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Vegan Cake al Cocco & Arancia

venerdì 6 febbraio 2015
Vegan Orange Coconut Cake

Sweet dreams are made of this...

Profumata. Umidiccia. Sofficiosa.
La mia torta coccoarancia orgogliosamente vegana mi viene proprio da descriverla così.

Vegan Orange Coconut Cake

Io nel frattempo mi tufferei in questo inverno rosso di dolcezza, che sa di buono e odora un po' di mare, ma vi supplico vi prego vi ordino di provare e assaggiare sulla vostra pelle.
Happy vegan weekend y'all!

Oranges


Vegan Cake al Cocco & Arancia
per uno stampo di 24cm di diametro

farina 230 gr
cocco grattuggiato 50 gr
arance, piccole 2
zucchero 200 gr
olio di riso 100 gr
latte di cocco 160 ml
latte di soia 50 gr
bicarbonate di sodio 1 cucchiaino
lievito per dolci 2 cucchiaini
sale 1 pizzico

Per lo sciroppo
zucchero 100 gr
acqua 100 gr
succo di arance rosse q.b.
scaglie di cocco per servire q.b.


Vegan Orange Coconut Cake

Setacciare la farina in una ciotola e mescolarla con un pizzico di sale, cocco grattuggiato, bicarbonato e lievito. Tenere da parte.
Lavare le arance, tagliarle a pezzi e frullarle con la buccia fino a quando sono ridotte a purea. Se necessario aggiungere un po' di acqua per facilitare l'operazione. Unire quindi zucchero, olio di riso, latte di cocco e latte di soia e mescolare bene fino a quando il composto è omogeneo.
Unire gli ingredienti umidi alla farina e mescolare bene. Se necessario, unire ancora qualche cucchiaio di latte di soia. Versare l'impasto nello stampo unto di olio e infarinato e cuocere a 180 per circa 45 minuti.
Nel frattempo preparare lo sciroppo: far bollire l'acqua con lo zucchero fino a quando questo è completamente dissolto. Unire quindi mezzo bicchiere di succo di arancia rossa e continuare a cuocere per 5-10 minuti fino a quando lo sciroppo si è leggermente addensato.
Appena fuori dal forno, bucherellare la superficie della torta con i rebbi di una forchetta e versarvi sopra lo sciroppo un po' intiepidito. Non serve usarlo tutto, dipende se vi piace una torta più o meno umida (io ne ho usato all'incirca la metà).
Cospargere la superficie della torta con scaglie di cocco essiccato e farla raffreddare prima di toglierla dallo stampo. Buonissima anche il giorno dopo. Forse ancora meglio.
w.v.<3

Cake Ingredients

Sweet dreams are made of this
Who am I to disagree
I travel the world and the seven seas
Everybody's looking for something...


Blueberry Pie

domenica 7 luglio 2013
Blueberry Pie

Every bad situation is a blues song waiting to happen.
~ Amy Winehouse

Fra poco avrei compiuto 30 anni, avevo i capelli lunghi e lisci di seta, la pelle bianchissima e la voce profonda e nera del soul. Al mio fianco talento, giovinezza, un po' di soldi e successo, un cocktail ironico che non valeva la mia felicità; quella cosa chiamata vita, gettatami per caso fra le mani, io me la sentivo addosso dura e pesante come pietra. Al pubblico cantavo d'amore, tradimenti e gelosie, ma dentro inseguivo soltanto un unico sogno di pace; e mi sentivo annegare, trascinata alla deriva dai miei stessi pensieri, soffocata dall'angoscia, la vergogna e la miseria di vivere; per restare a galla cercavo conforto dentro a nuvole chimiche e bottiglie svuotate di vodka, ricominciando ogni giorno da capo a sfidare la mia volontà e giocare a poker con il cervello.
Lo intuivo da sola, che di quel club maledetto dei 27 del rock sarei entrata a far parte anche io: Jimi, poi Janis, Kurt e adesso me; giovani angeli arrabbiati, vigliacchi assassini di sogni, uniti dal filo invisibile delle nostre insulse chimere, un'irrazionale noia di vivere che cresceva insieme al successo, vittime di un'anima oscura che al corpo chiedeva vendetta. Dalla vita avrei potuto avere tutto: un dio quasi gentile mi aveva concesso sguardo felino e labbra da star, sussurrandomi all'orecchio i dolci segreti del blues; ma in cambio l'avevo pagato con la mia confusione di essere, una solitudine senza orizzonte e quella contorta, fragile rabbia.

Blueberries

Eppure la vita io l'avevo amata davvero, quando bambina correvo per strada inseguendo i miei piedi e l'odore nell'aria; quando la nonna ci parlava di Frank e la domenica a pranzo si andava da Brook’s, io e Alex a dividerci una fetta di pie di mirtilli, il mio angolo di paradiso non ancora innaffiato dall'alcool; e la prima chitarra, che sogno, a 13 anni una favola senza veleno. Nella vita avrei voluto essere donna, moglie e poi madre, restare per sempre al suo fianco, io e Blake a passeggiare sereni in un giorno qualunque.
Avevo imparato a regalare emozioni alla gente, ma mio padre e mia madre non sapevo più guardarli negli occhi; il buio che saliva da dentro mi divorava ogni giorno di più, lasciando spazio solo a paure e folletti di vetro. A mio padre e mia madre chiedo adesso perdono, per avermi visto sprecata, per avermi scoperta sconvolta, intossicata di pena, per dover sopportare per sempre la colpa.
Dentro di me non avevo etichette: non ero una star, non ero cantante, ribelle, angelo o rifiuto, non ero una tossica né un’alcolizzata. Dentro di me ero semplicemente una donna, accartocciata nel mio strazio e morta troppo in fretta. Ero solo una fra tanti. Ma a me, le parole che ho scritto e cantato alle nuvole, resteranno per sempre a salvare la faccia.

Amy Winehouse
14/9/1983 - 23/7/2011

Blueberry Pie Dish & Plate
Blueberry Pie*
per uno stampo di 24 cm di diametro

Per la base
farina 315 gr
burro freddo 225 gr
zucchero 1 cucchiaio
sale 1 cucchiaino
acqua fredda 120-180 ml

Per il ripieno
mirtilli freschi 1 kg
limone 1
zucchero 125 gr
amido di mais 35 gr
uovo 1
burro q.b.

Blueberry Pie on Plates
*La ricetta l'ho adattata da lei, l'infallibile, biondissima, Martha Stewart. In particolare, mi sento di consigliare a tutti la ricetta della sua pie crust: sfoglia che è un piacere.
Vi prego di scusare me e M.S. se per oggi non siamo veg.

Per la base, mescolare farina, zucchero e sale. Unire il burro a pezzi, freddissimo, e lavorare velocemente con una spatola finché si formano dei grossi bricioloni. Unire a poco a poco l'acqua fredda e impastare fino a quando si ottiene una palla omogenea non troppo appiccicosa. Perché la base risulti sfogliata, dovranno restare visibili pezzi di burro nell'impasto: per questo motivo non bisogna lavorarlo molto a lungo né farlo scaldare troppo.
Dividere l'impasto in due, avvolgere ciascuna metà nella pellicola e far riposare in frigo almeno 2 ore.

Blueberry Pie Filling

Nel frattempo sciacquare i mirtilli e mescolarli con la scorza del limone grattuggiata, un cucchiaio di succo, lo zucchero e l'amido di mais. Schiacciare circa 1/4 del ripieno con le mani o con una forchetta e tenere da parte.
Infarinare abbondantemente il ripiano di lavoro e il mattarello, stendere l'impasto in due dischi e rivestire con uno di essi lo stampo profondo da pie, lasciando un bordo di circa 1 cm. Riempire la base con i mirtilli, accumulandoli un po' di più nel mezzo, coprire con qualche fiocco di burro, quindi rivestire con il secondo disco di impasto. Sigillare il bordo schiacciandolo leggermente con le mani, incidere la superficie con 5 o 6 tagli concentrici, spennellare con dell'uovo sbattuto e tenere in frigo almeno una mezz'ora prima di infornare.
Cuocere a 200 per 20 minuti, abbassare il forno a 175 e continuare la cottura per altri 40 minuti circa, fino a quando la superficie della pie risulta dorata. Servire tiepida.

Blueberry Pie


Torta (Vegan) di Mele e Farina di Mais

sabato 27 aprile 2013
Torta Vegan di Mele e Farina di Mais

Cosa resta da dire sulla torta di mele? Ha senso parlarne ancora e sfornare l'ennesima versione diversa e sempre uguale, quando in suo onore si sono già spese pagine e pagine di blogosfera, e a sua perpetua memoria si sono già svuotati vagoni interi di elogi cibernetici? Serve a qualcosa, dopo anni di onorati inzuppamenti, ricordare che lei non solo resiste ancora, stoica e odorosa contessa del tè delle cinque, morbida regina del caffelatte a colazione, ma vince addirittura a pieni voti la sfida contro i sofismi da merenda moderna grazie alla sua commovente e incrollabile semplicità?
La risposta credo sia tutta qui, nel profumo sincero e molle che mi ha invaso lo sgabuzzino la cucina mentre cercavo disperata di trovare una giustificazione e un senso a questo post.
Mi accorgo così che la torta di mele non ha bisogno di giustificazioni, che vi piaccia o no è come un album dei ricordi sempre bello da sfogliare e sempre pronto ad accogliere una pagina in più. Ognuno ha il suo, con le sue storie personali, le sue nonne e i suoi pomeriggi d'estate, ma quando guardi le foto di gruppo con i compagni di classe, le istantanee fatte a sei anni o i ritratti di volti abbronzati e leggeri sotto al cielo d'agosto, come per magia, negli sguardi, nelle pose e nei sorrisi, ritrovi le stesse certezze cariche di domande, un'unica illusione a lampeggiare ignara dentro agli occhi.
La torta di mele parla un dialetto universale, che sia vegan, à la mode o American pie, con il suo aspetto da cartolina vintage e il suo profumo accogliente e caldo, raduna geografie e generazioni dentro alla stessa ampolla di pace, avvolge il cuore e la mente della stessa tiepida illusione e sincera.
Non ci sarà mai fine alle torte di mele; come dei pensieri di senso compiuto che però si arricchiscono a vicenda, si susseguiranno una dopo l'altra eternamente separate dal punto e virgola. Dopo una torta di mele non ci può stare il punto fermo, meno che meno il punto e a capo, la torta di mele è come la primavera che ritorna sempre nuova a scaldarti le budella anche se ci lasci un rigo vuoto in mezzo.
E allora anche questa mia di fine aprile, senza scuse e senza perché, è semplicemente un'altra delle torte di mele col punto e virgola in fondo, diversa ma per fortuna un po' uguale a prima, e va ad aggiungersi alla lista, alla fine del pensiero che continua, un'altra pagina non più bianca nell'album dei ricordi universali.

Ingredients


Torta di Mele Vegan
con Farina di Mais e Olio di Oliva

per uno stampo di 24cm di diametro
farina 00 250 gr
farina di mais fioretto 180 gr
maizena 70 gr
zucchero 200 gr
sale 1 pizzico
yogurt di soia 300 gr
olio di oliva 170 gr
limone 1
lievito per dolci 16 gr (1 bustina)
uvetta 80 gr
latte di riso (o soia, o avena) 1/2 bicchiere ca.
mela 1
zucchero di canna, cannella, zucchero a velo q.b.


Apples

Mettere a bagno l'uvetta nel latte per qualche minuto, scolarla e tenere da parte. Sbattere lo yogurt con lo zucchero, un pizzico di sale e la scorza grattuggiata del limone finché non ci sono più grumi. Unire gradatamente le farine mescolate e setacciate insieme a lievito e maizena, alternando l'aggiunta dell'olio di oliva e di una quantità di latte sufficiente a ottenere un impasto soffice ma consistente quanto basta per staccarsi pesantemente dal mestolo. Unire l'uvetta e mescolare. Sbucciare la mela, tagliarla a fette sottili e bagnarle col succo di limone. Rovesciare l'impasto nella teglia unta e infarinata, ricoprire con le fette di mela disposte a raggiera, e spolverare leggermente con zucchero di canna mescolato a un poco di cannella.
Cuocere a 180 per circa un'ora, o fino a quando uno stecchino infilzato nel mezzo esce pulito. Lasciare raffreddare, quindi spolverare la superficie di zucchero a velo.


Cake Accessories


Vegan Bundt Cake al Cocco e Limone

domenica 31 marzo 2013
Mini Vegan Bundt Cakes al Cocco e Limone

Le parole!!!!
LE PAROLE, ecchec! (sepoddi'??), io le amo. Alle parole, io, mi inchino. Le ammiro, le sogno, le ascolto. Riverisco. Le parole mi stuzzicano e mi affascinano, le rispetto, mi accendono, mi seducono e mi sbattono al muro.
Sussurrate all'orecchio in una notte d'estate, eterne e bugiarde come bolle di sapone; urlate al vento, alla pioggia e agli arcobaleni del mondo, cariche di rabbia, di speranze e di futuro; le parole lette e assorbite tra le pagine altrui, inebrianti come l'oppio, feroci e soffocanti come un cappio che stringe; quelle inventate, distorte, manipolate; le parole antiquate o moderne, quelle twitterate, facebookkate, dipinte o spruzzate su un muro; quelle scritte nei cessi dei bar, stampate nella mia mente malata, firmate a mano in un biglietto d'auguri, spedite per posta o arrivate dal cielo; le parole gialle e rosse di un'insegna per strada, quelle cantate per piangerci sopra, le parole inghiottite dal tempo o rimaste per anni sotto un cuscino imbottito; quelle masticate e poi sputatemi addosso, sognate sotto le stelle d'agosto, avvolte di alcool, di fumo e di nebbia, mosse da un bacio o una carezza sul collo; le parole tatuate sulla pelle come un teatrico gesto finale, pronunciate davanti all'altare, quelle cancellate, poi riscritte, messe in calce o perdute. Le parole dei film, delle canzoni, della pubblicità. Quelle scolpite nella pietra e per sempre, o registrate per un'ora soltanto, quelle rimaste tra i ricordi di allora. Le parole future, condizionali o trapassate, quelle buie di una lingua straniera, quelle abbozzate da un bimbo che cresce, le parole imparate a memoria da un canto, o recitate come un mantra perverso.
Io. Amo. Le parole. Le inalo come vapore benigno, le bevo come un bicchiere di chianti. Mi faccio ubriacare, colpire, trasportare in un presente lontano e distante. E tu lo sapevi, tu mi conosci come le tasche dei nostri mondi un tempo vicini. Se non fosse per quelle poche parole affidate alla moderna tecnologia, io e te ci saremmo persi per sempre. L'hai detto tu stesso, e lo sapevi che effetto mi fa, quando nell'uovo di Pasqua, tra un morso di torta e il tè delle cinque, mi regalavi questo pugno di versi:

Quando è stata quell'ultima volta
che ti ho vista e poi forse baciata
dimmi adesso ragazza d'allora
quando e dove te ne sei andata
perché e quando ti ho dimenticata.
Ti sembrava durasse per sempre
quell'amore assoluto e violento
quando è stato che è finito il niente
perché è stato che tutto si è spento
non ha visto nemmeno settembre.
~ Francesco Guccini, L'ultima volta


Limoni


Vegan Bundt Cake*
al Cocco e Limone

per 8 mini cakes o uno stampo a ciambella di 24 cm di diametro
zucchero 225 gr
farina 375 gr
olio vegetale leggero 100 gr
latte di cocco 1 lattina (400 ml)
latte di soia o di riso 50 gr
succo di limone 50 gr
scorza grattuggiata di limone 3 cucchiai
estratto di vaniglia 2 cucchiaini
lievito per dolci 2 cucchiaini
bicarbonato di sodio 1 cucchiaino
sale 1 pizzico
cocco essiccato grattuggiato 130 gr
zucchero a velo per finire q.b.


Limoni

* Ennesima ricetta rubata dal sacro testo del veganesimo ortodosso, quel Veganomicon a cui è ormai appeso il mio destino, solo con un pizzico di vintagitudine in più. E non sarà l'ultima volta.

In una larga ciotola, mescolare zucchero, olio, latte di cocco, latte di riso, succo e scorza di limone, ed estratto di vaniglia. Mescolare bene. A parte setacciare farina, lievito, bicarbonato e sale, e unirli gradualmente agli ingredienti umidi, mescolando bene dopo ogni aggiunta. Incorporare infine il cocco essiccato.
Versare l'impasto in uno stampo a ciambella da 24 cm (oppure in 8 stampini più piccoli), precedentemente unto e infarinato, e cuocere a 175 per circa un'ora (45 minuti per gli stampi piccoli), finché un coltello infilato nel mezzo esce pulito.
Lasciare riposare la torta per circa 10 minuti nello stampo, quindi rovesciarla su una grata e farla raffreddare completamente. Cospargere la superficie di zucchero a velo e servire.
w.v.&v.<3


Mini Vegan Bundt Cakes al Cocco e Limone


Quando è stata quell'ultima volta
che hai sentito tua madre cantare
quando in casa leggendo il giornale
hai veduto tuo padre fumare
mentre tu ritornavi a studiare
in quei giorni ormai troppo lontani
era tutto presente e il futuro
un qualcosa lasciato al domani
un'attesa di sogno e di oscuro
un qualcosa di incerto e insicuro.
~ Francesco Guccini, L'ultima volta

Torta ai Pistacchi e Olio di Oliva

lunedì 19 novembre 2012
Torta Vegan ai Pistacchi e Olio di Oliva

So don't be afraid to let them show
your true colors
true colors are beautiful
like a rainbow

~ Cindy Lauper, True Colors


Vegan cake, round two.
A questo punto direi quasi che è ufficiale, senza nemmeno farlo troppo apposta mi ritrovo a fare outing...
Alé! Vogliatemi bene uguale, perché sono sempre la stessa girlinthekitchen con l'animo un po' vintage e il blog appena appena scombinato. E niente panico, non pungo, e non sono cattiva. Solo diversamente nutrita, e massì, forse anche un tantino trasognata.
Con o senza tofu, continuo ad ascoltare musica, a litigare coi carciofi, e a innamorarmi di Robert De Niro dentro a una libreria di New York. Con o senza tofu, continuo a commuovermi senza contegno di fronte a una marmellata di arance nelle mattine d'inverno. Con o senza tofu, ho lo stesso cuore tenero io.
With vegan love, accettate una fetta di questa torta sofficiosa e fruttarella, e pace.
E se qualcuno vuole chiedermi perché, io gli dico solo perché no.


Pistacchi e Olio di Oliva


Torta ai Pistacchi e Olio di Oliva
per uno stampo di 24cm di diametro

pistacchi sgusciati e tostati, senza sale 85 gr
yogurt alla soia, naturale 140 gr
olio extra vergine di oliva 65 gr
zucchero di canna 150 gr
tofu seta 170 gr
farina 150 gr
bicarbonato di sodio 1/2 cucchiaino
lievito per dolci 1/2 cucchiaino
sale 1 pizzico
estratto di vaniglia 1 cucchiaino
Per la copertura
arancia bio 1
limone bio 1
zucchero di canna 100 gr
acqua 240 ml
Grand Marnier 60 ml
pistacchi tostati e tritati 40 gr
semi di melograno q.b.


Tritare i pistacchi nel mixer finché sono ridotti a farina, facendo però attenzione a non lavorarli troppo o rilasceranno l'olio. Tenerli da parte. In una larga ciotola, mescolare yogurt, tofu, zucchero, olio e vaniglia, e sbattere bene fino a quando il composto è omogeneo e senza grumi. Setacciare insieme farina, sale, lievito e bicarbonato, e unirli al composto di tofu. Mescolare bene, quindi unire la farina di pistacchi e incorporarla al resto.
Versare l'impasto nella teglia unta di olio e rivestita di carta forno sul fondo, infornare a 170 e cuocere per circa 30 o 40 minuti, finché uno stecchino infilato nel mezzo esce pulito. Lasciare raffreddare la torta su una grata.
Nel frattempo preparare la copertura. Lavare l'arancia e il limone (moi? meyer lemon, ça va sans dire...), tagliarli a metà e poi a fette di circa mezzo cm di spessore. Eliminare i semi, quindi metterle in una pentola insieme ad acqua, zucchero e liquore. Portare a bollore, abbassare la fiamma, coprire e far cuocere dolcemente per circa un'ora fino a che la frutta risulta molto tenera. Mettere il composto ottenuto nel mixer e frullare fino ad ottenere una crema densa. Spalmarla sulla superficie della torta ormai fredda, e completare con pistacchi tritati e semi di melograno.
So delicious and I mean it!

Pistacchi e Melograno

La ricetta viene da questo mio nuovo amico per la pelle, acquistato in un nanosecondo dopo averlo visto di sfuggita in una vetrina del centro (vedo, entro, voglio quello, pago, grazie, vado).
E se io e lui adesso dormiamo insieme, è anche merito di questa torta, sapevatelo.
w.v.<3


Vegan Guinness Chocolate Cake

mercoledì 14 novembre 2012
Vegan Guinness Chocolate Cake

Deve essere stato un uomo saggio a inventare la Birra.
~ Platone


... per non parlare poi di chi ha inventato il cioccolato fondente, e gli occhiali da sole, di chi ha messo al mondo la camomilla, l'estate al mare e facebook, di chi ha formulato il gel per capelli - meglio ancora se al profumo di biscotto -, i jeans a zampa, il fragolino e la focaccia, e ancora di chi ha creato Snoopy, la bicicletta, il tostapane e il cielo stellato.
Ma stiamo divagando. O forse no, chissà, a me piace pensare che sia tutto tenuto insieme dallo stesso filo conduttore, un cavo arruffato e pieno di nodi, alimentato da caramelle, lamponi e popcorn, che passando da Platone con la sua pinta di birra, attraverso Calvin & Hobbes, Amélie Poulain e Lucio Battisti, ha resistito al tempo, ai capricci e alle tempeste della mente senza mai spezzarsi del tutto, e a sorpresa mi ha condotto di fronte a questa torta, cioccolatosissima, elegantissima e total black, per dirla sempre come lui.

Guinness and Flour

GUINNESS?? CHOCOLATE?? CAKE?? Ho udito bene? Tre delle cose per cui vale la pena vivere, unite insieme in un abbraccio soffice e spugnoso. Impossibile non lasciarsi sedurre. Impossibile non capitolare.
E così, quando lo stesso abbraccio caldo, morbido e fragrante mi è stato suggerito virtualmente in versione veganlove, come gesto d'amore verso me stessa, come omaggio a un obiettivo 50mm tutto impolverato e a un baule zeppo di ciotoline scompaiate e stracci stropicciati, ma soprattutto come atto di fiducia verso questo blog e questo mondo un tantino pazzerelli, ho colto l'occasione al volo senza pensarci sopra troppo.
E a mo' di boomerang ciocobirrozuccherino, dopo averlo aggiustato, levigato e a mio modo ridipinto, vi rilancio lo stesso abbraccio carico d'amore e di speranza, a bordo di un ideale vassoietto color bianco panna.
Chiamateli come volete, deliri da romantica foodblogger, dolci paranoie di una notte di metà autunno, effetti speciali di una Guinness di troppo, ma se quello stesso filo conduttore, passando per qualche porta semisegreta, è riuscito ad arrivare fino a voi, vi consiglio di capitolare insieme a me, afferrare questo boomerang e condividerne una fetta, prima di rilanciarlo nello spazio come è giusto che sia.
Perché fu certo uomo o donna saggia chi inventò la birra, ma ancora di più chi osò mescolarla al cioccolato.
Per non parlare poi di chi provò un giorno a unirci il tofu...
w.v.<3


Cocoa and Guinness


Vegan Guinness Chocolate Cake
per uno stampo di 24cm di diametro


Chocolate and Cocoa

farina 250 gr
cacao 100 gr
zucchero grezzo 300 gr
bicarbonato di sodio 2 cucchiaini
lievito per dolci 1/2 cucchiaino
sale 1 pizzico
guinness extra stout 450ml
olio di semi 100 gr
estratto di vaniglia 2 cucchiaini
tofu seta 125 gr

Per la copertura al cioccolato
cioccolato semifondente 170 gr
latte di cocco 120 ml

Waiting for the Cake

In una larga ciotola, setacciare farina, cacao, bicarbonato, lievito e sale. Unire lo zucchero, mescolare e tenere da parte. In un'altra ciotola sbattere insieme olio, estratto di vaniglia, birra e tofu (sisisì, avete letto bene, olio+Guinness+tofu, sembra Star Trek travestito da Nonna Papera, ma fidatevi che va tutto bene così...) finché il composto è omogeneo e senza grumi. Aggiungerlo gradualmente al mix di farina e cacao e mescolare finché ben amalgamato. Versare l'impasto in uno stampo a cerniera precedentemente unto d'olio e cuocere in forno a 180 per un'ora circa. Lasciare raffreddare la torta su una grata.
Nel frattempo, preparare la copertura. Tritare finemente il cioccolato e metterlo in una ciotola. Scaldare il latte di cocco su fuoco medio alto e portarlo a bollore, mescolando di tanto in tanto per evitare che attacchi. Versarlo ancora bollente sul cioccolato, facendo in modo che lo ricopra completamente. Far riposare per 5 minuti circa, prima di mescolare e ottenere una composto omogeneo. Lasciare intiepidire per circa 30 o 40 minuti finché si addensa e risulta spalmabile (qualora non fosse abbastanza denso, unire un cucchiaino di fecola di mais e mescoolare bene). A questo punto, lavorare la crema ottenuta con lo sbattitore elettrico facendo in modo che incorpori aria e si alleggerisca. Spalmarla delicatamente sulla superficie della torta ormai fredda e servire.
Cheers!

Vegan Guinness Chocolate Cake is Gone

Torta al Limone e Olio di Oliva

mercoledì 1 agosto 2012
Torta al Limone e Olio di Oliva

...I'm back to my world
And we're back to being friends
Wait and see me,
Tonight let's do this thing...

(Dave Matthews Band, Say Goodbye)

Yes I'm back to my world. Per un giorno, per una notte, o chissà. Perché non c'è proprio niente da fare, e nonostante la pigrizia, il troppo caldo, il troppo freddo, la cucina striminzita, il frigo vuoto, le vacanze, il lavoro, il tempo che stringe, e le notti insonni, gli amori che arrivano e che se ne vanno, i traslochi, i compleanni, Natale e Ferragosto, i giri in camper o in sidecar, gli stivali nuovi e lo shopping vintage, le caramelle alla liquirizia, gli occhiali da sole, i costumi da bagno e i cappelli da cowboy, arriva sempre il momento felice in cui decidi di sfornare un'altra torta. E magari è proprio una di quelle torte semplici e ragionevoli, di quelle che non chiedono nulla eppure ti sorprendono con la loro sofficiosissima bontà. E ti fanno credere di stare dentro un pezzo di pace.
E allora tonight let's do this thing, e domani... chissà.

Torta al Limone e Olio di Oliva
per uno stampo di 24cm di diametro

farina 250 gr
zucchero 150 gr
uova 4
limoni 2
olio extra vergine di oliva 180 ml
lievito per dolci 1/2 bustina (7 gr)
latticello 100 gr
sale un pizzico


Grattuggiare la scorza dei limoni e mescolarla con la farina setacciata e con il lievito. Sbattere i tuorli con 100 gr di zucchero finché il composto è gonfio e spumoso, unire il succo di un limone, l'olio e il latticello e continuare a sbattere. Aggiungere a poco a poco la farina e mescolare finche l'impasto e' omogeneo.
In un'altra ciotola, sbattere gli albumi con un pizzico di sale, unire 50 gr di zucchero e continuare a montarli a neve ben ferma. Unirli delicatamente al resto dell'impasto, mescolando dall'alto al basso e facendo attenzione a non smontarli.
Rovesciare il composto in uno stampo a cerniera precedentemente unto di olio e col fondo rivestito di carta da forno. Spolverare la superficie con un cucchiaio di zucchero e infornare a 180 per circa 45 minuti, finché uno stecchino infilato nel mezzo esce pulito. Lasciare intiepidire la torta nella teglia, quindi rimuovere la carta da forno e trasferirla su un piatto da portata.

Preparation

Beet Cake

martedì 2 agosto 2011
Beet Cake

Innamorarsi a prima vista.
Di uno sconosciuto incontrato per strada; un paio di scarpe nella vetrina di un negozio un po' retrò; un gatto noioso trovato in un cespuglio. O di questa cosa qui sotto, scoperta per caso grazie alla segnalazione di un amico:


beet cake from tiger in a jar on Vimeo.


Adesso ditemi voi se questa non è la video-ricetta più cioccolatosamente romantica, deliziosamente intrigante e meravigliosamente nostalgica che abbiate mai visto.
Per una cosa così si può perdonare tutto. Perfino le barbabietole nell'impasto.

Beet Cake
per uno stampo di 24 cm di diametro

barbabietole rosse, pesate al netto da cotte 450 gr
farina 260 gr
zucchero scuro, dark brown* 160 gr
cioccolato fondente 115 gr
burro, a temperatura ambiente 225 gr
uova, a temperatura ambiente 3
bicarbonato di sodio 2 cucchiaini
sale 1 pizzico
estratto di vaniglia 1 cucchiaino


Cuocere le barbabietole facendole bollire in acqua leggermente salata fino a quando sono tenere. Sbucciarle e passarle al mixer per ridurle in purè. Farle raffreddare e tenere da parte. Spezzettare il cioccolato in un pentolino e farlo fondere a bagnomaria.
In una larga ciotola, sbattere lo zucchero con il burro tagliato a pezzetti finché il composto è omogeneo. Unire le uova una alla volta, poi il purè di barbabietole, il cioccolato ormai tiepido e l'essenza di vaniglia. Continuare a sbattere finché si ottiene un impasto gonfio e spumoso. Unire la farina, precedentemente mescolata con sale e bicarbonato.
Versare l'impasto in una teglia rotonda imburrata e infarinata, e cuocere a 200 per circa 45 minuti, finché il vostro stecchino infilato nel centro esce pulito. Lasciare raffreddare la torta su una gratella e poi spolverare la superficie con dello zucchero a velo.

*Il brown sugar, usato spessissimo nei dolci americani, dai chocolate chip cookies ai muffins, è di fatto zucchero raffinato mescolato con melassa, ha un sapore particolare e piuttosto diverso dal nostro zucchero di canna. Si può sostituire con zucchero normale o di canna, anche se il sapore ovviamente non sarà lo stesso. Altrimenti, se siete tra i blogger più meticolosi, potreste anche farlo in casa, seguendo queste indicazioni qui.

Ma alla fine della storia, come si è comportata questa torta, chiederà qualcuno? Direi che è stata un'esperienza molto interessante, con un soggetto morbidissimo, spugnoso e umido, dal sapore solo leggermente cioccolatoso e per nulla barbabietoloso (almeno per me, ma io sono una rapa-super-fan, quindi forse non faccio testo...). Vale la pena rischiare l'avventura anche solo per godersi tutti i preliminari e soprattutto quel romanticissimo impasto color rosa.
Aggiudicata!

La Non-Linzer

martedì 12 aprile 2011
La Non-Linzer

Scusate, posso? Col vostro permesso, sarei qui oggi a passarvi una ricetta di torta che a casa mia si è sempre spacciata per Linzer, ma che a essere sinceri Linzer non è. Perché, perché... beh, già, perché?
Perché non è una crostata, ecco. A mio discredito, vi confesso che questa è una specie di short-cut che ha poco o nulla a che fare con una frolla, è piuttosto una torta Linzertorte, più soffice della classica e di sicuro molto poco friabile. In più, a volerla dire tutta, è anche una che non si offende se si usano le nocciole al posto delle mandorle, non fa la permalosa se invece che marmellata di mirtilli rossi (un genere che certo non impazza a San Francisco e dintorni) se ne usa una ai lamponi (nel caso specifico, poi, addirittura lamponi e prugne), e non se la prende se - data la consistenza dell'impasto - è praticamente impossibile farle avere delle strisce tutte perfette e regolari.
Sottigliezze? Sofismi semantici? Cavilli culinari? Non saprei. Sta di fatto che, nonostante le ovvie mancanze, le piacerebbe molto avere il permesso di qualificarsi come Linzer per il suo sapore, da Linzer. Che sia cosa prevista e consentita?
In attesa di un verdetto, e sempre col vostro permesso, io comunque ve la offrirei ugualmente, questa Linzerwannabe.


Non-Linzer Torte
per uno stampo di 24cm di diametro

burro, a temperatura ambiente 105 gr
olio dal sapore neutro 105 gr.
uova 3
zucchero 210 gr.
farina 210 gr.
nocciole 210 gr.
lievito mezza bustina
sale un pizzico
cannella abbondante
marmellata di lamponi, ribes o mirtilli rossi q.b.


Tostare le nocciole in forno per una decina di minuti, lasciarle intiepidire e poi tritarle finissime nel mixer, aggiungendo un paio di cucchiai di zucchero tolti dal totale, per evitare che rilascino l'olio.
Sbattere il burro e l'olio con lo zucchero rimasto finché il composto è cremoso, unire quindi le uova una alla volta, il sale e abbondante cannella. Aggiungere infine la farina setacciata, il lievito e le nocciole tritate. Mescolare bene.
Rovesciare l'impasto in una tortiera imburrata e infarinata, tenendone da parte circa mezza tazza per la copertura. Spalmare delicatamente la marmellata sulla superficie, lasciando un bordo di circa 1-2 cm. Con l'aiuto di una tasca da pasticceria, formare le classiche strisce da crostata usando l'impasto tenuto da parte, e lasciando parecchio spazio tra una striscia e l'altra, perché in cottura si allargano.
Cuocere a 180 per circa 50 minuti, finché il solito stecchino infilato nel mezzo esce pulito. Lasciare intipedire la torta e servirla spolverandola a piacere di zucchero a velo.

Cake alle Mandorle con Arance Rosse e Olio di Oliva

martedì 22 febbraio 2011
Cake alle Mandorle con Arance Rosse e Olio di Oliva

Bhe, voglio dire... a casa mia sarà anche la Settimana dell'Agrume, ma un dolcetto non ci sta male nemmeno lui. L'idea mi è venuta leggendo qui (che a sua volta si rifà a questo articolo, di recente trasformatosi anche in tal prodotto cartaceo - e per i più curiosi, no, non l'ho comprato il libro, anzi non mi ci sono nemmeno avvicinata (oh bhe, una sbirciatina solo), perché per me la dining section del New York Times e le sue estensioni libresche vogliono dire solo ed esclusivamente Mark Bittman, ma su questo prometto che ritornerò presto, spero molto presto, visto che in questi giorni - agrumi a parte - sono in un vero trip con M.B. e mi sento in dovere di condividere...), ok, dove ero? ah, sì, la Citrus Week, la Settimana dell'Agrume. Giusto per farla un pochino meno salutare ho pensato di infilarci di nascosto questo cake. L'illuminazione mi è giunta per le vie dell'etere che vi ho mappato sopra, anche se poi la ricetta l'ho modificata adattandola ai miei gusti, e ho aggiunto le mandorle per renderla molto meno leggera e vitaminica. Oppure molto più energetica, prendetela come preferite. :-)


Cake alle Mandorle
con Arance Rosse e Olio di Oliva

per uno stampo da plumcake di 23 cm
farina 225 gr
mandorle 100 gr
zucchero 185 gr
uova 3
olio extravergine di oliva 125 ml
yogurt naturale 120 gr
arance rosse bio 3 grandi
lievito mezza bustina
estratto di mandorle 1/2 cucchiaino
sale 1 pizzico
burro e farina per la teglia q.b.


Grattuggiare la scorza delle arance e mescolarla allo zucchero, avendo cura di non rimuovere la parte bianca amara. Sarebbe meglio fare questa operazione con un po' di anticipo, per far sì che lo zucchero si impregni bene dell'aroma di arancia. In una ciotola mescolare farina setacciata, lievito e sale. Tostare le mandorle in forno per una decina di minuti, passarle al mixer per ridurle in polvere, e unirle alla farina. Tenere da parte.
Spremere il succo delle arance in modo da averne 125 gr (badate anche alla precisione con cui l'ho misurato... eh già, vita dura quella del foodblogger, mai che uno possa fare una tortina in assoluto relax!).
Sbattere le uova con lo zucchero profumato all'arancia finché il composto risulta piuttosto gonfio, unire l'essenza di mandorla, l'olio, lo yogurt e il succo d'arancia. Alla fine amalgamare farina e mandorle, mescolare bene, e versare nello stampo precedentemente imburrato e infarinato. Cuocere a 175 per circa 60-70 minuti, finché il classico stecchino infilzato esce bello pulito.

Torta di Noci e Cioccolato dell'Artusi

mercoledì 2 febbraio 2011
Torta di Noci e Cioccolato dell'Artusi

Di Pellegrino Artusi probabilmente saprete già tutto, e sono sicura che, a differenza di me, avrete anche già provato un centinaio delle sue ricette.
Per me invece questa sarebbe...ehm...la prima volta. Dopo aver sdoganato Donna Hay, ho pensato bene di dedicarmi a un'altra celebrità. E devo dire che questo Artusi mi sta proprio simpatico, non solo perché questa torta è buonissima (e oltrettutto non contiene burro, cosa che la rende molto meno violenta della caprese, a cui vagamente assomiglia); ma anche perché, leggendo qua e , vengo a sapere che il nostro si dedicò alla cucina solo dopo essere andato in pensione, e che il famoso libro di ricette lo pubblicò a sue spese alla tenera età di 71 anni. Come dire, si riaccendono tutte le speranze, qualunque sia la strada che ognuno decida di seguire.


Torta di Noci e Cioccolato
di Pellegrino Artusi

per una tortiera di 24 cm di diametro
cioccolato fondente 140 gr.
zucchero 140 gr.
noci sgusciate 140 gr.
uova 4
estratto di vaniglia 1 cucchiaino
limone (o cedro) candito 30 gr.
burro e pane grattuggiato per la teglia q.b.


Tritare grossolanamente le noci con una parte dello zucchero (l'Artusi ovviamente dice al mortaio, ma se noi modernizziamo il tutto usando il mixer va bene uguale...), e versarle poi in una larga ciotola insieme al resto dello zucchero. Tritare grossolanamente anche il cioccolato, poi il cedro o limone candito (sì sì...via libera al mixer!), e unire anch'essi alle noci. Aggiungere quindi l'estratto di vaniglia e i tuorli d'uovo e mescolare bene per amalgamare l'impasto. A parte montare gli albumi a neve ben soda, quindi unirli al composto di noci e cioccolato, mescolando delicatamente dall'alto verso il basso. Imburrare e cospargere di pane grattuggiato una teglia rotonda, versarci l'impasto (che deve essere alto non più di due dita), e cuocere a 180 per mezz'ora circa.
La classica torta della domenica, che però è ben accetta anche oggi, nonostante siamo solo a mercoledì, che ne dite?

Sbriciolata di Ricotta e Amaretti

giovedì 25 febbraio 2010
Sbriciolata Ricotta e Amaretti

Se uno decide di farsi in casa uno scodellone di ricotta (o pseudo-ricotta, chiamatela come volete...), e' meglio che abbia pronto anche un piano d'azione per utilizzarla al meglio. E se per caso da due giorni a questa parte qualcuno di voi ha perso il sonno nel tentativo di indovinare che fine abbia fatto la mia produzione casereccia, ecco qui la risposta.
La ricetta e' di Elena di Giovanni, ed e' stata a lungo nella Hit Parade di CI. Credo anche che abbia fatto piu' di mille volte il giro della blogosfera, ma se per qualche strano motivo qualcuno ancora non la conoscesse, consiglio di correre subito in cucina e mettersi all'opera, ne vale davvero la pena. Anzi, adesso che ci penso, quasi quasi ci torno pure io...


Sbriciolata di Ricotta e Amaretti
per una tortiera di 25 cm di diametro

Per l'Impasto
farina 300 gr.
burro, a temperatura ambiente 100 gr.
uova 1
zucchero 100 gr.
lievito per dolci 1 bustina
vanillina 1 bustina
latte q.b.

Per il Ripieno
ricotta fresca 300 gr.
uova 1
zucchero 90 gr.
amaretti circa 20


Per il ripieno, mescolare la ricotta con l’uovo e lo zucchero, sbattere bene finche' si ottiene un composto fluido e omogeneo. Sbriciolare gli amaretti ed amalgamarli al ripieno. Coprire con della pellicola e tenere in frigo fino al momento di utilizzarlo.
Per l'impasto, mescolare la farina, il burro, l’uovo e lo zucchero finche' si formano delle grosse briciole. Unire il lievito e la vanillina e, se necessario, un paio di cucchiai di latte, che aiuteranno ad amalgamare il composto e a formare i bricioloni. Imburrare e infarinare la tortiera (io ho usato 4 stampini tondi piu' piccoli) e cospargere la base con circa meta' delle briciole, livellando lo strato con una leggera pressione delle mani. Spalmare su questa base la crema di ricotta, lasciando libero un bordo di circa 1 cm e 1/2. Ricoprire la crema col resto delle briciole. Cuocere in forno a 180° per circa 40 minuti. Lasciare raffreddare completamente, quindi spolverizzare la superficie di zucchero a velo prima di servire.

Torta all' Arancia

martedì 16 febbraio 2010
Torta all'Arancia

L'ho tampinato per settimane, gli ho fatto gli occhi dolci, ho continuato a sorridergli mentre bevevo il suo caffe' e alla fine ce l'ho fatta. Ha ceduto! Il gestore del bar accanto a dove lavoro ha finalmente sganciato la ricetta di quei panini al formaggio piccoli e tondi che non ero mai riuscita a decifrare. Ho cosi' scoperto che il Pao de Queijo e' una specialita' brasiliana, consumata come snack o insieme al caffe'.
E che c'entra tutto questo? Il fatto e' che mentre ero indaffarata a ricopiare la ricetta del Pao de Queijo, scritta a mano su un post-it appiccicato al muro dietro la cassa, mi e' caduto inavvertitamente...ehm...piu' o meno inavvertitamente lo sguardo su una serie di ingredienti elencati sotto la dicitura Orange Cake.
E mentre i panini al formaggio non sono ancora riuscita a farli (bisogna usare una speciale farina di tapioca, e - strano ma vero - quella ancora mi manca...), per la torta non ci ho pensato due volte. Semplice, veloce e tutto sommato anche abbastanza leggera. Et voila'.


Torta all'Arancia
per una tortiera di 24 cm di diametro

arancia bio, grande 1
zucchero 250 gr.
uova, a temperatura ambiente 4
olio di semi 100 gr.
acqua 50 gr.
farina 225 gr.
lievito 1/4 di cucchiaino
bicarbonato di sodio 3/4 di cucchiaino
sale un pizzico
zucchero a velo per coprire q.b.


Frullare l'arancia nel mixer (proprio tutta intera, anche la buccia, si', si', per questa torta non si butta via niente, e va da se' che l'arancia deve essere biologica). In una ciotola sbattere i tuorli con lo zucchero finche' si ottiene un composto chiaro e cremoso, unire l'olio, l'acqua, l'arancia frullata e il sale. Mescolare, quindi unire la farina setacciata con lievito e bicarbonato, e amalgamare bene il composto. A parte montare le chiare a neve ferma e incorporarle delicatamente all'impasto. Versare il tutto in una tortiera imburrata e infarinata e cuocere a 180 per circa 45-50 minuti. Lasciare raffreddare la torta, poi spolverare la superficie di zucchero a velo.

Torta con Pasta di Mandorle

martedì 2 febbraio 2010
Torta con Pasta di Mandorle

Questa torta e' una vera bomba. Di calorie e di bonta'. La ricetta me la porto dietro da quando ho iniziato a lavorare in un caffe' di Berkeley, di cui vi avevo gia' parlato, qui. Negli anni l'ho un po' modificata per adattarla ai miei gusti, diminuendo sia la quantita' di zucchero che quella della pasta di mandorle.

Ieri ho pensato bene di rifarla abbinandola a uno sciroppo di melograno, per smorzare il dolce delle mandorle col gusto acidulo del frutto. Se devo essere sincera, il tutto e' iniziato proprio dallo sciroppo, anzi no, ancora piu' indietro, da una bottiglia di puro succo di melograno che si e' voluta a tutti i costi infilare nel carrello mentre facevo la spesa. Arrivata a casa mi ha supplicato di non sprecarla per un bicchiere di succo qualunque e di darle invece un' altra chance. E vabbe'. Ho ceduto e l'ho trasformata in sciroppo, pensando che fosse finita li'. E invece anche questo si e' messo a piagnucolare e alla fine per farlo stare zitto ho dovuto mettergli qualcosa accanto, e farlo scivolare giu'. Ecco come sono arrivata alla torta.
Ma adesso ditemi, succede anche a voi?


Torta con Pasta di Mandorle
per una tortiera di 24 cm di diametro

pasta di mandorle 1 panetto di 200 gr
zucchero 200 gr
burro, a temperatura ambiente 250 gr
uova, a temperatura ambiente 6
farina 150 gr
estratto di vaniglia 1 cucchiaino
sale un pizzico
lievito per dolci 1 cucchiaino e 1/2
zucchero, acqua, mandorle a lamelle e zucchero a velo per completare q.b.


Lavorare bene lo zucchero con la pasta di mandorle, facendo in modo che questa si disfi del tutto (per questa operazione, e' meglio usare il Kitchen Aid piuttosto che lo sbattitore elettrico). Unire il burro morbido e l'estratto di vaniglia e sbattere bene finche’ l'impasto e’ omogeneo e cremoso. Unire le uova una alla volta, mescolando bene prima di unire il successivo. Alla fine aggiungere la farina, setacciata insieme al lievito e al sale. Mescolare bene, poi versare l'impasto nello stampo imburrato e infarinato, e cuocere a 160 per un’ora e 15 minuti circa.
Far raffreddare la torta su una grata. Nel frattempo tostare nel forno delle mandorle a lamelle e preparare una leggera bagna sciogliendo in un pentolino due cucchiai di zucchero con un po' di acqua. Pennellare con questa la superficie della torta, poi cospargerla con le mandorle e alla fine spolverare di zucchero a velo (oppure, piu' semplicemente, omettere la copertura di mandorle e spolverare solo di zucchero a velo). Servire con lo sciroppo di melograno o con un'altra salsa a piacere.
Il post sullo sciroppo ve lo piazzo la prossima volta : )