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Macco di Fave

mercoledì 23 marzo 2011
Macco di Fave

Qui lo dico e qui lo nego: io sto col minimalista minimalismo. Quando poi si tratta di minimalismo in cucina, vado proprio in visibilio. Già, perché le ricette che iniziano a elencare più dei tre o quattro ingredienti umanamente consentiti mi fanno davvero stare male, incutendomi una sorta di terrore culinario, e risvegliando in me due opposte tentazioni:
a) l'innaturale e subdolo desiderio di correre ai ripari dal take-away più vicino, per compiacere alla pigrizia;
b) la voglia di una ciotola di riso in bianco (senza nemmeno il parmigiano!), per assecondare l'aspirazione all'eterea purezza del protagonista solitario.

Mi rendo conto che aprire un blog di cucina non sia stata proprio una gran trovata. Ho un debole per sali variopinti e farine dalla grana misteriosa, è vero, e nel tempo ho chiaramente collezionato una serie imbarazzante di polveri, spezie e altri intrugli piuttosto enigmatici (tutto materiale da convivio, ça va sans dire), per non parlare poi di ciotolame in svendita, posate in esubero e aggeggi all'ultimo grido. Eppure, se fosse per me, posterei spaghetti al pomdoro 304 giorni l'anno, riservando le circa 52 domeniche per gli gnocchi (sempre rigorosamente al pomodoro), e i restanti 9 giorni per il piatto a sorpresa. Un blog d'effetto, sicuramente.

Immaginate pertanto il mio tripudio quando ho provato questo portentoso macco di fave, nella mia to-do list da tempo immemorabile: la linearità di un piatto minimal incontra la vanità del post. Un connubio perfetto. Nel mio blog ideale, il macco di fave si è fatto strada all'improvviso, aggiudicandosi ben 8 dei 9 giorni a sorpresa. Perché più minimal e più buono di così mi pare sia davvero difficile.


Macco di Fave
per 4-5 persone

fave secche decorticate 500 gr
olio, sale, pepe, acqua q.b.
aglio 2 spicchi
finocchietto selvatico, cicoria, cavolo nero, dente di leone, rapini, foglie di senape
(o altro verdurame a piacimento)

un grosso cespo


Mettere a bagno le fave in una ciotola piena d'acqua per una notte. Il giorno successivo, scolarle e metterle a cuocere a fuoco medio-basso in una larga pentola, appena coperte di acqua. Cuocere fino a quando le fave sono tenere e iniziano a disfarsi, schiumando all'occorrenza, mescolando di tanto in tanto, e aggiungendo altra acqua se necessario. A piacere, si potrebbero anche unire all'acqua di cottura una carota e un gambo di sedano, oppure iniziare facendo saltare in due cucchiai di olio un cipollotto tagliato a rondelle, ma io ho preferito tentare con la versione più proletaria che c'è: fave, fave, assolutissimamente fave, con l'unica aggiunta di un bel pizzicone di sale a fine cottura. Quando le fave sono tenere, recuperare dall'armadio il sempreverde frullatore a immersione e ridurle a crema, aggiungendo olio a filo fino a ottenere un purè omogeneo.
Nel frattempo pulire la verdura (nel mio caso si è trattato di Russian kale, un tipo di cavolo nero... violaceo, leggermente dolce e meno pungente, una cosa a me ignota fino a l'altroieri a dire il vero, che se vi accontentate potrei anche tradurvi come cavolo russo :-), eliminare le estremità dure dei gambi e farla leggermente appassire in una larga padella con un dito di acqua. Scolare, eliminare l'acqua in eccesso e ripassare in padella con un filo d'olio e gli spicchi di aglio sbucciati e tagliati a metà. Insaporire con sale e pepe.
Impiattare il macco di fave con le verdure al centro, e servire con un giro di olio e una spolverata di pepe nero.
12 commenti
Marta ha detto...

voglio quel piatto. (comune sintomo di malattia da foodblogger)
:o)

One Girl In The Kitchen ha detto...

Il piatto e' miooooooooooooooooo! (e anche il fratello non gemello...!)
:-)

Francesca ha detto...

mah, il mondo è bello perché è vario! La profonda riflessione per dire che c'è spazio per tutti :-) ...e poi chi l'ha detto che accostare pochi ingredienti sia meno interessante e più facile del del metterne molti??
Felice di leggerti

Lydia ha detto...

Sara,anch'io mangerei sempre vermicelli pomodoro fresco e basilico e gnocchi. Maròòòò, adoro gli gnocchi.
Ciò detto, smettila di mostrarci tutte queste caccavelle e terraglie per farci morire dall'invidia, grazie

Mirtilla ha detto...

hai arricchito il macco con queste belle erbette :)

One Girl In The Kitchen ha detto...

@Francesca: hai ragione, io quando vedo dei piatti semplici e di facilissima esecuzione vado proprio in estasi!

@Lydia: maròòòò gli gnocchi!!! :-)
Parlando di cose importanti, quel piatto a dire il vero era chiuso nell'armadio da piu' di un anno, dovresti vedere invece cosa mi sono concessa in questi ultimi giorni, mi vergogno a dirlo....e non lo dico.

@Mirtilla: si', in mancanza del tradizionale finocchietto selvatico (e chi lo trova il finocchietto selvatico?), ho chiesto aiuto al verduraio... : )

Virginia ha detto...

Mi accodo a Lydia e da domani censuro ufficialmente il tuo pornoblog!

franci e vale ha detto...

bel piatto bel tavolo e bella zuppetta!!!!!!! ...si è vero, va bene le ricette complicate, ma che soddisfazione è quando ci sono poche cose da fare e il risultato è eccezionele!!!....per questo io continuo a fare,per es, il pane senza impasto facendo tremare i cultori della panificazione....:-)poche mosse, grande risultato! ciao,franci

One Girl In The Kitchen ha detto...

@franci: sono d'accordissimo. Il pane senza impastare e' stata la blogoscoperta del secolo!

franci e vale ha detto...

.....approposito: le stecche di Jim le avevo viste da te!!

One Girl In The Kitchen ha detto...

uh...le stecche! le devo rifare prima o poi :)

Diletta ha detto...

Di questo post mi piace e condivido tutto!!!
Ovviamente invidio profondamente le tue caccavelle molto chic.

Un sorriso buonissimo,
D.

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