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Torta Salata ai Funghi Vegan

sabato 14 febbraio 2015
Vegan Mushroom Tart

Sometimes I feel like I'm falling
Fall back again, fall back again...

~ DMB, Seek Up

Poi un giorno d'inverno come oggi, un San Valentino come un altro, al posto dei cioccolatini trovi una torta salata.
E allora pensi. Perché being vegan ain't easy.

Mushrooms and Leeks

Pensi a tutte le volte che sei inciampata, il profumo della brioche calda sotto casa che sembra farlo apposta ogni mattina, il menù che ti prende a schiaffi, le insidie di chi non capisce... ma assaggia no, cosa ti frega?, ma non puoi neanche un morso?, non sai cosa ti perdi, certo che sei strana tu eh, che vita triste, e via così...
E pensi che ce ne saranno ancora, di sgambetti e di ruzzoloni per terra, perché a perdere l'equilibrio basta un attimo, ma porcapaletta lo sapevi che è una strada piena di ostacoli, e fosse facile in fondo in fondo non sarebbe divertente.

Mushroom Tart Ingredients

Ma oggi sai anche dire fanculo ai sensi di colpa (more or less), e sai che i motivi per cui lo stai facendo sono mille volte più importanti, certamente più buoni e più importanti di quei biscottini al burro che neanche ti piacevano poi tanto.
E così ti ricordi. Che ci avevi rinunciato da tempo alle torte salate. Eh già. Being vegan ain't easy.
E invece BOOM! Quando ne assaggi una così, un giorno d'inverno come oggi, un San Valentino come un altro, pensi che forse tutto torna al posto giusto e la strada sembra più dritta e in discesa che mai.
E allora quasi quasi vai a farti una corsa. Ma sì, sette o dieci kilometri di fatica vegan style. Alla faccia di chi non ci crede.
Sette o dieci kilometri powered by plants.
Powered by me
.

Mushroom Tart Ingredients


Torta Salata ai Funghi*
per uno stampo di 24cm di diametro

Per la Base
farina 200 gr
nocciole 60 gr
burro vegetale 70 gr
sale 1 pizzico
acqua fredda 50 gr

Per il Ripieno
funghi freschi misti 500 gr ca.
porri 2
aglio 2 spicchi
tofu seta 350 gr
latte di soia 100 gr
lievito alimentare 3 cucchiai
olio, sale, pepe, timo fresco q.b.


Mushrooms

*Ricetta adattata da Pure Vegan, un libro buono e dolce che ho finalmente rispolverato dopo parecchi mesi, esattamente dal giorno di questa delizia qua, che anzi, se vi capita, provate pure quella...

Per l'impasto: tostare le nocciole e privarle della pellicina. Tritarle abbastanza finemente al mixer e unirle alla farina e al sale. Aggiungere il burro vegetale tagliato a pezzetti e lavorare velocemente con le mani fino a quando l'impasto è granuloso. A questo punto unire a poco a poco l'acqua molto fredda, e continuare a impastare finché si ottiene una palla liscia e omogenea. Avvolgerla nella pellicola e farla riposare in frigo almeno 30 minuti.
Nel frattempo preparare il ripieno: pulire i funghi e tagliarli a pezzi. Scaldare un po' di olio in una larga padella e far soffriggere gli spicchi d'aglio e i porri tagliati a rondelle (solo la parte bianca e quella verde chiaro). Quando i porri sono teneri, aggiungere i funghi, sale, pepe e foglie di timo fresco e continuare a cuocere per 10-15 minuti fino a quando i funghi sono teneri. Se necessario aggiustare di sale. Trasferire i funghi in una larga ciotola e farli intiepidire.
Lasciar scolare il tofu per circa un'ora, quindi frullarlo insieme al latte, il lievito alimentare, un pizzico di sale e due cucchiai di olio finché si ottiene una crema liscia e omogenea. Unirla ai funghi e mescolare bene.
Stendere l'impasto e rivestire con esso una base per crostata. Rimettere la teglia in frigo a raffreddare per circa 20 minuti, quindi cuocere la base vuota a 180 per circa 10 minuti. Riempirla con il composto di funghi e livellare con un cucchiaio. Continuare la cottura per altri 35-40 minuti, fino a quando il ripieno si è rassodato e ha assunto un colore dorato.
w.v.<3

Leeks and Garlic

Watermelon Panzanella

domenica 3 agosto 2014
Watermelon Panzanella Salad

Pioveva davvero forte, quella sera di agosto di tanti anni fa. Avrebbe voluto portarla in collina a guardare la luna, e sarebbe stata una luna tonda, grande e lucente che si poteva afferrare con le dita. Aveva chiesto la Giulietta blu a suo cugino, gli aveva detto è per una sera soltanto, e lui aveva risposto di sì, sapeva che era una cosa importante.
Si era immaginato un vento leggero e caldo che stava lì apposta ad accarezzarle i capelli e a soffiare via la timidezza; voleva dirle che a lui piacevano i suoi ricci così in disordine, e quelle lentiggini leggere sulla pelle appena abbronzata. Aveva imparato le frasi a memoria come fosse un copione, ripetendole per ore davanti allo specchio, e sapeva perfettamente cosa le avrebbe detto, quella sera d'estate sulla collina sotto alla luna.

Country Bread

Si fermò a prenderla davanti a casa, abitava al numero 64 di una via alberata e silenziosa: erano le sette meno un quarto e lui era puntuale ed impaziente. Lei portava un vestito nero sopra al ginocchio, senza maniche e stretto al punto giusto, con una scollatura lieve sulla schiena, ma abbastanza da farlo sognare. Non l'aveva mai vista così elegante, gli piaceva pensare che fosse un abito nuovo, e che avesse aspettato lui per indossarlo la prima volta. In quel momento gli sembrò di tenere la vita dentro a un pugno, avrebbe voluto fermare il tempo, dimenticarsi anche della luna e stringerla a sé per sempre, profumata e dolce con quel vestito nero sopra al ginocchio.
Ma iniziò a piovere davvero forte quella notte d'estate, era una pioggia calda, impietosa e violenta. Trovarono parcheggio in centro e si rifugiarono di corsa dentro a un caffè, a mangiare pizzette di sfoglia con succo di frutta alla pesca. Si osservavano, sorridendo con un poco di imbarazzo, mentre parlavano di tutto a mezzavoce tra il fumo e il caldo del locale quasi vuoto. Anche senza luna, in quella notte umida e scura di pioggia, capivano bene di appartenersi già.

Heirloom Tomatoes

Ora si trovava lì, lo stesso caffè con quindici anni di più, le sedie di pelle e i tavolini consumati, le pizzette di sfoglia uguali a prima e una marca diversa di succo alla frutta.
Faceva ancora caldo. Ordinò un'insalata che sapeva di basilico e cannella, proprio come il profumo del vento fra quei capelli neri lavati da poco. Ripensò a un fermaglio grigioperla che le teneva a bada la frangetta, alla sua pelle di latte appena abbronzata e a quella scollatura sulla schiena che lo faceva sognare.
Si accorgeva di aver accumulato troppi ricordi; accatastati sopra al cuore erano diventati pesanti e duri come un lingotto l'acciaio. Quel tempo davanti che sembrava infinito era scivolato tutto via, lasciandosi indietro solo frasi soffocate e immagini di una dolcezza un po' sbiadita.
Tirò fuori dalla tasca l'agendina ormai consunta, cercò sotto la lettera L e compose il numero scritto a matita. Chissà.
Era una sera di agosto e splendeva la luna, piena e rotonda che sembrava finta. Aveva smesso di piovere da pochi minuti, e l'aria era già pulita e senza nuvole. Rispose una voce di donna e lui le parlò.

Watermelon, Basil and Tomatoes


Watermelon Panzanella
per 4 persone

cocomero maturo 3 fette
cipolla rossa 1/2
pane raffermo 4 grosse fette
pomodori da insalata, maturi 3-4
cetriolo 1-2
olive nere 10-15
rucola e misticanza 2 piccoli mazzi
aglio 2 spicchi
basilico, olio, sale, pepe, aceto di mele q.b.

Per condire
lime 1
sciroppo di agave 2 cucchiai
senape 1 cucchiaio
aceto balsamico 1 cucchiaio
olio di oliva 120 ml ca.
sale, pepe, canella in polvere q.b.


Bread and Tomatoes

Sbucciare la cipolla e tagliarla a fette sottili. Metterle in una ciotola coperte di acqua fredda e 2-3 cucchiai di aceto di mele, e lasciarle riposare almeno un'ora.
Sbucciare gli spicchi d'aglio e strofinarli sulle fette di pane. Spezzare in cubetti irregolarli, disporli su una teglia da forno e condirli con un filo di olio e sale. Infornare a 200 per circa 8-10 minuti, mescolando ogni tanto, finché il pane è dorato e croccante. Tenerlo da parte.
Preparare il condimento: mescolare succo di lime, sciroppo di agave, senape, aceto, sale, pepe e una generosa spolverata di cannella. Unire a poco a poco l'olio di oliva e mescolare con una frusta fino a quando si ottiene un'emulsione densa e omogenea. (frullatore a immersione? OK!).
In una larga ciotola, mescolare le foglie di rucola e misticanza, i pomodori a spicchi, il cocomero tagliato a cubi, il cetriolo sbucciato e tagliato a fette e poi in quarti, le olive, la cipolla scolata e strizzata, i cubetti di pane tostato e qualche foglia di basilico spezzettata con le mani.
Condire con la salsina preparata, aggiustare di sale e pepe se necessario, e lasciar riposare mezz'ora prima di servire.
w.v.<3

Watermelon Panzanella Salad

Pesto di Zucchine Crude

mercoledì 2 luglio 2014
Pasta with Zucchini Pesto

Luglio, il leone,
riposa, bevi e il mondo attorno appare come in una visione...
~ Francesco Guccini, Canzone dei Dodici Mesi

Luglio è il mio mese preferito. Non solo perché, senza falsa modestia, un bel giorno decisi di nascerci io, ma soprattutto perché è l'estate per davvero, quella che appare ancora vera e lunga da finire. Per le strade, alla sera, si mastica un'indescrivibile euforia, condita dal sapore di una birra gelata e dal ristoro dolce di una fetta di cocomero; è luglio che ti culla nel vento su di un'isola semideserta circondata di blu, o sopra a un letto di margherite fra l'erba ancora verde, con un futuro senza fretta tutto da inventare.

Zucchini Pesto Ingredients

L'estate, ad agosto, è una forza dura, un'illusione breve che ti schiaccia; a luglio è ancora una carezza, calda e colma di speranza. E poi a luglio è tutto là davanti a te, ciliegie e fragole come un'eterna primavera; pesche, susine e gigli colorati con quel profumo intenso che sembra non poter svanire mai.

Basil and Mint Leaves


Pesto di Zucchine Crude
per 3 vasetti ca.

zucchine, al netto 500 gr
aglio 2-3 spicchi
anacardi 65 gr
mandorle 25 gr
basilico 1 mazzo abbondante
menta 4-5 foglie
limone 1
olio di oliva 4-5 cucchiai
sale, pepe q.b.


Raw Zucchini Pesto

Lavare e spuntare le zucchine, quindi tagliarle a cubetti. Sbucciare gli spicchi di aglio e pulire le foglie di basilico e di menta. Mettere nel mixer insieme agli anacardi, le mandorle e la scorza grattuggiata del limone. Unire sale e pepe e frullare, aggiungendo olio di oliva fino a quando si ottiene una crema fluida e omogenea. Aggiustare di sale. Invasare in barattoli di vetro, coprire con un filo di olio e conservare in frigo.
Si può usare come antipasto su dei crostini di pane, oppure per condire la pasta, a crudo.

P.S: per chi se lo dovesse chiedere, quella cosa che sembra formaggio sulla pasta ma formaggio non è, sarebbe un "parmigianovegano". Si fa mescolando due manciate di mandorle pelate con un cucchiaio di semi di sesamo tostati e un pizzico di sale. Si frulla tutto et voilà.
w.v.<3

Basil, Pesto and Garlic

Coleslaw Viola di Cavolo e Barbabietole

lunedì 5 maggio 2014
Purple Coleslaw

Le stelle sono indispensabili.
~ Philip Roth

Perché a guardare le stelle, a guardarle per davvero, perdendosi con gli occhi dentro all'incantevole abisso che ci si stringe attorno, scompare tutto quello che siamo e che crediamo di essere. Le nostre idee, ancorate e ammuffite, la rabbia, le ideologie, il dolore e la violenza, le liti coi vicini, la lista della spesa, l'estratto conto, la casa in ordine, la casa in disordine, le scarpe alla moda, le torte sghembe e la polvere sulla credenza.
Non ci sono errori nell'universo che ci avvolge, non ci sono rivalità, equivoci o incertezze. Il cielo è l'equilibrio, la risposta alle nostra insanità. Le stelle sono indispensabili.
E così - per me - il colore viola.

Purple Slaw Ingredients

(A parziale discolpa del farfuglio di cui sopra, devo confessare che tutto ciò è stato molto liberamente ispirato da uno dei finali più belli che io riesca a ricordare, quello che mi ha colpito a notte fonda non più di un pugno di ore fa, le ultime righe di Ho sposato un comunista, di Philip Roth. Perdonatemi.)


Coleslaw Viola*
di Cavolo e Barbabietola

per 4 persone

Purple Coleslaw

cavolo viola, piccolo 1
barbabietole, medie 3-4
mele verdi 2
noci tostate una manciata
tofu seta 70 gr
succo di limone 2 cucchiai
aceto di mele 2 cucchiai
senape di Digione 1 cucchiaino
aglio 1/2 spicchio
nettare di agave 1/2 cucchiaino
prezzemolo fresco 1 piccolo mazzo
olio di oliva 2 cucchiai
sale, pepe q.b.


Purple Slaw Ingredients

*La ricetta l'ho adattata da The Inspired Vegan, di B. Terry, felice riscoperta di cui avevo già parlato qui.

Pulire il cavolo, eliminare le foglie piu dure e il cuore, e tagliarlo a listarelle sottili. Pelare le barbabietole e grattuggiarle a crudo. Mettere il tutto in una larga ciotola, mescolare e tenere da parte.
Per il condimento, frullare brevemente tofu, aglio, succo di limone, aceto, senape, agave e prezzemolo, quindi unire olio, sale e pepe e frullare finché si ottiene una crema fluida e omogenea. Se necessario, aggiustare di sale.
Condire le verdure con circa metà della salsina, mescolare bene e lasciare riposare almeno mezz'ora per farle ammorbidire. Unire le noci tostate e tritate grossolanamente, quindi servire il coleslaw in ciotole individuali, insieme a fette sottili di mela, un altro cucchiaio di salsa e foglie di prezzemolo per guarnire.

Per chi non lo sapesse, il coleslaw più tradizionale sarebbe un'insalata di cavolo affettato sottilissimo, a volte con l'aggiunta di carote e/o mele grattuggiate, di solito condita con una vagonata di maionese. Questa versione vegan lo batte 10 a 0, e non solo perché è vegan e non solo perché è viola. Lo giuro.
Tra parentesi, la salsina si può usare benissimo anche per condire un'insalata normale, si conserva bene in frigo, ed è ottima anche usando basilico al posto del prezzemolo. Io adesso per sicurezza ne faccio sempre una dose doppia. Tantoperdire.
w.v.<3

Purple Cabbage Leaves

Guacamole di Piselli

mercoledì 16 aprile 2014
Sweet Pea Guacamole

- Lo vedi il mare?
- Dove?
- ... sul soffitto!
- Sì, lo vedo il mare
.
~ Jep e Ramona, La Grande Bellezza

Sweet Pea Bowl

È stato l'inverno della grande bellezza. Erano appena sei mesi fa, e tornavo un po' straniera a casa mia: un viaggio in penombra, una grande bolla mista di curiosità e timore, svanita poi per magia di fronte al lusso di una vacanza romana.
È primavera, adesso, con le sue margherite, il rosso delle fragole e i piselli freschi giù al mercato; la valigia del ritorno è piena di libri e di ricordi, la neve si è sciolta insieme alla paura, e a me non resta che guardare il soffitto e riascoltare il mare.

Guacamole di Piselli
per 4-5 persone

piselli, al netto 500 gr ca.
olio di oliva 2 cucchiai
succo di lime 2 cucchiai
jalapeño 1
scalogno 1
cumino, sale, pepe, coriandolo fresco q.b.


Sweet Peas

In un frullatore mettere i piselli sgranati, l'olio, il succo di lime e lo jalapeño privato dei semi (andrà bene anche un altro tipo di peperoncino, no worries...), unire sale, pepe, cumino in polvere e coriandolo fresco. Frullare per circa un minuto o fino a quando si ottiene una crema omogenea. Aggiustare il sapore se necessario. Alla fine unire lo scalogno tritato e mescolare.
Servire il guacamole come antipasto con chips di mais, oppure spalmato su fette di pane tostato.
In mancanza della primavera e dei piselli freschi, niente paura! Vanno benissimo anche quelli surgelati, direttamente dal freezer al frullatore... provare per credere.
w.v.<3

Guacamole Ingredients

Quinoa con Spinaci Saltati al Limone e Zenzero

mercoledì 19 febbraio 2014
Quinoa with Spinach, Lemon and Ginger

La tua casa, essendo il luogo in cui tu leggi, può dirci qual è il posto che i libri hanno nella tua vita, se sono una difesa che tu metti avanti per tener lontano il mondo di fuori, un sogno in cui sprofondi come in una droga, oppure se sono dei ponti che getti verso il fuori, verso il mondo che t'interessa tanto da volerne moltiplicare e dilatare le dimensioni attraverso i libri. Per capire questo, il Lettore sa che la prima cosa da fare è visitare la cucina.
La cucina è la parte della casa che può dire più cose di te.
~ Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore



Sono entrata in una trappola. Ieri ho letto queste parole e, all'apice della vocazione bloghereccia dei miei (forse ultimi) giorni d'esilio, ho deciso di prenderle in prestito per dare inizio a un nuovo post.
Poi però ho avuto come la sensazione di trovarmi su un terreno a sdrucciolo, costretta da me stessa a continuare un discorso che non reggerebbe il confronto. Non ce la posso fare. Preferisco davvero lasciarle cadere così, queste frasi rubate, silenziose ma ingombranti, cariche e fitte come fiocchi di neve.
Del resto, cosa si potrebbe dedurre dalla mia cucina inesistente? Sarebbe una delusione. Forse tu, Lettore, potresti pensare che il mio blog è tutto un bluff (come del resto io stessa vado ripetendo a chiunque mi dia un po' di confidenza...), e che in realtà mi piace molto di più perdere tempo a litigare coi fantasmi, ammucchiare pezzi di legno e ascoltare la voce delle cose, specie quelle arrugginite e stanche, piuttosto che affilare coltelli e triturare le carote per il soffritto. Perché a dire il vero, a me non è mai piaciuto preparare il soffritto, con tutta quella cipolla da affettare tra lacrime senza senso, e quelle verdure da scubettare alla perfezione, pena il discredito perenne dal Gran Consiglio dei Soffriggenti.
Cosa si potrebbe postulare dalle mie ciotoline rigorosamente scompaiate, da quella fila di spezie senza remora che riescono a farsi strada a seconda degli umori del momento, dallo zucchero grezzo e dall'immancabile manciata di farina Manitoba, che non si sa mai? Posso anche aggiungere, per chi volesse indagare oltre, che posseggo mio malgrado un forno E.N.O.R.M.E., un buco nero e profondo a prova di Tacchino, quantomai sproporzionato e imbarazzante. Col tempo ho imparato ad andarci d'accordo e ho messo a frutto la sua stazza indisponente trasformandolo in ripostiglio; se tu, Lettore infedele, potessi guardarci dentro, vedresti una pila indistinta di teglie scure e rotte, accatastate l'una all'altra senza senso, di quelle teglie grezze e pesanti che ci si attacca tutto e che a cuocere biscotti non ce la fa neanche Martha Stewart.
Ho quindi un indispensabile tostapane, quasi nuovo ma finto vintage; tantissimi vasetti pieni di marmellata, di solito rossa e con le fragole, di quella semplice, con i pezzi ma senza pepe, aceto balsamico o altre diavolerie. Marmellata deliziosamente imbloggabile.
Una tagine che vorrei usare più spesso, quattro vasi di vetro, raggiungibili solo con una scala, colmi di stampini per ogni forma del creato, per biscotti natalizi al miele e cannella, per cannelés di Bordeaux e per ravioloni ripieni che non vedranno mai la luce. Pentole sospese al soffitto, mini cocotte in tutti i colori della primavera, e un'unica concessione futuristica a una vergognosa progressione di grattuge lunghe, sottili e affilatissime.
Ma non c'è spazio per due, nella mia cucina. Non c'è una sedia e nemmeno un tavolo, figurarsi! Non esiste dispensa né cassetto, e l'ordine imperfetto di pentolame, forchettame, attrezzume e caccavelle si regge su un equlibrio assai delicato, progettato con fatica e tutelato con orgoglio.
Cosa potresti dedurre, caro Lettore dallo sguardo impietoso, non saprei proprio dirlo. Ci ho pensato, tutta la sera e poi un'ora stamattina col caffè. Ma la mia cucina vera è uno spazio immaginario, "un sogno in cui sprofondo come in una droga", una difesa per allontanarmi dal mondo, chiedendo al mondo di venire con me.
E allora ecco qua, buona quinoa spinacina a tutti.

Quinoa, Spinach and Salt


Quinoa con Spinaci Saltati
al Limone e Zenzero

per 4-5 persone

Quinoa with Spinach, Lemon and Ginger

quinoa 250 gr
spinacini freschi due mazzi abbondanti
aglio 2 spicchi
limoni 2
zenzero fresco 1 pezzo
olio di oliva, sale, salsa di soia q.b.


Quinoa and Garlic

Pulire delicatamente gli spinacini e togliere i gambi piu grossi. Scaldare qualche cucchiaio di olio in una larga padella, soffriggere per due minuti gli spicchi d'aglio sbucciati e tagliati a metà, quindi unire gli spinacini puliti e farli appassire leggermente. Insaporire con la scorza dei limoni e lo zenzero grattuggiati.
A parte cuocere la quinoa in acqua salata, seguendo le indicazioni della confezione. Lasciarla gonfiare e riposare per qualche minuto.
Quando è pronta, unirla agli spinaci e far saltare per un minuto, mescolando e unendo a piacere salsa di soia o un pizzico di sale.
Servire tiepida.
w.v.<3

Big Bowl of Quinoa

Pappa al Pomodoro con Melanzane Grigliate, Olive Nere (e Feta)

martedì 20 agosto 2013
Pappa al Pomodoro

ma è meglio poi un giorno solo da ricordare
che ricadere in una nuova realtà sempre identica...

~ Francesco Guccini, Scirocco

Era una sera tiepida di agosto, la città umida e deserta popolata solo da turisti innamorati, anziani troppo stanchi e gatti in cerca di padroni. Noi due seduti in riva al fiume a giocherellare con gli sguardi, aspettavamo il vento e qualcosa che cambiasse.
Mi avevi chiesto di tornare lì, in quel tavolo all'aperto dove ti guardai la prima volta, abbronzata e timida col tuo velo di rossetto. Soffocate da ricordi inutili e legittime paure, parole e frasi restavano sospese, immobili in quell'aria densa di silenzio che si era andata aggrumando fra di noi. Erano un lui e una lei di troppo, due vite già iniziate e una morale troppo grossa.
Era una sera tiepida di agosto, quella sera in cui ci lasciammo diventare grandi. A nostro modo ci amavamo ancora, ma ormai non ci amavamo più.


Pappa al Pomodoro*
con Melanzane, Olive Nere (e Feta)

per 4
pane toscano raffermo 200 gr
pomodori maturi 800 gr
aglio 4 spicchi
concentrato di pomodoro 2 cucchiai
melanzana, piccola 1
olive nere 1 manciata
feta sbriciolata 2-3 cucchiai
sale, pepe, olio evo, brodo vegetale, basilico q.b.

Baby Eggplants

Incidere i pomodori a croce e tuffarli per qualche minuto in acqua bollente. Pelarli e passarli al passaverdure. Soffriggere gli spicchi d’aglio sbucciati e leggermente schiacciati in un po’ di olio, unire qualche foglia di basilico, poi il pane tagliato a cubetti. Far rosolare per circa 10 minuti finché il pane assume un bel colore ambrato. Unire la passata di pomodoro, il concentrato (facoltativo), sale, pepe e mescolare bene. Coprire con il brodo e far cuocere a fuoco medio-basso per circa 30 minuti finché il pane è ridotto in poltiglia.
Nel frattempo tagliare la melanzana a fette, grigliarle su entrambi i lati e tagliarle a cubetti. Snocciolare e tritare grossolanamente le olive. Servire la pappa al pomodoro, guarnendo ciascun piatto con cubetti di melanzana grigliata, una manciata di olive tritate e una spolverata di feta sbriciolata.
Va da sé che la feta non è approvata dalla vegan police. Epperò basterà eliminarla, et voilà, w.v.<3 il pranzo è servito.

*Piccolo spazio autocelebrativo: la qui presente ricetta è stata pubblicata questo mese sul Corriere della Sera nella rubrica Racconti di Cucina, insieme ad altre tre mie ricette aventi il pomdoro come protagonista.
Se siete curiosi, qui potrete trovare il link all'archivio del quotidiano e leggere l'articolo principale della pagina. E a questo proposito, manco fosse la notte degli Oscar, voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno dimostrato enorme affetto e mi hanno postato e ripostato la foto della pagina sulla mia bacheca di facebook. Tenkiu!

Bruschetta ai Pomodori e Pesche

lunedì 12 agosto 2013
Tomato Peach Bruschetta

summer's here to stay
and those sweet summer girls
will dance forever...

~ DMB, Dive In

Cosa ci può essere di meglio di pane e pomodoro sotto ai raggi del sole?
Pane, pesche e pomodoro.
Fidatevi di me, mi assumo tutta la responsabilità.

Peaches


Bruschetta ai Pomodori e Pesche
per 4

pesche gialle 2
pomodorini 10-15
aceto balsamico 3 cucchiai
olio evo 3 cucchiai
aglio 3-4 spicchi
sale, pepe, basilico fresco q.b.
fette di pane casereccio


Peaches and Tomatoes

Sbucciare le pesche e tagliarle a cubetti. Mescolarle ai pomodorini sciacquati e tagliati in quattro, condire con sale, pepe, olio, aceto balsamico e basilico fresco tritato. Coprire e lasciar riposare almeno un’ora.
Tostare il pane in forno per qualche minuto, quindi strofinarlo ancora caldo con gli spicchi d’aglio sbucciati. Distribuire la bruschetta sulle fette di pane, spolverare ancora con del basilico e servire subito.

Bread an Bruschetta


Panzanella con Pesche Grigliate

domenica 4 agosto 2013
Grilled Peach Panzanella style=

... tanto doveva prima o poi finire lì
ridevi e forse avevi un fiore
ti ho capita, non mi hai capito mai

~ Roberto Vecchioni, Luci a San Siro

Ricordi? Ricordi quando c'erano i vent'anni? Lo so cosa dirai, con quella scossa lenta di umida tristezza che da ore ci attraversa: dirai che adesso la senti pure tu, tutta quella nostalgia che un tempo non capivi eppure facilmente mi accusavi. La avverti invece, oggi, come fa tremar la voce e abbassare gli occhi? E sorridere anche un po', perché questo nostro incontro sembra tutto uno stucchevole cliché, un onesto déjà vu, un film da altri raccontato, già vissuto, già sofferto e già cantato.
E tu sono sicura lo sapevi, che il nostro parlare ora avrebbe ingranato questa retromarcia qua. Perché cosa fai adesso, cosa facevi ieri o della tua vita dieci mesi fa mi importa poco, e la conosco già. La immaginavo bene anche allora, in quel nostro tempo insieme: per te sembrava tutto bell'e scritto, nei tuoi discorsi, nei tuoi studi e in quei ritagli accumulati dai giornali; tu così intento a pedinare la realtà, mentre io col mio futuro incerto perdevo giorni a interrogar gli specchi, cercando invano una risposta negli incroci e nelle tasche della casualità.
Ma ricordi? Ricordi quando passeggiammo insieme quella notte a fine estate, ubriachi al punto giusto? Dalla noia di una festa ci trovammo mano nella mano dentro a un sogno, a camminare intorno a quei riflessi e al profumo inesplorato di un lago sempre nostro. E poi, tutte quelle volte in cui ti ostinavi a ridere di me, quando dicevo preferirei morire come Francesca, peccatrice e innamorata, piuttosto che scoprirmi un giorno intrappolata nello spettro della quotidianità.
Ricordi? Ricordi quando tu dicesti basta, e l'illusione di otto anni che si sgretolava fra le mani, un amore scivolato e un mistero ancora aperto. Cosa resta di quel che avevamo allora ce lo siamo chiesti spesso, e la risposta forse la afferriamo solo questa sera, in un abbraccio silenzioso e lento, nascosto nella nebbia di una nuova, lontanissima città.
Passavo di qua, lo so, è tanto tempo, come stai? Io sì, scusa, pensavo che magari, si potrebbe... una cena, quattro passi, un semplice caffè; così, tanto per parlare un po'.
Sono le otto, è ancora chiaro fuori dal bistrot. Ordino io, e tu per una volta fidati di me. Parla pure, che io ti ascolterò.

Grilled Peach Panzanella

Panzanella con Pesche Grigliate
per 4 persone

pesche gialle 2
pane casereccio 2 grosse fette
pomodorini 600 gr
rucola q.b.
scalogno 1
limone 1
miele 3 cucchiai
olio, aceto balsamico, sale, pepe, basilico q.b.

Bread, Peaches and Tomatoes

Spennellare d’olio le fette di pane e cuocerle sulla griglia da entrambi i lati. Mescolare il miele con olio e aceto balsamico, intingervi le pesche tagliate a fette e cuocerle sulla griglia circa un minuto per parte. Tagliare il pane a pezzi, unirlo ai pomodorini tagliati a metà e agli scalogni affettati sottili. Condire con olio, aceto, succo di limone, sale, pepe e basilico spezzettato, e lasciare riposare almeno un’ora. Prima di servire, unire la rucola e le pesche grigliate tenute da parte.

Summer Basket