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Pesto di Zucchine Crude

mercoledì 2 luglio 2014
Pasta with Zucchini Pesto

Luglio, il leone,
riposa, bevi e il mondo attorno appare come in una visione...
~ Francesco Guccini, Canzone dei Dodici Mesi

Luglio è il mio mese preferito. Non solo perché, senza falsa modestia, un bel giorno decisi di nascerci io, ma soprattutto perché è l'estate per davvero, quella che appare ancora vera e lunga da finire. Per le strade, alla sera, si mastica un'indescrivibile euforia, condita dal sapore di una birra gelata e dal ristoro dolce di una fetta di cocomero; è luglio che ti culla nel vento su di un'isola semideserta circondata di blu, o sopra a un letto di margherite fra l'erba ancora verde, con un futuro senza fretta tutto da inventare.

Zucchini Pesto Ingredients

L'estate, ad agosto, è una forza dura, un'illusione breve che ti schiaccia; a luglio è ancora una carezza, calda e colma di speranza. E poi a luglio è tutto là davanti a te, ciliegie e fragole come un'eterna primavera; pesche, susine e gigli colorati con quel profumo intenso che sembra non poter svanire mai.

Basil and Mint Leaves


Pesto di Zucchine Crude
per 3 vasetti ca.

zucchine, al netto 500 gr
aglio 2-3 spicchi
anacardi 65 gr
mandorle 25 gr
basilico 1 mazzo abbondante
menta 4-5 foglie
limone 1
olio di oliva 4-5 cucchiai
sale, pepe q.b.


Raw Zucchini Pesto

Lavare e spuntare le zucchine, quindi tagliarle a cubetti. Sbucciare gli spicchi di aglio e pulire le foglie di basilico e di menta. Mettere nel mixer insieme agli anacardi, le mandorle e la scorza grattuggiata del limone. Unire sale e pepe e frullare, aggiungendo olio di oliva fino a quando si ottiene una crema fluida e omogenea. Aggiustare di sale. Invasare in barattoli di vetro, coprire con un filo di olio e conservare in frigo.
Si può usare come antipasto su dei crostini di pane, oppure per condire la pasta, a crudo.

P.S: per chi se lo dovesse chiedere, quella cosa che sembra formaggio sulla pasta ma formaggio non è, sarebbe un "parmigianovegano". Si fa mescolando due manciate di mandorle pelate con un cucchiaio di semi di sesamo tostati e un pizzico di sale. Si frulla tutto et voilà.
w.v.<3

Basil, Pesto and Garlic

Coleslaw Viola di Cavolo e Barbabietole

lunedì 5 maggio 2014
Purple Coleslaw

Le stelle sono indispensabili.
~ Philip Roth

Perché a guardare le stelle, a guardarle per davvero, perdendosi con gli occhi dentro all'incantevole abisso che ci si stringe attorno, scompare tutto quello che siamo e che crediamo di essere. Le nostre idee, ancorate e ammuffite, la rabbia, le ideologie, il dolore e la violenza, le liti coi vicini, la lista della spesa, l'estratto conto, la casa in ordine, la casa in disordine, le scarpe alla moda, le torte sghembe e la polvere sulla credenza.
Non ci sono errori nell'universo che ci avvolge, non ci sono rivalità, equivoci o incertezze. Il cielo è l'equilibrio, la risposta alle nostra insanità. Le stelle sono indispensabili.
E così - per me - il colore viola.

Purple Slaw Ingredients

(A parziale discolpa del farfuglio di cui sopra, devo confessare che tutto ciò è stato molto liberamente ispirato da uno dei finali più belli che io riesca a ricordare, quello che mi ha colpito a notte fonda non più di un pugno di ore fa, le ultime righe di Ho sposato un comunista, di Philip Roth. Perdonatemi.)


Coleslaw Viola*
di Cavolo e Barbabietola

per 4 persone

Purple Coleslaw

cavolo viola, piccolo 1
barbabietole, medie 3-4
mele verdi 2
noci tostate una manciata
tofu seta 70 gr
succo di limone 2 cucchiai
aceto di mele 2 cucchiai
senape di Digione 1 cucchiaino
aglio 1/2 spicchio
nettare di agave 1/2 cucchiaino
prezzemolo fresco 1 piccolo mazzo
olio di oliva 2 cucchiai
sale, pepe q.b.


Purple Slaw Ingredients

*La ricetta l'ho adattata da The Inspired Vegan, di B. Terry, felice riscoperta di cui avevo già parlato qui.

Pulire il cavolo, eliminare le foglie piu dure e il cuore, e tagliarlo a listarelle sottili. Pelare le barbabietole e grattuggiarle a crudo. Mettere il tutto in una larga ciotola, mescolare e tenere da parte.
Per il condimento, frullare brevemente tofu, aglio, succo di limone, aceto, senape, agave e prezzemolo, quindi unire olio, sale e pepe e frullare finché si ottiene una crema fluida e omogenea. Se necessario, aggiustare di sale.
Condire le verdure con circa metà della salsina, mescolare bene e lasciare riposare almeno mezz'ora per farle ammorbidire. Unire le noci tostate e tritate grossolanamente, quindi servire il coleslaw in ciotole individuali, insieme a fette sottili di mela, un altro cucchiaio di salsa e foglie di prezzemolo per guarnire.

Per chi non lo sapesse, il coleslaw più tradizionale sarebbe un'insalata di cavolo affettato sottilissimo, a volte con l'aggiunta di carote e/o mele grattuggiate, di solito condita con una vagonata di maionese. Questa versione vegan lo batte 10 a 0, e non solo perché è vegan e non solo perché è viola. Lo giuro.
Tra parentesi, la salsina si può usare benissimo anche per condire un'insalata normale, si conserva bene in frigo, ed è ottima anche usando basilico al posto del prezzemolo. Io adesso per sicurezza ne faccio sempre una dose doppia. Tantoperdire.
w.v.<3

Purple Cabbage Leaves

Gazpacho di Cocomero

mercoledì 10 luglio 2013
Gazpacho di Cocomero

Ma perché non funziona tutto come nei film?
Perché gli estranei in metropolitana, invece che limitarsi a guardarti, non attaccano bottone dicendoti che hai un sorriso bellissimo? Perché dopo trent’anni, in un caffé del centro, non rincontri mai la persona per cui hai lottato? Perché le madri fanno fatica a capire i propri figli e i padri ad accettarli? Perché la frase giusta arriva sempre durante il momento sbagliato? Perché non ti capita mai di correre sotto la pioggia, di arrivare davanti al portone di qualcuno, farlo scendere, scusarti e iniziare a parlare a vanvera per poi trovarti labbra a labbra e sentirti dire: ‘non importa, l’importante è che sei qui’? Perché non vieni mai svegliato durante la notte da una voce al telefono che ti dice: ‘non ti ho mai dimenticato’?
Se fossimo più coraggiosi, più irrazionali, più combattivi, più estrosi, più sicuri e se fossimo meno orgogliosi, meno vergognosi, meno fragili, sono sicura che non dovremmo pagare nessun biglietto del cinema per vedere persone che fanno e dicono ciò che non abbiamo il coraggio di esternare, per vedere persone che amano come noi non riusciamo, per vedere persone che ci rappresentano, per vedere persone che, fingendo, riescono ad essere più sincere di noi.

~ David Grossman, Qualcuno con cui correre

L'estate che vorrei. È racchiusa tutta in queste sue parole qua.
A me non resta altro che regalarvi un po' di dolce freschezza rosa.

Gazpacho di Cocomero - Ingredienti

Gazpacho di Cocomero*
per 5-6 persone

basilico fresco 1 mazzo abbondante
chiodi di garofano 4
anice stellato 2
foglia di alloro 1
zucchero 40 gr
acqua 350 ml
cocomero, pulito e senza semi 1 kg
cetriolo sbucciato 200 gr
pomodori ramati maturi 2
lime 2
peperoncino fresco 1 piccolo
sale, pepe, olio di oliva q.b.


*Ricetta adattata da Bon Appétit, e da tutte le estati immaginarie, presenti, passate e future.

In un pentolino, mettere l'acqua insieme alle foglie di basilico, le spezie, zucchero e un pizzico di sale. Portare a bollore, spegnere, coprire e lasciare in infusione almeno 20 minuti. Scolare il liquido e farlo raffreddare completamente.
Pelare i pomodori tuffandoli per un minuto in acqua bollente, tagliarli a pezzi eliminando i semi e far raffreddare.
Mettere nel frullatore la polpa di cocomero, il cetriolo, i pomodori preparati in precedenza, il succo dei lime, il peperoncino privato dei semi, lo sciroppo al basilico, sale e pepe e frullare finché il gazpacho è omogeneo. Aggiustare di sale e pepe, e aggiungere altro succo di lime, se serve.
Servire freddo, anche in bicchiere, guarnendo ciascun piatto con un filo di olio e qualche foglia di basilico.
w.v.<3

Cocomero

Gazpacho Verde

domenica 5 maggio 2013
Gazpacho Verde

Ho voluto scrivere un racconto. Le parole sono mie, la memoria è quella di altri. Spero vi piaccia.

Mio padre lo ricordo ancora con le mani sporche, nere di carbone come i capelli troppo ricci che gli spuntavano appiattiti e lunghi sotto al berretto. Lo indossava ogni mattina dopo il caffè, insieme a quel curioso faro in fronte che avrebbe illuminato il suo lavoro nel ventre della terra. Quando usciva di casa, aveva l'aria serena di un vecchio saggio e l'andatura orgogliosa da eterno corridore. Parlava poco, con voce roca e un forte accento del nord, aveva occhi chiari e vestiva sempre pulito, la camicia verde a scacchi inamidata al collo. Tutte le sere, tranne il venerdì Santo, il mio compleanno e la vigilia di Coppa, si trovava con gli altri giù al pub e discuteva a sorriso aperto del suo lavoro alla miniera e del motivo per cui la Newkie Brown era la miglior birra al mondo. Estroverso quanto basta, era cortese e tollerante nelle idee, anche quando iniziò a ingarbugliarsi con ostinazione nei discorsi della sua politica, difendendo i compagni e lo sciopero infinito in quel triste inverno di trent'anni fa.
A quell'epoca frequentavo la Northgate Middle School, portavo i capelli corti e gli anfibi a lacci rossi, e ascoltavo gli Ultravox a oltranza. Avevo dodici anni quando venne a casa e disse È fatta, cari miei, siamo in sciopero. Non sapevo perché ma avevo paura, sentivo nell'aria un cambiamento che ci avrebbe distrutto.
Fu un inverno lunghissimo e freddo, lui resistette fino alla fine picchettando duro davanti alla polizia a cavallo, mentre mia madre scriveva poesie e vendeva speranza al mercato dell'usato. Quella volta a Natale non portammo pantaloni stirati e per regalo ricevemmo piselli e carne in scatola dai vicini misericordiosi.
Lei la vedevo in TV coi capelli in ordine e lo sguardo inflessibile, ci aveva chiamati nemici e non glielo perdonavo, incolpandola di tutto, il freddo, le strade vuote, le liti coi cugini. Mio padre amava il suo elmetto scuro e tutto quello che chiedeva era l'onestà di un lavoro per regalare a noi idee, libri e allegria. Sette anni dopo, quando la piazza esultò gridando Maggie's gone, io non fui capace di unirmi alla festa, perché sapevo che la spaccatura creatasi fra noi era per sempre.
Oggi ascolto la notizia nella timidezza della primavera londinese, di fronte a un'improbabile zuppa da moderno bistrot, e mi ritrovo davanti quello sguardo di ferro come l'avevo lasciato nella memoria. A nulla serviranno decine di resoconti postumi e faziosi, so già che non li guarderò, quei documentari fasulli e patinati. Io l'ho vissuto dentro, nel gelo di mesi senza pane e senza luce, e conservo tutte le poesie, gli anfibi e la t-shirt. Non capivo fino in fondo ma ero lì a dividere la rabbia, e so per certo che da allora niente fu più come prima.


Gazpacho Verde


Gazpacho Verde*
per 6 persone

sedano 2 gambi
peperoni verdi 2
cetrioli sbucciati 600 gr
pane raffermo 80 gr
noci tostate 130 gr
peperoncino verde fresco 1
aglio 4 spicchi
zucchero 1 cucchiaino
spinacini 200 gr
basilico fresco 1 mazzo abbondante
prezzemolo tritato 2 cucchiai
aceto balsamico 4 cucchiai
olio di oliva 60 ml
latte di cocco 3 cucchiai
acqua 700 ml ca.
ghiaccio 4-5 cubetti
sale, pepe, cubetti di pane tostato per servire q.b.


*La ricetta l'ho adattata da Plenty, di Yotam Ottolenghi, rinomato chef londinese. A volte compare nel menù del suo ristorante a Notting Hill. E il libro, detto fra noi, è una vera chicca.

Tritare grossolanamente sedano, peperoni, cetrioli, pane, noci, peperoncino e aglio. Frullare unendo zucchero, spinacini, erbe, olio, aceto, latte di cocco, quasi tutta l’acqua, ghiaccio, sale e pepe. Se necessario, unire altra acqua finché si raggiunge la consistenza desiderata.
Servire con un giro di olio e cubetti di pane tostato.


Croutons and Walnuts

Green Smoothie & La Mia Primavera

venerdì 15 marzo 2013
Green Smoothie

Podrán cortar todas las flores, pero no podrán detener la primavera.
Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera.

~ Pablo Neruda

Era arrivato a tagliare i fiori, gerani, gigli e bucaneve ancora assopiti. Un lupo cattivo o forse soltanto un dio un po' annoiato ci aveva strappato a forza dal ciliegio rosa, il mio fatto di torte di mele, pan carré e caraffe di limonata dolce spruzzata di vino. Era un pomeriggio di primavera, con l'azzurro del cielo negli occhi e il caldo dell'amicizia nel cuore. Era una gita in collina, e poi il silenzio oltre la porta.

La primavera torna sempre a svegliare questi ricordi, con il tepore dei tramonti e la luce tenue della sera, che ti stritola ironica nelle budella e sulla pelle ti spara addosso la realtà. Sono onde radio basse e silenziose, scie luminose e taglienti che corteggiano l'allegria e poi asciugano le lacrime.

Ma se l'ascolti più a lungo, la primavera sa parlarti gentile; senza sbattere in faccia ombre e colori come il sole di luglio, ti accarezza leggera chiedendo perdono con una lettera color pastello.
La primavera gentile è un tram verde venuto a spargere sale, è una spremuta di ricordi innocenti e una valigia già pronta fra le mani. Sono quei papaveri che rifioriscono ogni volta, tutte quelle storie che nascono e sembrano per sempre; è il giallo tiepido del sole di aprile e la bellezza imbarazzante delle stelle perdute dietro ai monti. È questo mio cassetto pieno di coincidenze che fa rinascere la fantasia all'incrocio dei venti. È la timidezza dei passi sul ghiaccio un po' sciolto e un film disimpegnato visto mano nella mano. Un pomeriggio d'amore furtivo e la confortante freschezza di un frullato a merenda.


Squeezed Citrus

Green Smoothie
con Cavolo Nero, Avocado e Arance

per 2/3 persone
avocado 1
foglie di cavolo nero 1 mazzo (4-5)
succo di arancia fresco 2 tazze
lime 1
datteri snocciolati 4-5
zenzero fresco grattuggiato q.b.


Avocado, Oranges and Dates


Ricetta? Massì, ricetta! Buttare tutto dentro al frullatore, avocado sbucciato, succo di arancia e lime, datteri, foglie di cavolo e zenzero grattuggiato. Frullare frullare frullare fino a quando lo smoothie è verde pastello e cremoso quanto basta. Se occorre, allungarlo con un po' di acqua o altro succo di arancia, a gusto.
Consiglio di usare un marchingegno abbastanza forzuto e di tenere le foglie di cavolo nel freezer, in modo che sia poi più facile spezzettarle e frullarle in maniera omogenea. In questo modo poi si possono conservare a lungo ed essere sempre pronte per questo concentrato di salute e allegria.


Squeezed

E cade la pioggia e cambia ogni cosa, la morte e la vita non cambiano mai.
~ Francesco Guccini, Per fare un uomo

Insalata di Barbabietole e Carote

lunedì 7 marzo 2011
Insalata di Barbabietole e Carote a Crudo

Ho avuto un'illuminazione! Una di quelle che ti colpisce (quasi) come una padellata in fronte: le barbabietole si possono mangiare crude. Olé!
Purtroppo per me, ho sempre pensato che fossero come le patate, che da crude probabilmente non riscuoterebbero grande successo. E invece ho avuto una bella sorpresa, un'illuminazione indotta dal novello amico Mark Bittman, di cui mi sono già ripromessa di parlarvi un po' più dettagliatamente nei prossimi giorni.
Per il momento però prendetevi questa insalata, fresca, croccante, e rigorosamente raw, e ditemi voi se non c'è motivo di essere allegri. Cheers!


Insalata di Barbabietole e Carote
per 4

barbabietole, medie 3
carote 2
zenzero fresco 1 dito
scalogno 1-2
olio 2 cucchiai
senape di Digione 2-3 cucchiai
lime 2
sale, pepe, coriandolo fresco q.b.


Pelare le barbabietole e le carote e grattuggiarle in una ciotola. Unire lo zenzero fresco grattuggiato, gli scalogni tritati finemente, sale e pepe. Preparare il condimento mescolando olio, senape, succo di lime e versarlo sopra le verdure. Mescolare bene e cospargere con una generosa quantità di coriandolo fresco tritato (mi raccomando, fatela proprio generosa la quantità...).