce o rigate, maccheroni, spaghetti, conchiglie o fettuccine, viva la pasta, viva il ragù, quello veg ancora di più!
w.v.<3


Vino


Pesto di Basilico e Anacardi

venerdì 29 luglio 2011
Pesto di Basilico e Anacardi

Non solo pinoli. Non sempre spaghetti.
Lunga vita al Pesto.

Pesto di Basilico e Anacardi
per un vasetto medio

basilico un bel po'
(ma insomma, come si fa a dire? tanto, tantissimo basilico profumato, direi un bel mazzo grande così)
anacardi 30 gr
aglio 1-2 spicchi
parmigiano grattuggiato 20 gr
olio di oliva 125 ml circa
succo di limone qualche goccia
sale, pepe q.b.


Come sempre, con il pesto fate un po' come volete: mortaio, oilo di gomito e summa cum laude; oppure mixer, tasto on e chisièvistosièvisto. Tanto: io non vi ho detto nulla, ma soprattutto, ditemi voi chi se ne accorgerà.
Quindi, ricapitolando, buttate tutto nel contenitore di vostra scelta e pestate in allegria.

Pesto di Cavolo (Russo?)

lunedì 28 marzo 2011
Pesto di Cavolo (Russo?)

ECCHECAVOLO!! E che cavolo?? Russo. Russian. Kale.
Ho come il sospetto che sarete costretti a prendere questo post sulla fiducia, dato che io questa cosa qui, con le foglie arricciate e i gambi viola, dal gusto dolce e dal profumo non-cavoleggiante, non l'avevo mai vista in Italia. Ma sia chiaro, se qualcuno di voi per caso sa di cosa sto parlando, e magari ha pure la zia che lo coltiva tutti gli anni nell'orto dietro casa, bhe, cosa aspetti? Fatti sotto e levami dall'imbarazzo.
Io l'ho scoperto dopo solamente un decennio che vivo qui, ma del resto l'ho sempre saputo di essere all'avanguardia. Pare che il Russian kale sia stato introdotto in America nel XIX secolo da commercianti russi, da cui prende appunto il nome. Se i suddetti commercianti ne abbiano per caso dimenticato qualche pianta anche lungo le coste dell'Adriatico, purtroppo non è dato di sapere.
Quanto a me, quando qualche giorno fa mi sono decisa a usarlo per la prima volta, è sbocciato l'amore. Russian Kale, now and forever. Il cavolo russo è la mia nuova obsession, insieme ai pomelo, ai limoni dolci e all'iPad2 ai datteri medjool. Prometto che d'ora in avanti non me lo farò più scappare.


Pesto di Cavolo (Russo?)
per un vasetto

cavolo 100-130 gr. circa
aglio 2 spicchi
anacardi 40 gr. circa
succo di limone 3 cucchiaini
scorza grattuggiata di 1/2 limone
olio extra vergine 250 ml. circa
parmigiano grattuggiato 30 gr. circa
sale, pepe q.b.


Tostare gli anacardi nel forno per una decina di minuti. Sbucciare gli spicchi di aglio e tagliarli a metà. Lavare le foglie del cavolo, eliminare le estremità più dure e tagliarle a pezzi. Radunare tutti gli ingredienti nel mortaio mixer e frullare a più non posso.

Pesto di Fave

martedì 11 maggio 2010
Crostini Con Pesto di Fave

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

(C.V. Catullo, Carmen LXXXV)

Dedicato alla fava.

Fava ti amo perche':
1) Sei fugace ed effimera. Disponibile solo per poche settimane all'anno, sei un frutto prezioso, una vera prelibatezza. Quando arrivi e' subito festa;
2) Protetta addirittura da due involucri pregiati, sei intrigante e misteriosa. Giustamente ti celi al mondo esterno, concedendoti solo a chi ti prende davvero sul serio;
3) Hai un colore verde pastello che mette subito allegria;
4) Sei una fanciulla spontanea e genuina, con tutto il sapore delle cose antiche;
5) Sei proprio una bonta'.

Fava ti odio perche':
1) Sei confusa e incostante. Non si capisce mai quando stai per arrivare, e non si fa in tempo a cercare una ricetta che tu sei gia' sparita dalla circolazione;
2) Protetta addirittura da due bucce pelose, sei presuntuosa e menzognera. Te la tiri senza motivo, concedendomi - da due saccocce piene - un solo patetico vasetto di pesto;
3) Hai un colore verde pisello che mette un po' paura;
4) Sei solo una misera fava, e mi fai fare tutto 'sto lavoro?
5) A malincuore, ti devo dare sempre ragione: sei proprio una bonta'.

Non avrei mai pensato di poter arrivare a dedicare i meravigliosi versi di cui sopra a una creatura verde. Chiamasi delirio di una food-blogger. Non fateci caso, passera' in fretta, proprio come la brevissima stagione delle fave.

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

(C.V. Catullo, Carmen LXXXV)


Pesto di Fave

fave, al netto 150 gr. circa
aglio 1 spicchio piccolo
pecorino grattuggiato 2-3 cucchiai
succo di limone 1 cucchiaio
olio 3 cucchiai
menta fresca 6-8 foglie
sale, pepe q.b.


NOTA: Per ottenere 150 gr di fave al netto, credo di essere partita da un kilo e mezzo di fave fresche o giu' di li' (adesso capite il delirio?).

Sgranare le fave, scottarle due minuti in acqua bollente, quindi tuffarle in acqua fredda e togliere la pellicina che le ricopre.
A questo punto, se si amano le fave, prendere tutti gli ingredienti e pestarli con amore al mortaio. Se invece si e' piu' tendenti all'odio, prendere tutti gli ingredienti e schiaffarli nel mixer per due minuti, come ho fatto io.
Spalmare il pesto su dei crostini di pane, oppure usarlo per condire la pasta.

Cara fava, ci rivediamo il prossimo anno. Io per me, ho gia' dato.

Pesto di Noci e Peperoni Rossi

mercoledì 10 marzo 2010
Pesto di Noci e Peperoni Rossi

Ovvero, variazione sul tema. Ammetto che in questo ritorno al pieno inverno un pesto di peperoni potra' sembrare eretico, ma qui siamo in California, remember?


Pesto di Noci e Peperoni Rossi

peperoni rossi circa 300 gr, al netto
noci circa 100 gr
aglio 1-2 spicchi
aceto di mele 1 cucchiaio
succo di limone 1 cucchiaio
miele 1 cucchiaino
sale, pepe, pepe di cayenna, cumino q.b.


Arrostire sulla fiamma i peperoni, pelarli, privarli dei semi e dei filamenti interni e tagliarli in grossi pezzi. Tostare leggermente le noci e frullarle con gli spicchi di aglio sbucciati, finche' si riducono a crema, ma non sono ancora oleose. Aggiungere i peperoni a pezzi alle noci, e continuare a frullare aggiungendo aceto, succo di limone, una punta di cumino, miele, sale, pepe e pepe di cayenna.
Usarlo per condire una pasta un po' insolita o piu' semplicemente spalmarlo su dei crostini di pane.

C'era Una Volta il Ragù

lunedì 18 gennaio 2010
Ragu alla Bolognese

De Gustibus Est Disputandum.
(Anonimo)

Dopo La Rivincita delle Polpette, arriva in tutte le sale l'attesissimo sequel, C'era Una Volta il Ragu', liberamente tratto dalle avventure del Ragu' Alla Bolognese in terra americana.
Prodotto e diretto da One Girl in The Kitchen, con Carne Tritata (nel ruolo di Ingrediente Principale), Miss Pancetta, Dadolata di Verdure, Concentrato di Pomodoro.

Il film narra la storia di Ragu', che, in cerca di fortuna, sbarca nel Nuovo Mondo insieme alle sue tagliatelle all'inizio del secolo scorso. Denso, aromatico e saporitissimo, Ragu' conquista ben presto il cuore e il palato della popolazione locale, grazie anche all'ingegno e all'istinto di sopravvivenza della prima generazione di immigrati.
Non passa molto tempo che la fama di Ragu' cresce a dismisura: da Mulberry Sreet a Beverly Hills, da Long Island a North Beach, tutti impazziscono per il sugo di carne in cima agli spaghetti. E Ragu', col nome d'arte di Meat Sauce o Bolognese Sauce, viene ben presto nominato Ambasciatore della Cucina Italiana nel Mondo, insieme ai suoi compagni di viaggio Pizza, Lasagne e Parmigiana di Melanzane.
Non passa giorno senza che i quattro amici, sotto le false vesti di pietanze tradizionali, non compaiano sul menu di un qualche nuovo ristorante "italiano", mascherando l'assenza di sapore con dosi abbondanti di aglio, panna, spezie di ogni forma e colore e formaggi-sottiletta Made in Chile.
E come gli altri tre, anche Ragu', ormai stanco di farsi cuocere per ore e dimentico della qualita' degli ingredienti, si trasforma presto in una pallida versione di se'. Ben poco rimane di quel ragazzo genuino e saporito approdato parecchi anni prima sulle coste dell'Atlantico. In corsa contro il tempo, Ragu' e' spesso costretto a fare i conti con una cospirazione di carote e cipolle a pezzettoni, alleatesi a tradimento con un esercito di aglio militante, una flotta di pomodoro in bottiglia e una confraternita di spezie a piacimento (tra cui origano, prezzemolo, aglio in polvere, Italian Seasoning, paprika e pepe di cayenna, mentre dei chiodi di garofano nemmeno l'ombra). Ci sono perfino giorni in cui Ragu', allo stremo delle forze, viene preparato e messo sulle lasagne in poco piu' di un'ora (compresa l'infornata delle lasagne stesse). Questo e' davvero troppo. Ragu', esausto e deluso, getta la spugna e si allontana nell'ombra.
Il film si chiude con un omaggio al protagonista, in onda live da una piccolissima cucina di San Francisco.

In un'intervista inedita la regista e produttrice del film, One Girl In The Kitchen, dichiara: "Non pretendo assolutamente che questa produzione indipendente sia l'originale, quale custodita nello statuto dell'Accademia della Cucina Italiana e della Confraternita del Tortellino. Tuttavia, considerati i mezzi a disposizione e la difficolta' a reperire le risorse, mi posso ritenere piu' che soddisfatta del risultato raggiunto. A tutti quelli che desiderano fare il Ragu', consiglio di programmare l'operazione con un certo anticipo: prendetevi l'intero pomeriggio, tritate accuratamente le verdure, e soprattutto lasciatelo cuocere dolcemente tutto il tempo necessario. Il profumo caratteristico che alla fine si diffonde sara' la vostra ricompensa."


Il Ragù - Chez Moi
per circa 5 persone

carne tritata di manzo 300 gr. circa
carne tritata di maiale 200 gr. circa
pancetta 1 fetta spessa circa 1/2 cm
carote 2
gambi di sedano 2
cipolla 1
vino bianco 1 bicchiere
latte 1 bicchiere
burro, olio, brodo, sale, pepe, chiodi di garofano q.b.


Tritare finemente le carote, il sedano, la cipolla e la pancetta. In una larga pentola, scaldare un po' di olio e una noce di burro, unire le verdure e la pancetta e far dorare per qualche minuto. Aggiungere le carni macinate, facendole rosolare per bene, mescolando spesso e "spezzandole" col mestolo. Sfumare col vino bianco, farlo evaporare e poi unire il concentrato di pomodoro sciolto in mezzo bicchiere di brodo caldo e 2 o 3 chiodi di garofano. Aggiustare di sale e pepe.
Abbassare la fiamma e far cuocere dolcemente per almeno due ore, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo altro brodo se necessario. Dopo la prima mezz'ora unire il latte e mescolare. Alla fine il ragu' risulta denso, con un colore e un profumo caratteristici, che si devono attribuire alla carne e non al pomodoro.
Se riuscite a non farvi tentare dal panino con ragu' appena fatto e ancora caldo (e come si fa?), usatelo per condire le tagliatelle oppure porzionatelo e conservatelo in freezer.